In 24 ore abbiamo appreso che il Canada ha legalizzato l’uso ricreativo della cannabis: https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/canada_legalizza_marijuana-3808952.html primo Paese del G7 a superare con il buon senso l’ottusità proibizionista, subito dopo è arrivata la notizia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità è intenzionata a rivedere i parametri di pericolosità della cannabis con l’obiettivo di depennarla dalla lista nera delle droghe: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/28056-revisione-cannabis e dulcis in fundo la solita contraddizione italiana per cui qualsiasi tipologia o genetica riportabile alla cannabis viene ancora vista come il fumo negli occhi: https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/cannabis_light_no_alla_vendita-3810074.html
Per noi non cambia nulla, clandestini siamo nati e così continueremo, con leggerezza nella coscienza, ma ora sta al M5S dimostrare che con questo proibizionismo esasperato non si fa altro che aumentare la diffidenza nei confronti delle Istituzioni e continuare a criminalizzare uno stile di vita scelto da milioni di cittadini.
Direttivo ASCIA

Siamo rimasti per molto tempo in stato di stand by dopo la bocciatura della proposta di legge per la legalizazione della cannabis nella passata legislatura, facciamo ora il punto della situazione dopo la formazione del nuovo governo:

Sicuramente nessuno degli elettori del Movimento 5 Stelle o della Lega avrebbe mai potuto immaginare un epilogo del genere, ma questo è quello che è successo ed ora stiamo tutti a vedere cosa, questa inaspettata alleanza basata su un contratto, potrà veramente essere incisiva sul benessere e sulla qualità della vita di chi si è sentito suddito e non cittadino, per decenni e decenni.

Per Qualità della Vita intendiamo anche e soprattutto la possibilità di affermare l’indiscussa priorità che, in una società civile, devono avere le battaglie di rivendicazione per i diritti civili ed individuali, come lo Jus Soli, il diritto a decidere sulle condizioni di Fine Vita, sulla indiscussa legittimità delle Famiglie Arcobaleno, sulla strenua difesa di leggi sempre scomode alla destra e alla Chiesa come la 194 che contempla il diritto di poter ricorrere all’interruzione di gravidanza e chiaramente anche al diritto di poter consumare e coltivare cannabis in piena libertà e senza alcun danno alla sicurezza e alla salute pubblica.

Ma potrà mai la componente progressista di questa alleanza riuscire a convincere quella conservatrice, sull’importanza di queste tematiche e soprattutto potrà mai proporre leggi senza il rischio di far cadere il governo a causa di questioni che ancor oggi risultano di secondaria importanza e che non sono contemplate nel contratto sottoscritto dalle due componenti?

Fidiamo ancora adesso nella buona fede di chi, come il deputato M5S Vittorio Ferraresi, ha sempre sostenuto con determinazione la nostra battaglia per la legalizzazione e speriamo che la sua proposta di legge, bocciata nella precedente legislatura, venga ripresentata al più presto.

Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il neo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in occasione di un’audizione in Commissione Giustizia, dove svolgendo il ruolo di presidente in quella circostanza, ha avuto modo di apprezzare il nostro contributo in opposizione alla Fini-Giovanardi e in virtù di quel suo apprezzamento vogliamo sperare che non abbia perso la sensibilità sull’argomento.

Ho avuto modo di incontrare Luigi Di Maio all’entrata della Camera e accennandogli al motivo della presenza della nostra Associazione a Montecitorio, abbiamo avuto la sua assicurazione sul pieno sostegno del M5S riguardo la legalizzazione della cannabis e anche qui vogliamo credere che non siano state solo parole di circostanza.

Ed infine abbiamo ascoltato con molto interesse il discorso del Presidente della Camera Roberto Fico e con fiducia vogliamo credere che la sua affermazione sul voler dare priorità assoluta alle proposte di legge di iniziativa popolare possa portare, nel prossimo futuro, al dibattito parlamentare la proposta sulla legalizzazione firmata da 60.000 cittadini.

Diamo ancora un po’ di tempo a tutti perché siamo assolutamente consapevoli della difficoltà dell’esperimento governativo, ma è sicuro che alla riapertura dei lavori dopo la pausa estiva chiederemo di poter essere ricevuti dal Capo Politico del Movimento, dal Presidente della Camera, dal Ministro della Giustizia e dai parlamentari con i quali abbiamo sempre collaborato e solo allora potremo capire se il cambiamento è veramente in atto!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Bilancio del 2017

E’ stato un anno molto deludente sotto alcuni punti di vista ed incredibilmente stimolante visto da altri aspetti.

Ci aspettavamo all’inizio di quest’anno una presa di posizione a livello internazionale dopo l’avvenuta legalizzazione in molti Stati americani e a seguito delle posizioni antiproibizioniste di altri Stati del sud America, del Canada e dell’Europa, fidavamo che la Magistratura colmasse e riparasse all’inconsistente procedura parlamentare, come al solito in ritardo sulle questioni sociali ed infine credevamo che l’iniziativa interparlamentare per la legalizzazione avesse più coscienza sui diritti civili da parte di molti suoi membri.

Abbiamo seguito il dibattito alla Camera e anche apprezzando gli interventi dei deputati favorevoli alla regolamentazione della coltivazione domestica, ci è dispiaciuto che l’unico intervento che ha realmente centrato il nodo di fattore culturale che impediva di trovare una soluzione, non sia stato preso in seria considerazione e mi riferisco all’intervento dell’on. Zaccagnini, che senza nessuna remora né timore, ha accusato il Vaticano di ingerenza sull’argomento, cosa che abbiamo già evidenziato con la presa di posizione del Papa contro qualsiasi tipo di legalizzazione ad eccetto di quella che serve per alleviare le sofferenze dei pazienti, e questo è esattamente ciò che è accaduto.

Ma c’è un ma, visto che nelle due votazioni a scrutinio segreto sono stati rigettati, solo per pochi voti di differenza, due emendamenti che avrebbero consentito ai pazienti affetti da patologie pesanti di poter coltivare autonomamente la medicina di cui hanno bisogno e se tutti i parlamentari dello schieramento antiproibizionista fossero stati presenti, forse i due emendamenti sarebbero passati, dando una dimostrazione di come il pregiudizio ideologico e gli schieramenti di partito guidino le scelte contro la legalizzazione, piuttosto che una convinzione personale sulla sua pericolosità.

Al contrario del tema sulla legalizzazione, gli altri due argomenti relativi ai diritti civili, quello sul “fine vita” che ha trovato una soluzione mediata tra i partiti e quello sullo “jus soli” che ormai è aperto al confronto politico, sono tenuti in gran considerazione, visto che anche questa volta il Vaticano si è espresso “pietosamente” per il riconoscimento dei giovani extracomunitari nati in Italia e contro l’accanimento terapeutico, dando una chiara indicazione di come e quando procedere.

E’ indubbio quindi che l’intuizione dell’on. Zaccagnini è molto più di una supposizione e diviene una certezza se si ha la capacità e l’onestà intellettuale di leggere tra le righe e comprendere che solo attraverso una massiccia presenza della canapa nella quotidiana vita sociale, potrà far ritrovare a questa pianta il valore e il ruolo che ha ricoperto per secoli e secoli, prima che l’inquinamento culturale e gli interessi industriali la rendessero una “pianta pericolosa”.

Per fortuna possiamo però annoverare, tra le vicende legate alla canapa, anche alcuni aspetti positivi, come quello della legalizzazione della coltivazione per scopi alimentari o industriali, che ha suscitato un discreto interesse tra i coltivatori diretti e ha registrato una notevole impennata sul numero di ettari coltivati oggi a canapa che sono aumentati di circa il 200% dal 2015 e poi c’è l’aspetto forse più interessante, quello relativo alla “marijuana light” che ha dimostrato nei fatti come sia diffuso a livello nazionale l’uso della canapa anche per motivi non necessariamente terapeutici e dell’esigenza di trovare comunque una soluzione per superare l’aspetto criminale della coltivazione domestica.

A questo punto non ci resta altro da fare che attendere la pubblicazione dei programmi elettorali e capire quali schieramenti avranno l’audacia di proporre di nuovo, nel proprio progetto di governo, la legalizzazione della canapa e la regolamentazione della coltivazione domestica partendo dalle decine di migliaia di firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare, un problema che altrimenti rischierebbe di rimanere irrisolto ancora chissà per quanto tempo.

Vi aggiorneremo sugli sviluppi delle cose e per quanto riguarda noi …non possiamo far altro che continuare la nostra passione in clandestinità, pagando talvolta duramente la scelta di uno “stile di vita”.

Buone Verdi Feste a tutti voi!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

La farsa diretta dal PD

Non avevamo speranza alcuna, ma non ci saremmo certo aspettati di assistere ad uno spettacolo di qualità così infima, impregnato di ipocrisia e falsità, quelle due componenti antagoniste del dibattito e del confronto, che sono state fatte proprie ieri anche dal PD e addirittura da chi ha sempre sostenuto di lottare per la legalizzazione della cannabis, come gli on. Giachetti e Pini, che in nome della disciplina di partito o centralismo democratico (caro al vecchio PCI) e che oggi amano chiamare “democrazia di partito”, hanno voltato le spalle alle loro stesse convinzioni, pronunciandosi, con ipocrita rammarico, contro gli emendamenti presentati dal M5S e da Sinistra Italiana in un disperato tentativo di ribaltare il risultato finale.

I parlamentari del PD, costretti dalla “democrazia di partito” a schierarsi contro l’autocoltivazione, hanno quindi deciso di continuare a proteggere gli interessi della criminalità, a permettere che persista l’ingiusta persecuzione nei confronti dei coltivatori ad uso domestico e a costringere i pazienti a lunghe e mortificanti pratiche per l’accesso alle terapie.

Una volta il colore rosso era il simbolo di ideali nobili, oggi lo associamo al colore della pelle che questi “onorevoli” dovrebbero avere per la vergogna di non essere coerenti, di non essere più in grado di lottare per il motivo per cui sono stati eletti, per non essere più “persone pensanti”, ma solo “marionette di partito”!

Ringraziamo comunque gli on. Farina, Ferraresi, Zaccagnini, Civati, Villarosa e tutti gli altri che inutilmente e con un buon senso sprecato, come perle date ai porci, hanno cercato di confutare le solite fandonie, anche ieri propinate dai soliti proibizionisti a prescindere, con l’aiuto e l’appoggio, questa volta, dei parlamentari PD, ricordiamocene quando ci sarà permesso di andare di nuovo al voto!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

E’ difficile riprendere un discorso che non è mai nato e non è neanche morto, sta lì, semplicemente in stand by, sia da un punto di vista legislativo e sia da un punto di vista di attenzione mediatica e politica.

L’11 settembre è la data indicata dalla Commissione Giustizia come termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla bozza approvata e che, come sappiamo, prevede una sorta di regolamentazione per l’utilizzo terapeutico della cannabis, precludendo comunque qualsiasi possibilità di autocoltivazione.

Come è accaduto e accade per altre battaglie relative ai diritti civili, come per il biotestamento o per lo jus soli, ci saremmo aspettati una certa mobilitazione per spiegare come mai l’Intergruppo, verso il quale abbiamo riposto tanta fiducia, ha fatto marcia indietro dai suoi propositi originari, registrando la defezione di decine e decine di deputati, che pur avendo accettato e aderito alla proposta di regolamentare la coltivazione e l’uso di cannabis per scopo personale in virtù del buon senso che la pdl esprimeva, dopo il monito di Papa Francesco contro la legalizzazione <http://www.ascia-web.org/home/?p=2319> hanno creduto bene di pacificare le loro coscienze permettendo “cristianamente” l’uso della cannabis al fine di alleviare le sofferenze dei pazienti e di mantenere l’aspetto ideologico che ha sempre caratterizzato il fronte proibizionista nei confronti della “demoniaca” pianta proibita e dei suoi pericolosi consumatori!

Ci saremmo augurati la presentazione di migliaia di emendamenti da parte dei membri dell’Intergruppo, pur di non arrivare in aula sapendo che la battaglia è persa in partenza se non viene coinvolta l’opinione pubblica, e la stampa, e le televisioni, sui temi che portano in sé disinformazione e pregiudizi.

Avremmo gradito, almeno, una conferenza stampa da parte dei membri dell’Intergruppo per informare sullo stato delle cose, spiegare per l’ennesima volta che non di un diritto allo sballo si sta parlando, ma di scelte individuali che dovrebbero essere protette dai diritti civili, di lotta al narcotraffico che tanti introiti regala alle varie mafie, di protezione dell’ambiente e di risorse dimenticate, di contrasto ai monopoli farmaceutici.

Sembra però che niente di tutto questo sia in previsione per esser posto come tappa in un percorso di per sé difficile e che purtroppo sembra ormai avere come destinazione finale il vicolo cieco di una possibile discussione alla Camera dove l’ennesima bocciatura è più che una possibilità, anzi, mi azzardo a dire che è quasi una certezza!

Oltretutto c’è da dire che con una Sinistra frammentata, con un M5S palesemente ammorbidito e con una Destra che tenta il ricompattamento, il futuro non si prospetta granché roseo per vincere le battaglie dei diritti civili, legalizzazione cannabis in primis…

Giancarlo Cecconi – ASCIA
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Apprendiamo ora che il sen. Airola del M5S, da sempre un leale sostenitore della nostra causa, è stato aggredito a Torino da due persone riportando lesioni e traumi per una prognosi di 30 giorni, ad Alberto va tutta la nostra solidarietà e i migliori auguri per tornare il più presto possibile e più vivace che mai al suo posto in Senato.

CANNABIS: PD PEGGIO DI GIOVANARDI. AFFOSSATA PDL SULLA LEGALIZZAZIONE

da: Vittorio Ferraresi (M5S)

“Come volevasi dimostrare, oggi (26 luglio) il Partito Democratico, dopo tanti falsi proclami, ha affossato definitivamente la legge per la legalizzazione della cannabis, una legge di buon senso mandando all’aria peraltro un lavoro che va avanti da mesi e che ha coinvolto esponenti di tutte le forze politiche all’interno di un intergruppo ad hoc, a riprova della volontà iniziale di dare una svolta sul tema. Invece no, alla fine il Pd ha gettato tutto alle ortiche, tirandosi indietro e votando contro la proposta del primo firmatario Giachetti, di cui denunceremo la scomparsa a “Chi l’ha visto?” per totale assenza dal dibattito. Hanno fatto i Giovanardi del momento. Anzi, peggio”.

Lo dichiarano in una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle della Commissione Giustizia, che concludono: “Si è votato un testo base che prevede solo la cannabis ad uso terapeutico, su cui già il Ministro Lorenzin potrebbe agire in autonomia e già presente anche nell’altro testo base, escludendo a priori coltivazione personale e commercializzazione sotto controllo dello Stato. Una scelta non solo contraria alle indicazioni fornite da illustri magistrati come il procuratore Antimafia Roberti, ma che non incide assolutamente sulla volontà, ribadita da più parti, di colpire il traffico di stupefacenti in mano alle mafie”.

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da Daniele Farina (SI)

Il Comitato ristretto ha adottato e le Commissioni riunite approvato il testo da cui partirà la discussione in vista dell’Aula presentato dalla relatrice della XII commissione, col voto favorevole di Pd, Lega, Ncd e Forza Italia. A favore del testo alternativo presentato dal relatore della II Commissione hanno votato Sinistra Italiana, M5s e Misto.
Si tratta di un articolato circoscritto all’uso medico, limitato e molto tenue. Molto lontano dalla discussione pubblica di questi anni e dalle esperienze concrete ormai diffuse nel mondo. Duole che a questo provvisorio risultato si giunga dopo quattro anni di estenuante melina parlamentare. Il Partito Democratico ha scelto la via di una soluzione della propria discussione interna che però avrà pochissimi effetti persino sui cittadini cui nello specifico si rivolge e al loro diritto alla salute, oggi largamente disatteso. Un testo distante anni luce dalla sensibilità maturata nel Paese che poteva essere già conseguito da tempo per atti ministeriali. Lavoreremo perché cambi, cercando di superare un impianto totalmente arretrato per la società e le evidenze scientifiche. Il termine per gli emendamenti è fissato l’11 settembre.
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Tutto è accaduto, quindi, esattamente come prevedevamo e su cui stiamo scrivendo da anni: ha vinto l’atteggiamento pietistico della componente cattolica e conservatrice del nostro Parlamento e questo significa che la questione viene ancora trattata da un punto di vista meramente ideologico.

L’ignoranza sul tema e la pregiudiziale nei confronti dei consumatori continuano a farla da padrona nonostante la contraddizione che è insita nell’atteggiamento di “pietà” nei confronti dei pazienti che necessitano della terapia a base di cannabinoidi: “la cannabis fa bene ai malati, ma è dannosa per tutti gli altri” alla stregua della morfina!

Dobbiamo tornare ad essere indignati ed incazzati come ai tempi della Fini-Giovanardi, perché se è vero che scompaiono i boia, rimane pur sempre la forca!

Giancarlo Cecconi – ASCIA – CIP

Continua il silenzioso e subdolo ostruzionismo, per quanto riguarda le responsabilità che il parlamento dovrebbe prendersi nei confronti del tema della legalizzazione della cannabis, dopo ben tre anni dall’abolizione della Fini-Giovanardi.

Pubblichiamo il comunicato dell’on. Ferraresi, prendendo atto che anche alcune forze politiche, che credevamo impegnate per trovare in tempi brevi una soluzione al problema, si stanno allineando con il modus operandi delle forze più conservatrici, ci chiediamo il perché!

Ormai già si sta vivendo un clima pre-feriale e qualsiasi dimostrazione o iniziativa non verrebbe presa in considerazione, possiamo solo affermare che alla ripresa dei lavori il prossimo autunno, ci sentiremo in dovere di lanciare qualsiasi tipo di provocazione pur di riportare l’argomento “legalizzazione” all’attenzione dei media e della politica, non ci prenderanno per stanchezza, nonostante ce la mettano tutta!
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“La legge sulla legalizzazione continua a subire ostacoli di ogni genere. Oggi si doveva votare il testo base della legge ma il PD con Forza Italia, Mdp, Alternativa Popolare e sorprendentemente anche Sinistra Italiana hanno votato per il rinvio. Soltanto il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno chiesto il voto immediato sul testo di partenza, per decidere oggi dopo lunghi mesi in cui si è perso tantissimo tempo visto che la visione della relatrice Miotto è già nota da tempo e ha rifiutato ogni possibile passo avanti per trovare un testo condiviso. La legge sulla legalizzazione richiede coraggio e si devono fare proprie le parole del procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Roberti che afferma come sia coerente l’adozione di una rigorosa e chiara politica di legalizzazione della vendita della cannabis. La nostra proposta è chiara e in linea con quanto non solo detta il buonsenso ma anche autorevoli esponenti della magistratura: cannabis a scopo terapeutico, coltivazione ad uso personale e commercializzazione sotto rigido controllo dello Stato”.

I deputati del Movimento 5 Stelle della commissione Giustizia sono delusi dall’ennesimo rinvio di una legge attesa da anni: “Questa è la dimostrazione chiara che quando le leggi sono nell’interesse dei cittadini, della società, che rendono un servizio concreto allo Stato liberando le forze dell’ordine da una battaglia condotta solo per principi ideologici conservativi, piuttosto che seguire l’esempio americano che con la legalizzazione ha recuperato e investito ingenti somme di denaro proprio per le forze dell’ordine e per l’educazione, facendo diminuire drasticamente il consumo stesso e soprattutto abbattendo il controllo criminale sulla cannabis. Continueremo a batterci perché si vada fino in fondo con questa legge e non trionfi l’ipocrisia anche in questa legislatura”.

Parte 1: legalizzare per risolvere il problema del traffico illecito
Giornalmente vengono effettuati arresti o denunce per possesso di cannabis. Nonostante la dura repressione e l’impegno delle FF.OO., il fenomeno è in crescita.
Le motivazioni sono semplici e legate a fattori puramente economici: la cannabis è una sostanza meno dannosa dell’alcol, ma che provoca ugualmente piacere a chi la usa.
Bere responsabilmente tutte le sere due birre fredde, o un buon calice di vino, provoca quella “leggera euforia” che possiamo paragonare, per effetto, al consumare marijuana. L’alcol però fa male al nostro fegato; mentre il consumo responsabile di cannabis (usando un vaporizzatore), non provoca danni gravi accertati. L’unico danno può essere provocato dall’eventuale aspirazione del fumo, se usiamo assimilarla attraverso il classico joint (spinello): il monossido di carbonio, lo stesso che si produce durante la combustione delle sigarette di tabacco, è infatti cancerogeno.
Data dunque la scarsa pericolosità della cannabis rispetto a qualsiasi altra “droga” legale, il suo consumo si è largamente diffuso nella nostra società.
Purtroppo però la produzione ed il commercio di cannabis non è regolamentato. Così le narcomafie approfittano del fatto che in moltissimi vogliono farne uso, ma nessuno può venderla legalmente per scopo ricreativo, ne’ coltivarla per uso personale.
Purtroppo l’unico scopo delle organizzazioni criminali è quello di far profitto, e non badano minimamente alla qualità del prodotto, vendendo anche a minorenni.
I dati più recenti riportati dal Dipartimento Politiche Antidroga, che risalgono purtroppo al 2010, evidenziano che: “..il 22,4% della popolazione ha sperimentato l’uso di cannabis almeno una volta nella vita, il 5,2% l’ha usata nell’ultimo anno, il 3,0% l’ha usata nell’ultimo mese”.
Dati assolutamente in difetto se consideriamo tutte quelle persone che non dichiareranno mai di consumare cannabis fin quando sarà illegale.
Dalla Relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia (anno 2015 e primo semestre 2016), esaminata sicuramente con scarsa attenzione dai nostri rappresentanti politici nel gennaio del 2017, si legge: “nel 2013 (ultima annualità disponibile) è stato stimato che in Italia ci sono 6,1 milioni di utilizzatori di cannabis. Le attività connesse agli stupefacenti, rappresentano quasi il 70% delle attività illegali complessive, capaci di pesare per circa lo 0,9% sul Prodotto Interno Lordo italiano. Il consumo di cannabis sul territorio nazionale alimenta un giro d’affari pari a circa 4 miliardi di euro”
Cifra assolutamente sottostimata, e alla quale dobbiamo aggiungere le spese che lo Stato affronta per reprimere il fenomeno.
Immaginate cosa accadrebbe regolamentando l’autoproduzione per i maggiorenni e controllando e prevenendone l’uso, come avviene per alcol e tabacco, nei confronti dei minorenni.
Abbiamo letto tanti articoli sull’EasyJoint, la cannabis light legale. La trovata commerciale ha superato persino le aspettative degli ideatori che, appena entrati in commercio, hanno ricevuto un ordine ogni 30 secondi e sono stati costretti a chiudere la vendita online. Ci sono persino state resse negli shop, con centinaia di persone che chiedevano il prodotto.
Immaginate allora cosa accadrebbe autorizzando la coltivazione per uso personale, e aprendo dei coffeshop sul modello olandese (attività preposte a vendere cannabis certificata solo a maggiorenni, pagando regolarmente le tasse).

Parte 2: legalizzare per risolvere il problema della mancanza di farmaco.
Oggi l’autoproduzione e la concessione a ditte private di produrre cannabis, potrebbero risolvere anche un altro grave problema: nelle farmacie italiane è diminuita la disponibilità di cannabis per i pazienti.
Molte persone usano la cannabis come antidolorifico. In questo caso, uno dei modi migliori di usare la cannabis è quello di vaporizzarla: il paziente prende un pezzetto di infiorescenza, prescrittagli dal medico e acquistata in farmacia, e l’assimila attraverso un vaporizzatore.
Il quantitativo giornaliero necessario dipende dall’intensità del dolore, e dal contenuto di cannabinoidi presenti nell’infiorescenza, oltre che da una serie di altri fattori quali lo stato fisico dell’individuo e l’alimentazione tenuta.
Praticamente, se al paziente venisse data la possibilità, potrebbe ottenere un buon effetto antidolorifico inalando i vapori di 0,5g di “Jack Herer”* coltivata in casa (*varietà di cannabis a prevalenza sativa che ha circa il 20% di THC).
Questa genetica sarebbe un ottima sostituta del “Bedrocan”, con la sola differenza che forse dovrebbe usarne un po’ di più (Bedrocan 22% di THC).
Sottolineo, a tal proposito, che la presunta dose letale di cannabis è circa 40.000 volte superiore alla dose normale. Ciò vuol dire che, per rischiare la morte, il paziente dovrebbe usare 20kg di cannabis, invece degli 0,5g prescritti. Si deduce che, anche se ne usasse 5g invece che 0,5g, gli effetti collaterali più “gravi” sarebbero comunque alquanto blandi se paragonati a quelli di quasi tutti i farmaci in commercio: giri di testa, euforia, sonnolenza. (PS: Gli effetti indesiderati possono essere limitati assumendo semplicemente del CBD e un po’ di Vitamina C)
Purtroppo non tutti i pazienti sono in grado di coltivare cannabis: alcuni non possono fisicamente, altri non hanno ne’ il tempo, ne’ le competenze; altri ancora necessitano di farmaci derivati dalla canapa, che possono essere realizzati solo in farmacie galeniche.
Per quanti pazienti realmente potrebbe essere di beneficio l’autoproduzione e, dunque quanti di questi non graverebbero sulle scorte di farmaco?
Il paziente anoressico o il paziente che soffre di insonnia cronica e che consumano cannabis per inalazione, sono persone che hanno lo stesso diritto di acquistare cannabis di chi soffre di epilessia, o di un malato oncologico.
Razionalmente, in una situazione in cui la cannabis medica scarseggia, negare l’autoproduzione a chi necessita di infiorescenze che potrebbero essere autoprodotte, crea un enorme danno a tutti i pazienti in terapia con cannabinoidi. Non possiamo creare pazienti di I° e di II° livello, ma effettivamente genitori con figli epilettici, che necessitano di un olio con posologia certa, hanno necessariamente un bisogno maggiore di rivolgersi al farmacista.
In una situazione di crisi come quella attuale, distribuendo in egual modo la cannabis sia a chi potrebbe autoprodurla, sia a chi non può farlo, aggrava il problema di entrambi. Lo dimostra il fatto che, indistintamente dalla patologia che li ha colpiti, molti malati oggi sono senza farmaco.
Non urlo “autoproduzione, unica soluzione”, ma sto proponendo una soluzione al problema. Organizzare corsi di studio per spiegare alle persone come produrre cannabis terapeutica, e autorizzare aziende private a produrre cannabis medica, porterebbe nel giro di pochi mesi a svariati benefici.
I pazienti autorizzati all’autoproduzione dovrebbero semplicemente rivolgersi al medico, senza passare in farmacia.
Le aziende private potrebbero immettere sul mercato un quantitativo tale di farmaco che basterebbe certamente per tutti i malati, e ad un prezzo che automaticamente scenderebbe.
Qualcuno obietterà dicendo che la cannabis autoprodotta potrebbe essere contaminata, o deteriorata. Ma questo può accadere anche con la cannabis distribuita dalla farmacia: la FM2 è stata triturata, ed i cannabinoidi in essa presenti hanno perso più rapidamente il loro principio attivo. Inoltre il paziente che acquista le infiorescenze, potrebbe conservare le infiorescenze in modo non corretto e, prendendo umidità, potrebbero svilupparsi muffe anche le infiorescenze di Bedrocan.
Volendo guardare oltre, si potrebbe anche autorizzare le farmacie galeniche, previa analisi del prodotto, a lavorare la cannabis autoprodotta, e che il paziente deve assimilare in olio o in capsule.

“La legalizzazione della cannabis non è una questione di primaria importanza”.
Quante volte abbiamo sentito queste parole pronunciate dai nostri rappresentanti politici?
Abbastanza per capire che non sono sufficientemente informati sull’argomento.
Ora più che mai è necessario garantire la cura con cannabinoidi a tutti i malati che necessitano di tali terapie, e occorre sottrarre alle mafie un mercato ricchissimo.
Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che in medicina l’impiego di cannabis, per il suo potere terapeutico, è indispensabile quanto quello degli antibiotici.
I dati statistici ci dimostrano invece che il traffico di droga è la principale fonte di guadagno della criminalità organizzata.
E allora: …la legalizzazione della cannabis è una questione di primaria importanza?

Giuseppe Nicosia – ASCIA

Rimani senza fiato e poi la rabbia, torni alla terra e spacchi la luce, il tuo raccolto è stato anticipato.

L’immagine davanti agli occhi di Fabio è agghiacciante, le piante longilinee e prosperose riposano una accanto all’altra in manne parallele, onirico quadro che uccide le fatiche di mesi in cui tra le alzate all’alba e la caccia ai maschi, gioie e fatiche, amici e duro durissimo lavoro il tempo è volato in alto ed ora è abbattuto!

Lo scorso anno il campo sperimentale del Canapa Info Point a Saracinesco duemila metri di canapa qualità eletta campana, le cui profumate infiorescenze sono state il preludio di un mercato nascente. Apprezzate anche dai creatori di Easy Joint.

A Saracinesco si sono svolte degustazioni a base di canapa, feste di paese e corsi di canapicoltura.

Progetti simili li portiamo avanti tramite le nostre sedi distaccate, ad esempio i campi del CIP Salerno sono rigogliosi, Augusto e la sua squadra attraverso collaborazioni con l’Università Federico II e sportelli con gli agricoltori ospitati in un grow shop coprono la Campania di canapa.

Altre sedi distaccate con obiettivi simili sono: Taranto, Castelli Romani – Frascati, Giove, Cori, Lecce, Todi

Cori era il nostro campo all’occhiello per la stagione 2017, la volevamo sensimilla!

Responsabili del campo del CIP Cori il presidente di sede Fabio e il vicepresidente CIP Markab,
seguendo l’iter legislativo la semina è stata denunciata ai Carabinieri di Cori i quali si sono sempre dimostrate persone comprensive e disponibili.

I carabinieri domenica mattina sono passati in zona e hanno scattato delle foto, il campo è integro!

Dalla festa della semina – Canapa in Piazza del 2 Aprile sono passati 77 giorni il 18 Giugno.

Markab e Fabio sono a Giove, Terni, per la festa patronale, per aiutare il socio coltivatore locale nella sensibilizzazione del suo territorio portando il banchetto informativo tenuto dalle stesse persone che si occupano dei campi di Cori. Si torna la notte tra domenica e lunedì e la prima cosa che fa Fabietto all’alba di lunedì è andare a vedere le piante di eletta campana , strain industriale di canapa sativa dioica nome scientifico cannabis: angiosperma della famiglia delle canabacee.

I valori dei cannabinoidi in queste piante sono sotto lo 0,6% THC e se siamo fortunati potrebbero superare l’10% CBD. L’eccessivo caldo hanno già stressato abbastanza le piante, la siccità si sente, le piante si asciugano e i terreni bruciano. Uno stress simile poteva essere un vantaggio, sicuramente era lodevole avere piante alte 2,5mt con 38 gradi al dì.

Il valore delle piante si può quantificare tra i 250/300€ cadauna, raccolte mature con la loro luna.

La trama si infittisce quando Fabio chiama i carabinieri di zona poiché riferiscono di essere con il proprietario del terreno, Marco, e la Guardia di Finanza.

Si presume, ricostruendo i suddetti fatti, che nella notte tra domenica e lunedì, qualcuno che sa farlo ha reciso le piante, le ha divise in manne e se ne è andato senza scomporsi.
Nel frattempo, non imputando alla stessa persona la chiamata la coincidenza resta, una segnalazione alla Guardia di Finanza sveglia Marco che preoccupato propone alle FF.OO. di andare insieme dai Carabinieri a cui era già nota la biografia del campo.

La segnalazione alla Guardia di Finanza rimarrà anonima ma denunciava un campo di marijuana. Cosa improbabile data la presenza di cartello: “CANAPA NO THC”.

Fabio accorre da Marco dai Carabinieri con la Guardia di Finanza e il caos regna sovrano di fronte all’ignoranza legislativa delle FF.OO.

La neonata legge 242 del dicembre 2016 prevede art. 2 comma 1. “La coltivazione delle varieta’ di canapa di cui all’articolo 1, comma 2, e’ consentita senza necessita’ di autorizzazione.” inoltre “Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate…possono essere disposti dall’autorita’ giudiziaria solo qualora…risulti che il contenuto di THC nella coltivazione e’ superiore allo 0,6 per cento.”

La Finanza sostiene l’irregolarità del campo in quanto non recintato, fonte Asso Canapa. I Carabinieri rispondono che non ce n’è bisogno, fonte codice civile capo II sez. I art. 841.

Lo scorso anno le coltivazioni di canapa sono aumentate del 200%, dati della Coldiretti, quest’anno  stiamo vestendo di verde la bella penisola. Tra gli interessi i più disparati ma il più bello, quello che ci fa brillare gli occhi è che torna la canapa dove è sempre stata storicamente, dove la vorremmo veder regnare in tutte le sue forme.

L’intimidazione è forte e prorompente nei cuori agricoltori di noi amanti di canapa.
Dobbiamo aver paura? Sono compaesani invidiosi? Sono proibizionisti? Sono associazioni di persone legali o meno che non ci vogliono o che non vogliono cannabis libera di crescere come tutte le altre piante, sono qualcosa che non ci fa dormire sereni. Siamo feriti e incazzati, gonfi di semi da piantare, piantare ovunque!

Quindi, piantatela!

Direttivo CIP

Ieri 26 giugno, a Cori in provincia di Latina nella regione Lazio , e’ avvenuta una pesante intimidazione nei confronti del Canapa Info Point: uno dei campi di canapa in rigogliosa fase di fioritura nonostante la siccita’ del 2017, seminata e coltivata dalla nostra Associazione, e’ stato tagliato e tutte le piante sono state legate in fascine e abbandonate sul campo.

In contemporanea, per pura casualita’, si è presentata la Guardia di Finanza per i controlli di rito, i cui agenti si sono astenuti dall’acquisire la nostra denuncia, anzi, ribaltando lo stato dei fatti sembrerebbe che la colpa sia nostra, in quanto “il campo deve essere recintato con le tabelle ogni 10m “, senza nessuna menzione sulla legge di riferimento, erano presenti anche alcuni agenti del Corpo dei Carabinieri che hanno invece sostenuto la legittimita’ di tutte le nostre azioni, contestando addirittura l’atteggiamento poco professionale dei rappresentanti della Guardia di Finanza.

Questa e’ la dimostrazione di quanto odio, discriminazione e ignoranza ha creato il Proibizionismo ed e’ deludente constatare quanta cattiveria è stata elargita verso tutto ciò che non rientra nella condivisione convenzionale.

Ci teniamo a ringraziare gli agenti dei Carabinieri locali per la competenza e la professionalita’ dimostrata ai colleghi della GdF in sostegno degli agricoltori e ringraziamo anche la comunita’ locale, che ci segue e ci stima, per la solidarieta’ dimostrataci.

Non saranno certo queste azioni meschine a fermare il nostro progetto per la cannabis libera da ogni pregiudizio!

Direttivo Canapa Info Point