Abbiamo assistito ieri sera all’ennesimo dibattito sulle droghe, inconcludente, fuorviante ed inutile come al solito.

Droghe leggere, pesanti, semi selezionati, principi farmacologici, percentuali di principio attivo, piantagioni illegali, malavita e via dicendo, argomenti che dovrebbero essere sezionati uno per uno per sviscerare le falsità che vengono costruite intorno alla cannabis e che invece, come al solito vengono trattati tutti insieme con una sconcertante approssimazione, continuando ad alimentare la voluta confusione su questa pianta e sugli effetti del suo consumo.

E’ ormai da un anno che stiamo denunciando l’inesistenza dell’immissione in massa sul mercato nero degli stupefacenti, nel nostro Paese, della mitica Supercannabis (Cannabisaurus Rex) al 55% di THC paventata da Serpelloni, e allarmisticamente propagandata vergognosamente dai più incalliti proibizionisti, grazie al quasi totale asservimento dei mass media a questa finzione di fantascientifica pericolosità sociale.

Come abbiamo già denunciato, questo della Supercannabis è il nuovo cavallo da battaglia dei proibizionisti più disperati, messo in campo già zoppo come ultimo tentativo di contrastare un inesorabile processo di legalizzazione della cannabis a livello mondiale, pensiero insopportabile per chi ha fatto della propria professione una missione ideologica persecutoria nei confronti dei fruitori della pianta di canapa, in particolare dei piccoli autocoltivatori in proprio.

Dai primi del mese di marzo tale cavallo da battaglia (zoppo) è stato ulteriormente “dopato” da Serpelloni con un altro ennesimo ritocco al rialzo, arrivato al 60% della percentuale di THC, (la chiameremo Supercannabisaurus Rex) un incrocio genetico OGM tra la cannabis e il tirannosauro ottenuto con “tecniche violente di coltura intensiva”!

Bisogna picchiare le piante, così diventano più aggressive (come il tirannosauro) percentuale poi ripresa da Garattini nei suoi affondi recenti, ed ora portata dallo stesso Serpelloni in un’audizione delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera.

Tale percentuale, irreale e introvabile, viene utilizzata dal nostro morbosamente affezionato persecutore per sostenere una sua nuova contorta proposta: differenziare le pene per la cannabis naturale da quelle per la Supercannabisaurus Rex al 60% di THC, che è, di fatto, introvabile in Italia, perlomeno sul mercato nero gestito dalle organizzazioni criminali o nelle produzioni “fai da te” dei poveri autocoltivatori ingiustamente perseguitati, contro i quali si è particolarmente rivolta finora, la lugubre repressione persecutoria del proibizionismo italiano in stile Fini-Giovanardi, alla quale, nonostante la sua cancellazione, i persecutori nati non possono assolutamente rinunciare, anche se è ormai sotto gli occhi di tutti il fallimento manifesto e gli enormi danni sociali provocati.

La colpa, sempre secondo Serpelloni, sarebbe invece (monotonamente) sempre di internet, demoniaco e favorito capro espiatorio, dei fallimenti manifesti delle politiche ideologiche proibizioniste persecutorie del Dipartimento Politiche Anticannabis voluto e creato da Giovanardi.

E’ da notare che la proposta contorta di Serpelloni di punire penalmente gli spacciatori (che immaginiamo presunti, come al solito, per il possesso oltre la quantità irrisoria di cannabis consentita) di Supercannabis con THC superiore al 12.5%, non andrebbe a colpire i narcotrafficanti industriali della criminalità organizzata, i quali, avendo il monopolio delle produzioni destinate al mercato nero, non si curano di produrre erba di qualità, che viene tagliata con sostanze veramente pericolose, ma, ancora una volta, i piccoli autocoltivatori estimatori, che sarebbero gli unici a poter produrre piccoli quantitativi di infiorescenze di cannabis di speciali varietà con THC che non supera mai il 22%; oltre tali percentuali non ci risulta che in Italia siano reperibili i semi di Supercannabis al 45/46%, né di Cannabisaurus Rex al 55%, né di Supercannabisaurus Rex al 60%, neanche nelle pagine internet plurimenzionate da Serpelloni come nuove agenzie per lo spaccio incontrollato!

Sarebbe ora che Serpelloni e tutti i proibizionisti (persecutori nati in stile San Paolo pre-conversione), vengano costretti a dimostrare con prove certe l’esistenza di questi presunti grossi quantitativi di cannabis al 60% che sarebbero spacciati e circolerebbero pericolosamente tra i giovani in Italia, procurandone i ricoveri in ospedale (quasi tutti riconducibili, invece, a mix di sostanze diverse, alcool in testa!).

Come sarebbe ora che vengano dimostrati scientificamente ed in maniera inoppugnabile i presunti danni che la cannabis creerebbe al cervello, (i famosi mitici “buchi”, ormai sbugiardati ovunque dalle evidenze scientifiche) accettando anche il confronto pubblico diretto con chi ne fa uso RIGENERATIVO o medicinale e con scienziati veri, non quelli selezionati appositamente tra i ranghi dei persecutori professionisti ancora spacciati per indiscutibili esperti.

Anzi, sarebbe ora che tutti questi bravi cristiani, persecutori integerrimi di gente innocente e innocua, colpevole di condurre uno stile di vita diverso (e in quanto tale peccaminoso e pericoloso), accettino il loro fallimento proibizionista, e si facciano da parte per dare spazio a voci scientifiche al passo con i cambiamenti e non ancorati al fondamentalismo ideologico.

Pierpaolo Grilli – ASCIA

Pochi giorni fa è passato il decreto svuotacarceri in cui è prevista la depenalizzazione della coltivazione di cannabis, non di certo ad uso personale, ma solo per gli istituti universitari e laboratori pubblici di ricerca che hanno ottenuto l’autorizzazione ministeriale alla coltivazione per scopi scientifici, sperimentali o didattici. Ancora non è chiaro esattamente cosa preveda la norma nel suo insieme e più di una voce si è levata per smorzare gli inevitabili entusiasmi che la notizia aveva generato soprattutto a causa di titoli sensazionalistici e fuorvianti.

Aspettiamo che uno dei nostri avvocati ci chiarisca che cosa potrebbe cambiare con l’approvazione dello ‘svuotacarceri’ per le numerose vittime del proibizionismo che ancora si trovano a scontare pene salatissime a causa di una legge ormai dichiarata incostituzionale, e per il momento vi rimandiamo ad alcuni link che hanno trattato la questione negli ultimi giorni, iniziando con quelli che per fortuna si sono subito preoccupati di smentire le notizie date con estrema superficialità da alcune note testate nazionali.

http://www.dolcevitaonline.it/depenalizzazione-della-coltivazione-di-cannabis-lennesima-bufala/

http://droghe.aduc.it/comunicato/svuotacarceri+attenzione+non+alcuna_22121.php

http://www.huffingtonpost.it/2014/04/02/marijuana-coltivare-non-reato_n_5074313.html?utm_hp_ref=italy

http://www.lastampa.it/2014/04/02/italia/cronache/coltivare-marijuana-e-immigrazione-clandestina-non-saranno-pi-reati-gbd1MDcoKCJLYdG12VqfVO/pagina.html

Sono inoltre riprese le audizioni in relazione alle nuove proposte di legge sulla regolamentazione della coltivazione domestica di fronte alle Commissioni Giustizia e Affari Sociali, dove è stato ascoltato di nuovo il dott. Serpelloni che, con non poca sorpresa da parte nostra, in quanto ci fa piacere che inizi a parlare di ‘naturalità’ della pianta di cannabis, sottolinea però la distinzione tra cannabis ‘naturale’ e cannabis ‘geneticamente modificata’, e vorremmo ricordare al dottore che semmai si può parlare di cannabis ‘potenziata’ ma non certo di un Organismo Geneticamente Modificato, perché la cannabis OGM semplicemente: non esiste!

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=20753&fr=n

Direttivo ASCIA

Pubblicato venerdì sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto della ministra Lorenzin diventa legge e nonostante i tentativi per far resuscitare le tabelle della Fini-Giovanardi con lo scopo di continuare a voler considerare la cannabis una sostanza alla pari di eroina e cocaina, la cannabis e i suoi derivati tornano definitivamente in tabella II, anzi, la tabella II è esclusiva per la cannabis.

In tabella I rimane il Delta 9-trans-tretraidrocannabinolo, il THC insomma, ma quel “trans” dovrebbe stare ad indicare l’elemento pisco-attivo nei derivati sintetici e non in quelli naturali, appianando i dubbi che sono sorti immediatamente per quello che a prima vista poteva sembrare una contraddizione in termini.
D’altronde, se il buon senso ancora può valere qualche cosa, sarebbe assurdo classificare la cannabis e i suoi derivati in una tabella “ad hoc” per poi considerare il THC naturale alla stregua di quello presente nei derivati per sintesi o semisintesi.

La definitiva classificazione della cannabis in una tabella specifica potrebbe quindi portare ad un ulteriore concetto, che presuppone comunque un cambio di marcia da un punto di vista culturale: se c’è una tabella per le DROGHE, una per la CANNABIS e altre per barbiturici, farmaci e via dicendo, si afferma quindi il concetto che la cannabis non è una droga, in quanto i livelli di dipendenza e assuefazione possono risultare più o meno identici a quelli del caffè e molto meno accentuati di quelli del tabacco e a nostro avviso non dovrebbe addirittura figurare in nessuna tabella.

Comunque, la tabella specifica dedicata alla cannabis potrebbe creare il giusto trampolino di lancio per operare con più libertà nell’ottica di una nuova legislazione che ne preveda una regolamentazione per l’uso domestico e la definitiva estrapolazione da qualsiasi ritorsione penale o amministrativa nei confronti dei consumatori.

Entro 60 giorni il parlamento dovrà ratificare il decreto Lorenzin, pena la sua decaduta, vedremo quale tipo di dibattito si svolgerà nelle aule, ma possiamo fin da ora aspettarci che un nutrito gruppo di deputati e senatori, tentino l’ultimo assalto per cercare di non far naufragare gli interessi di Giovanardi e delle Comunità di recupero e in tutti i casi, anche se il Decreto dovesse decadere non si farebbe altro che tornare alla Jervolino-Vassalli che comunque prevede l’inserimento della cannabis tra le “droghe leggere” e dalla quale dipendiamo da un punto di vista penale in tutti i casi, in attesa che la Commissione Giustizia sdogani le proposte in giacenza …con estrema urgenza!

Giancarlo Cecconi – ASCIA


Presentiamo volentieri l’ultimo lavoro di Bernardo Parrella, un’interessante ricerca a 360° dentro al mondo della cannabis, con particolare attenzione alla situazione e all’antiproibizionismo nel nostro Paese:

La storia di questa pianta millenaria inizia nella notte dei tempi e continua ancora oggi in mille forme, in ogni angolo del pianeta. La sua cultura è indissolubilmente intrecciata con quella dell’umanità: ci ha agevolato nella condivisione di risorse e conoscenze, nelle esperienze interiori o religiose, ha favorito la nostra capacità di pensare autonomamente e la collaborazione fra umani nei momenti di bisogno, passando per le molteplici espressioni creative e artistiche, con la promessa di future applicazioni.

Oltre a ribadire e ampliare questi aspetti, il libro illustra dinamiche ed effetti dell’era proibizionista avviata nel mondo dopo il 1961 e pone rinnovata attenzione alla recente scena statunitense, con gli sviluppi sulla cannabis terapeutica nei molti Stati Usa che la prevedono, l’avvento diffuso della hemp industry e le prime implementazioni dell’uso ricreativo in Colorado e Washington.

Insieme a notizie dal resto del mondo, il testo include un esteso capitolo sulla situazione italiana, con informazioni di eventi e progetti a livello medico, industriale, imprenditoriale e politico, a riprova di un fronte antiproibizionista variegato e partecipato anche via Internet.

Né manca lo spazio per la voce dei protagonisti, incluse le testimonianze di pazienti che usano marijuana terapeutica, proposte di legge per la depenalizzazione e altro ancora. L’obiettivo complessivo è quello di offrire un panorama a 360 gradi su storia, cultura e situazione mondiale relativa alla cannabis, con particolari di prima mano e riferimenti poco noti soprattutto ai più giovani.

http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-378-2/bernardo-parrella/cannabis-non-solo-fumo.html

Cacciati dalla porta ora tentano di rientrare dalla finestra!
Il decreto presentato dalla ministra Lorenzin al Consiglio dei Ministri suona come un’offesa all’intelligenza, oltre che denotare l’assoluta posizione ideologica che continua a prevalere su qualsiasi logica.
Nonostante ci siano direttive europee sulla necessità di distinguere le droghe leggere da quelle pesanti, nonostante ci siano recenti decreti governativi che riconoscono questa differenza (come il decreto svuotacarceri) e nonostante ci sia stato il recente pronunciamento della Corte Costituzionale in merito al problema, la cannabis vorrebbe essere reinserita, nel decreto Lorenzin, di nuovo tra le droghe pesanti!
Siamo in attesa di sapere se questa manovra saprà essere contrastata dal dibattito parlamentare previsto entro 60 giorni dalla presentazione del decreto, intanto segnaliamo alcuni links, particolarmente interessanti, delle prime reazioni e commenti:

Forum Droghe: http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/rassegna_stampa/torna-la-fini-giovanardi-il-decreto–un-cavallo-di-troia

Avvocato Zaina: http://www.enjoint.info/forum/showthread.php?p=342042#post342042

On. Civati: http://www.civati.it/lipocrisia-del-ministro-lorenzin-e-del-governo-sulla-cannabis/
_____________________________________________________________________
DAL FILM “NEMICI MIEI”: SUPERCANNABIS (CON SCAPPELLAMENTO A DESTRA!)

Ve lo ricordate il mitico film “AMICI MIEI”? La famosa frase quasi incomprensibile “Supercazzola con scappellamento a destra” che i simpatici protagonisti usavano per confondere e disorientare le vittime dei loro pesanti scherzi?
Beh, i proibizionisti persecutori più incalliti, (quelli che la notte non possono dormire se non si sentono completamente liberi di perseguitare i “drogati”, di rovinargli la vita in ogni modo possibile e in particolare ai coltivatori di canapa) negli ultimi anni si sono trovati sempre più a corto di “supercazzole” da sparare sulla cannabis, soprattutto mentre lei, povera umile e meravigliosa piantina, continua a rivelare sempre di più le sue meravigliose e numerose proprietà benefiche e medicinali.

Certo che di “supercazzole” proibizioniste ne abbiamo sentite sparare di tutti i colori, dagli ormai mitici “buchi nel cervello” (mito proibizionista che ancora resiste solo in Italia), ai semafori rossi che vengono visti verdi, dalla schizofrenia, alla perdita di “8 punti” di Quoziente Intellettivo, dalle psicosi depressive, ai pensieri “suicidari”, basta fare un giro cronologico all’indietro sui nostri articoli, fin dall’inizio della storia di ASCIA, e se ne può avere un panorama completo, anche perché ci siamo sempre presi il gusto di ribatterle tutte, una ad una, è stato irresistibile!

E indovinate chi c’è al vertice delle supercazzole cannabiche in Italia? (non lo scrivo, lavorate di fantasia, che non ce ne vuole molta… ci si arriva anche coi buchi nel cervello)

Sta di fatto che, sentendosi con le armi spuntate dalla fiumana di evidenze scientifiche sulle proprietà benefiche della canapa che giungono da tutto il mondo, da circa un anno l’antiproibizionismo italiano, illuminato dal mitico intelletto di Serpelloni, ha lanciato in campo un nuovo cavallo di battaglia, il quale, però (poveretto), ha solo 3 zampe, e non si regge bene in piedi: LA SUPERMARIJUANA AL 55% DI THC!

Mutata geneticamente, potenziata con lampade particolari, innaffiata con sangue umano, essiccata con le flatulenze dei drogati, produrrebbe buchi nel cervello 10 volte più grossi e questo per Serpelloni è matematico: se la cannabis di 30 anni fa aveva dal 3 al 5% di THC, questa al 55% di THC, essendo circa 10 volte più forte, farebbe i buchi 10 volte più grossi, non c’è scampo! La dovrebbe commercializzare la Monsanto, che ha il pallino per certe schifezze di OGM!

La scorsa primavera la terribile cannabis era definita “geneticamente modificata” e al 46% di THC, immediatamente noi di ASCIA abbiamo organizzato una ricerca capillare sull’intero territorio italiano, preoccupati, chiedendoci se fosse vero o fosse un’altra supercazzola persecutoria, abbiamo chiesto informazioni ovunque, da internet ai peggio “drogati di cannabis” …ma niente! Nessuno l’aveva mai vista, anzi nessuno ne sapeva niente!

Dalle ricerche su internet spuntò fuori che “forse” esisteva in Olanda, ma in piccolissime quantità amatoriali, per pochissimi fissati. In Italia era già quasi impossibile trovarla “solo” al 20% di THC sul mercato nero gestito dalla criminalità organizzata, felicissima del monopolio garantitogli da un proibizionismo persecutorio così esasperato, in cui praticamente le forze di polizia sono principalmente impegnate ad eliminargli la concorrenza “fai da te”!

Nel frattempo, a turno, tutti i persecutori di “drogati”, comprese le tristemente famose comunità di recupero, hanno cavalcato il nuovo cavallo da battaglia …zoppo, e al DPA l’hanno pure dopato, per contrastarne la zoppia, aumentando la percentuale di THC fino al 55%, na bbomba! Un “Cannabisaurus Rex”!

“I cervelli dei giovani sono in pericolo perché usano una marijuana 10 volte più forte di 30 anni fa e i ricoveri in ospedale sono aumentati il sabato sera!” Un vero incubo di ansietà enfatizzato dai mass-media! Ma, dalle nostre ricerche, questa supercannabis al 45% o 55% di THC, continua ad essere introvabile, nessuno ancora l’ha mai vista in Italia. Solo Serpelloni! Che dite ci fidiamo?

Dopo l’abrogazione della Fini-Giovanardi, i nostri affezionatissimi nemici persecutori, quelli dello scappellamento a destra, non sentendosi più completamente liberi di perseguitarci a proprio piacimento, non riuscivano più a dormire la notte, e se dormivano avevano incubi spaventosi di orde di zombie drogati al 55% di THC assetati di sangue (con cui innaffiare le piante di supercannabis) e voi capirete che dopo un mese stavano strippando, non si davano pace per il pericolo incombente che metteva a rischio i lucrosi affari su cui prosperano le comunità di recupero e la criminalità organizzata!

Quindi, sempre cavalcando questo cavallo da battaglia zoppo della pericolosa supercannabis introvabile al 55% di THC, c’è anche l’ultimo tentativo del ministro della salute Lorenzin di ripristinare la Fini-Giovanardi con il recente decreto legge proposto al governo, solo parzialmente riuscito, a parte le pene, anche se nella proposta la Lorenzin chiedeva di nuovo pene anche per la cannabis dai 6 ai 20 anni, come la Fini-Giovanardi… (chissà chi l’ha ispirata?). Un vero stalking verso i drogati!

Bisognerebbe introdurre il reato di stalking dei politici contro le categorie più deboli (punibile dai 6 ai 20 anni!)

Sono troppo, vergognosamente e disgustosamente prevedibili (al 99% che è quasi il doppio del THC della supercannabis).
Non permettiamogli di continuare a giocare con le nostre vite! RIBELLIAMOCI!!!

Pierpaolo Grilli – ASCIA

Incostituzionale è stata dichiarata la Fini-Giovanardi, ma resta ancora il dott. Serpelloni, capo apolitico ma ideologico del DPA, che su quella legge, dichiarata illegittima, e sulla persecuzione e criminalizzazione della cannabis e dei suoi estimatori, ha fondato la sua ricca carriera di dirigente delle politiche sociali sulle droghe nel nostro Paese.

Mentre l’Italia agonizza a causa di politiche disorganizzate, scorrette, sbagliate e deprecabili, spesso in antitesi con la nostra stessa Costituzione, di cui alcune fondate inoltre su tesi scientifiche labili, contraddette e universalmente disconosciute, il nostro dottore negli ultimi tempi sembra essere tornato alla carica con una massiccia campagna mediatica anti-cannabis, per cercare di tenere saldo il suo business proibizionista, che è stato appena scalfito e indebolito dalla dichiarata incostituzionalità della Fini-Giovanardi.

http://www.politicheantidroga.it/comunicazione/video/2014/geo.aspx

E’ la solita “prova di forza senza avversario” o è forse timore che il fortino del DPA inizi a crollare e si manifesti tutta la sua inutilità?

La legge è cambiata, ma Serpelloni (che per chi non lo sapesse è un medico chirurgo con formazione in management alla Bocconi, che c’azzecca? direbbe Di Pietro!), sembra non voler accettare che la cannabis sia stata reintrodotta in tabella II, ovvero fra le sostanze leggere psicotrope di basso impatto sociale e sanitario, tantomeno sembra darsi pace sul fatto che il suo consumo potrebbe essere tollerato in virtù di un’auspicata nuova legislazione più attuale con i cambiamenti in atto, nel nostro Paese, in Europa e nel mondo intero.

Il dottore, invece di prendere atto di questi cambiamenti e modificare di conseguenza le politiche messe in atto fino ad ora, continua a crogiolarsi in quel potere datogli dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal ministero dell’Interno, monopolizzando l’informazione sulla cannabis attraverso le reti televisive pubbliche e alcune testate giornalistiche compiacenti, per riaffermare una anacronistica posizione anti-cannabis e anti-legalizzazione, in perfetta e continua sintonia con l’ormai deceduta Fini-Giovanardi e con il fruttuoso business del recupero sociale che ha prodotto per 8 anni, e di cui Serpelloni ne ha indubbiamente beneficiato.

Per diretta esperienza sappiamo che dove c’è Serpelloni non c’è mai possibilità di esprimere opinioni diverse ed avviare un confronto serio ed onesto, ma continuiamo a renderci sempre disponibili per controbattere e sconfessare le tesi da lui sostenute provando la falsità delle sue affermazioni, come abbiamo già fatto in Commissione Giustizia della Camera.

Siamo concordi su un solo punto, come abbiamo ribadito più volte, e cioè che i minori non dovrebbero far uso di nessuna sostanza psicotropa, prime fra tutte l’alcol e il tabacco e che in generale bisognerebbe educare per non abusare di nulla, per il resto crediamo che il dottore dovrebbe dimettersi, divenuto ormai, il suo dipartimento, incostituzionale quanto e come la legge Fini-Giovanardi che lo ha creato, sostenuto e difeso.

Giovanni Musumeci – ASCIA

Appresa la notizia della rinuncia del Governo al ricorso contro la Regione Abruzzo, in relazione alle modalità di accesso alla cannabis terapeutica, molti commenti hanno voluto sottolineare come questo progresso nel diritto alla cura, non abbia in realtà modificato di un millimetro la posizione nei confronti dell’uso ricreativo e questo potrebbe essere vero, ma apre indubbiamente nuovi argomenti da trattare.

Prendiamo spunto dalle ultime frasi del sen. Giovanardi, nella dichiarazione diffusa poco tempo dopo aver appreso la notizia del via libera del Governo alla cannabis terapeutica, per cercare di evidenziare per l’ennesima volta le palesi contraddizioni che continuano ad esistere nella convinzione di chi crede che ci sia differenza tra il principio attivo ad uso terapeutico e il principio attivo ad uso ricreativo, spirituale o comunque sia.

Il governo ha fatto una scelta giusta per quanto riguarda la cannabis terapeutica, quello che va combattuto è l’uso ricreativo” afferma il senatore in un’intervista telefonica e qui riscontriamo la prima contraddizione: come può Giovanardi avere la faccia tosta, ma che più tosta non si può, pensando che questa affermazione di consenso possa farci dimenticare gli 8 anni di feroce repressione, non solo assurdamente portata avanti contro tutti i consumatori, ma con particolare cinismo contro i pazienti che lottavano e spesso si ritrovavano in tribunale esattamente per difendere quel diritto che oggi Giovanardi dice di comprendere e accettare.

Le Associazioni che hanno collaborato con le Regioni per far accettare la terapia a base di cannabinoidi, sanno fin troppo bene quanta fatica hanno dovuto sopportare e quanti ostacoli gli sono stati messi davanti dal DPA e dalla Fini-Giovanardi.

Come possiamo non ricordare la perquisizione a casa di Andrea Trisciuoglio, che purtroppo deve convivere con una patologia odiosa, quando militava nell’Associazione Luca Coscioni, o i sette processi a carico di Fabrizio Pellegrini affetto da fibromalgia o ancora la più recente persecuzione nei confronti di Fabrizio Cinquini e delle sue ricerche per l’impiego della cannabis contro l’epatite C?

La seconda contraddizione riguarda gli effetti collaterali e devastanti, a detta del DPA e di Giovanardi, che la cannabis provocherebbe nel fisico e nella psiche di chi la consuma.

Come abbiamo già potuto affermare nell’audizione alla Camera e abbiamo ribadito in tutte le occasioni possibili e in decine dei nostri articoli, continuiamo a chiederci come sia possibile credere e sostenere, se non per secondi fini, che il principio attivo della cannabis abbia effetti positivi su chi è affetto da particolari patologie e abbia invece effetti terrificanti, come i buchi al cervello, cancro ai polmoni, schizofrenia e via dicendo, in tutti quelli che invece l’assumono solo per il piacere di farlo, sarebbe come dire, che è lecita e benifica l’assunzione di un bicchiere di vino solo per chi ha problemi cardiovascolari o problemi di equilibrio nel colesterolo, mentre per tutti gli altri creerebbe effetti da alcolismo irreversibili e dannosi, e forse anche Giovanardi può comprendere l’assurdità di una simile affermazione.

Ma per quanto tempo dobbiamo ancora sopportare questi ipocriti trasformisti che riescono ad uscire sempre immacolati da qualsiasi situazione, senza mai dover pagare il conto per tutti i danni che hanno provocato e che continuano a fare?

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Il diritto d’iniziativa dei cittadini europei consente ad un milione di cittadini di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche della UE, invitando la Commissione europea a presentare una proposta legislativa:

http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome?lg=it

L’iniziativa relativa alla richiesta di legalizzazione della cannabis è chiamata “Weed like to talk” certificata dal ministro europeo per la pubblica amministrazione.

Dichiarazione di sostegno:

https://ec.europa.eu/citizens-initiative/REQ-ECI-2013-000023/public/index.do

O cliccando il banner in alto a sinistra “weed like to talk”

Abbiamo ancora solo 10 mesi per raggiungere 1.000.000 di firme a livello europeo ed è un tentativo che va fatto, considerando anche che la maggior partecipazione proviene da quei Paesi che attuano una politica proibizionista.

Vi invitiamo quindi a partecipare e diffondere la notizia dell’iniziativa fra tutti i vostri contatti web, dall’Italia sono richieste 54.750 firme.

Direttivo ASCIA

Info sull’iniziativa della raccolta firme e percentuali aggiornate in tempo reale:

http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/ongoing/details/2013/000008/en

https://ec.europa.eu/citizens-initiative/REQ-ECI-2013-000023/public/map.do

https://scontent-b-fra.xx.fbcdn.net/hphotos-frc1/t1/1798017_1411158035805007_409331187_n.jpg

Di seguito pubblichiamo la lettera inviata da un gruppo di associazioni al Presidente del Consiglio Renzi, per chiedere continuità con la politica fino ad ora adottata dal DPA:

http://www.riminitoday.it/cronaca/droga-lettera-associazioni-comunita-governo-renzi.html

Droga, lettera a Renzi delle associazioni: “Si continui col lavoro già fatto”In una lettera al nuovo Governo un nutrito gruppo di Comunità, Associazioni di Volontariato e Società Scientifiche e Professionali che operano nel campo della tossicodipendenza, chiedono di dare continuità e progressivo sviluppo alle azioni e alle strategie intraprese negli ultimi anni dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, basate su un approccio centrato sulla persona e sul suo recupero e non sulla convivenza e cronicizzazione della tossicodipendenza. «È auspicabile – si legge nella lettera, integralmente sul sito www.sanpatrignano.org – che in Italia si continui a supportare il “nuovo corso” attivato da qualche anno, che contrariamente ai precedenti non è stato condizionato da approcci ideologici e politicizzati, perseguendo con determinazione strategie e interventi antidroga».

Sappiamo fin troppo bene quali interessi si nascondano in realtà dietro tutta questa premura e sappiamo fin troppo bene anche che Renzi, indipendentemente dalle proposte di legge presentate da deputati e senatori del suo partito, non è molto favorevole alla legalizzazione della cannabis, quanto per una strategia di recupero totale dei tossicodipendenti nelle stesse identiche strutture che fino ad ora hanno molto più lucrato su di loro piuttosto che assisterli in un concreto percorso riabilitativo.

Proponiamo quindi (e vi invitiamo a diffondere e sostenere) di far sentire anche la nostra voce al neo Presidente del Consiglio partecipando alla seguente mailbombing:


Oggetto: Dimissioni del dott. Serpelloni

Testo:

Sig. Presidente del Consiglio, questa mail per chiedere che venga con urgenza valutato e riconsiderato, l’operato svolto dal Dipartimento Politiche Antidroga e dal capodipartimentale dott. Giovanni Serpelloni.Le ricordiamo che tutta l’attività svolta dal DPA (creazione voluta dal sen. Giovanardi) si è basata non sulla prevenzione e sull’educazione sull’uso e sull’abuso delle sostanze stupefacenti, ma unicamente su una illogica repressione del consumo, in particolar modo della cannabis, con i risultati devastanti che tutti abbiamo potuto constatare con il problema del sovraffollamento carcerario.

Indipendentemente quindi dal Ministero che Lei vorrà designare come riferimento Istituzionale per il DPA e in virtù del recente pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Fini-Giovanardi che ha riportato, applicando il buon senso, la cannabis in tabella II, riteniamo anacronistica e ulteriormente pericolosa, la linea di “prevenzione” adottata dal DPA e Le chiediamo di voler provvedere alla sostituzione del capo dipartimento dott. Giovanni Serpelloni con una figura con più alta competenza e maggior spessore scientifico.

La ringrazio per l’attenzione

Spedire a:
matteo@governo.it
centromessaggi@governo.it
ascia@legalizziamolacanapa.org

Abbiamo diverse volte segnalato quello che sembra essere diventato un problema serio e cioè gli inspiegabili blitz delle FF.OO. nelle scuole, con la scusa di prevenire lo spaccio che in realtà si risolvono sempre nel “segnalare qualche studente se ritrovato in possesso di droghe” e che troppo spesso viene addirittura “denunciato e arrestato per spaccio” solo per qualche grammo di cannabis:

http://droghe.aduc.it/notizia/studente+arrestato+nella+propria+scuola+mentre_129005.php

http://droghe.aduc.it/notizia/cani+antidroga+scuole+chieti+tre+studenti+marijuana_129011.php

A chi può sfuggire che ci sia qualcosa di strano, se i nostri politici non si preoccupano di sollevare il dott. Serpelloni dal suo ruolo?

A noi sembra che ci sia un’autonomia eccessiva di decisionalità, indipendentemente da come si è pronunciata la Corte Costituzionale e ci sembra che ci sia anche qualcosa di illecito nella conseguenzialità delle decisioni prese da un ente apolitico , come dovrebbe essere il DPA e che invece attua e promuove politiche proprie, come sono appunto i blitz nelle scuole da esso voluti, più volte esaltati e sponsorizzati, nonché selvaggiamente applicati:

http://droghe.aduc.it/notizia/azioni+antidroga+polizia+scuola+bologna+protestano_129010.php

Al link sopra riportato leggiamo la notizia di alcuni studenti dell’istituto omnicomprensivo di Vimercate (MB) che hanno iniziato, per fortuna, a sentire schiacciati i loro diritti basilari e si sono stancati di questi accordi tra il DPA, le FF.OO. e i direttori degli Istituti che autorizzano i blitz, cominciano a rendersi conto che anziché arrestare e perseguire i criminali veri e fare dei veri sequestri, le FF.OO. perdono tempo facendo irruzione negli istituti scolastici per qualche spinello, rovinando, spesso e non volentieri, la vita a molti adolescenti.

La lotta al proibizionismo imperante non è una lotta di classe, è una battaglia trasversale, per la difesa dei diritti umani fondamentali, una lotta di tutti per la libertà e per l’autodeterminazione.

I nostri studenti sono stanchi e dalle loro scuole hanno cominciato a protestare perché vorrebbero continuare a frequentarle serenamente, considerandole come importanti istituti di educazione e formazione e non come le “reti da pesca” che sono diventate, piene di insidie e pericoli, a causa dei loschi affari di sistema.

Altro discorso vale per le politiche di prevenzione, delle quali siamo sostenitori, i ragazzi vanno informati e va scongiurato un loro approccio a tutti i tipi di sostanze nell’età della crescita, a partire dal fumo di tabacco, passando per l’alcol, fino ad arrivare ovviamente agli stupefacenti, ma la vera prevenzione non ha nulla a che fare con i blitz voluti dal DPA.

Veniamo a scuola per studiare e non per essere perquisiti” fanno sapere gli studenti. Ci stringiamo idealmente ed esprimiamo la massima solidarietà a questi ragazzi che hanno avuto finalmente il coraggio di ribellarsi e di gridare quello che noi da tempo denunciamo, in difesa della libertà e contro queste forme di proibizionismo becero e persecutorio.

Facciamo quindi un appello a tutti gli studenti, affinché come quelli di Vimercate, trovino il coraggio di chiedere ai propri dirigenti scolastici di rivalutare e rifiutare gli accordi sottoscritti con il DPA e con le FF.OO. dai loro dirigenti d’Istituto e di chiedere la cessazione immediata degli ormai continui blitz nelle scuole.

Basta proibizionismo – Basta Serpelloni

Firma per chiedere le sue dimissioni:

https://www.change.org/it/petizioni/firma-la-petizione-ascia-per-chiedere-le-dimissioni-di-giovanni-serpelloni-capo-del-dipartimento-politiche-antidroga

Giovanni Musumeci – ASCIA


Pubblichiamo il comunicato di “Studenti Medi Autorganizzati Bologna”, ai quali va tutta la solidarietà di ASCIA

SIAMO COMPLICI DI CHIARA e SAVERIO!!

Dentro alle nostre scuole non vogliamo cani e polizia..

https://www.facebook.com/studentimedi.autorganizzati.5

Scriviamo oggi queste righe per denunciare un fatto accaduto ieri.

L’ultimo di una lunga serie.

Ancora una volta, dentro alle nostre scuole, è stato messo in atto il solito meccanismo di controllo e di repressione che nulla ci insegna se non a chinare il capo.

Le vittime questa volta sono state una ragazza ed un ragazzo dell’ISART, portati fuori dalle loro classi con la forza da degli agenti.

Noi come Studenti Medi Autorganizzati ci opponiamo a questo tipo di atteggiamento repressivo.

Come abbiamo sottolineato altre volte noi crediamo che la scuola DEBBA essere un luogo libero, di socialità, di formazione e di confronto fra pari. Dove se c’è un problema lo si affronta insieme ad insegnanti e genitori, prima informandoci e poi confrontandoci.

Gente in divisa e cani antidroga poco hanno a che fare con NOI e i NOSTRI problemi. Noi crediamo in una socialità diversa e pretendiamo di poter prendere parola, come studenti e giovani cittadini, su temi che ci riguardano in prima persona.

Non vogliamo lasciare le nostre vite in mano a persone che applicano “leggi illegali” come la FINI-GIOVANARDI rovinando le nostre vite per due spinelli in tasca quando va bene, perchè quando va male abbiamo visto anche gente morire dentro alle questure poichè qualcuno doveva impartire loro una lezione.

Siamo delle teste pensanti e per questo se c’è un problema preferiamo risolverlo alla radice, ma per farlo bisogna che ognuno faccia il proprio mestiere. Ad esempio, se presidi e insegnanti temono che la droga dilaghi nelle scuole allora sarà il caso di organizzare degli incontri di formazione riguardo ad uso e abuso di sostanze. Incontri fatti con chi della materia se ne intende e non con qualche poliziotto ignorante che ripete a mò di pappagallo risultati di studi fittizi condotti da Mr. Serpelloni & CO.

Studi secondo i quali chi fuma una canna ha i buchi nel cervello e arriverà entro breve tempo a consumare eroina.

Noi incontri di questo tipo ne abbiamo già fatti in autonomia, anche all’ISART, durante le occupazioni di questo autunno.

E’ in questo modo che si affrontano i problemi, non stigmatizzando e criminalizzando i giovanissimi per due canne in tasca.

Sabato siamo stati a Roma proprio per dire questo. Per dire che:

- Non siamo più disposti a pagare con le nostre vite e con i nostri diritti il prezzo di leggi finalizzate a rafforzare il miliardario monopolio del commercio delle narcomafie.

- Non siamo più disposti a veder riempire le galere di consumatori, che diventano secondo il teorema “punisci e correggi”, prima criminali e poi malati.

- Non siamo più disposti a lasciare morire persone nelle carceri

Crediamo che, come sta già avvenendo in altre parti del mondo (USA, Uruguay e non solo), sia arrivato il momento di spingere verso la completa depenalizzazione dell’ uso personale di cannabis e dalla sua autoproduzione.

Detto questo, tutta la nostra solidarietà va a CHIARA e SAVERIO ai quali ci sentiamo di dire che siamo loro complici.

Per questo vogliamo dire con forza che già da questa settimana saremo dentro e fuori le scuole della nostra città a proporre iniziative atte a impedire che fatti come questi si ripetano.

Per chi volesse prendere parte alle nostre assemblee potete trovarci tutti i Venerdì alle 15:00 in Via Orfeo, 46 nell’ex caserma Masini.

Da quell’assemblea, insieme a tutte e tutti voi, vogliamo continuare a costruire un modo nuovo e più “sano” di vivere le nostre scuole e la nostra città.

Pronto Soccorso Legale
Scaricate (cliccando sull'immagine) il Vademecum di Pronto Soccorso Legale
Cerca tra gli articoli:
Assistenza Legale
avv.simonetti
avv.zaina
Comunity, Informazioni, Forum