Abbiamo molte notizie da darvi:

Ieri si è tenuta la prima convocazione dell’intergruppo parlamentare per una proposta trasversale e condivisa sulla legalizzazione della cannabis: vi rimandiamo per il primo resoconto, all’intervista al sen. Della Vedova, promotore dell’iniziativa, rilasciata dopo la riunione:

http://www.radioradicale.it/scheda/437344/intervista-a-benedetto-della-vedova-sulla-prima-riunione-dellintergruppo-parlamentare-per-la-legalizzazion

La prossima riunione dell’intergruppo è prevista dopo le festività di Pasqua.

La seconda notizia è relativa ad una conferenza stampa indetta per il 2 aprile al Senato dal M5S, convocata dal sen. Ciampolillo, alla quale ASCIA parteciperà insieme all’Associazione di pazienti “LapianTiamo” per portare di nuovo la voce dei consumatori ad ogni titolo all’interno delle Istituzioni, in un momento in cui, pensiamo, dovrebbero convergere tutti gli sforzi per ottenere una legge a tutela delle coltivazioni domestiche ad uso personale.
La persecuzione non è finita e solo stamattina Andrea Trisciuoglio, segretario di “LapianTiamo”, è stato fermato dalle Forze dell’Ordine nei pressi della sua abitazione a causa del profumo della sua medicina.
Nonostante le spiegazioni di Andrea, i solerti agenti hanno sequestrato il Bedrocan e lo hanno trattenuto in caserma per 5 ore, per poi restituirgli tutto con le debite scuse per l’equivoco: http://www.aduc.it/comunicato/cannabis+terapeutica+attenti+essere+malati_22970.php

Ma noi sappiamo che piuttosto che equivoco, si tratta dell’ennesima dimostrazione di come le FF.OO., la magistratura e la classe politica, nella maggioranza delle sue componenti, continuino a vivere nell’ignoranza e nel pregiudizio nei confronti della cannabis e di chi la usa. Andremo quindi nuovamente in Senato per reclamare una rapida soluzione a nome di chi, nonostante le aperture a livello globale, ancora, nel nostro Paese, è costretto a vivere nel timore della persecuzione.
Seguirà nei prossimi giorni un comunicato stampa.

Ed infine, e forse più importante delle altre, è la notizia che è stata costituita, in data odierna, l’Associazione Canapa Info Point su iniziativa di ASCIA e della comunità di growers “Over Grow”.
Entro il mese di aprile, dopo aver provveduto all’allestimento dell’Info Point, creato il sito web e preparato il materiale promozionale, pensiamo di poter procedere con l’inaugurazione, alla quale speriamo voglia partecipare il maggior numero di nostri sostenitori.

Il Canapa Info Point ha sede presso “Grow Shop Italia” in via Pisino a Roma, proprio con lo scopo di unire l’impegno antiproibizionista, all’educazione sull’uso e alla conoscenza delle proprietà del seme e della pianta nei suoi molteplici utilizzi.

Nello statuto dell’Associazione è prevista la possibilità di aprire sedi distaccate, invitiamo quindi chi fosse interessato a collaborare con l’apertura di altre sedi Canapa Info Point a contattare: ascia@legalizziamolacanapa.org

Ringraziamo i nostri soci, simpatizzanti e sostenitori per averci consentito di raggiungere questo obiettivo, che ci permette di far tornare l’argomento “canapa” alla pubblica conoscenza.

ASCIA – Over Grow

L’Associazione Canapa Siciliana (A.C.S.) ha organizzato la prima fiera internazionale del Mediterraneo dedicata alla canapa.

L’evento si terrà in Sicilia, esattamente nella splendida città di Catania, il 24-25-26 aprile 2015, presso l’esclusivo centro fieristico “Le Ciminiere” (accanto stazione centrale di autobus e treni e a soli 13 km. dall’aeroporto).

La fiera ha lo scopo di dare informazione sugli oltre 50.000 derivati di questa straordinaria pianta. La canapa ha permesso l’evoluzione dell’uomo fornendo, sin da tempi remoti, corde, tessuti, carta, cibo, medicine e molto altro. Se non fosse esistita la canapa, non sarebbe stato possibile alcun viaggio in mare in quanto, su un veliero, paradossalmente c’era più canapa che legno: dalle vele, alle corde, dalle carte nautiche ai vestiti dei marinai, dal cibo all’olio che bruciava nelle lanterne. Poi, per interessi di pochi, e contro le reali esigenze di tutti, fu vietata. Oggi la canapa ci permette di sostituire il petrolio, ci aiuta a depurare i terreni e l’aria, fornisce cibo e materie prime naturali dalle quali ricavare materiale plastico, carta e sostituti del legno.

Venite a scoprirlo in fiera, dove troverete quattro aree tematiche:

Area Food, dove verranno preparati antipasti, primi, pizze, e dolci: tutto con l’aggiunta dei derivati alimentari della canapa.

Area derivati industriali, con la bio-edilizia di canapa, la carta di canapa, i tessuti, ecc.

Grow Zone, dove troverete lo stand di Dinafem e quelli di importanti growshops siciliani che venderanno prodotti per “collezionisti”.

Area Associazioni, fonte di informazioni che riguardano l’uso terapeutico e l’antiproibizionismo …ma non solo.

Per maggiori dettagli, info e contatti, consultate il sito http://www.malacanapa.it/ (PS: il sito è in continuo aggiornamento).

Giuseppe Nicosia (Vice presidente ACS, e referente ASCIA Sicilia)

Vi segnaliamo le due conferenze che sono state tenute dalle Associazioni all’interno della fiera Canapa Mundi.

Stefano Auditore per Freeweed, Giancarlo Cecconi per ASCIA, Giuseppe Nicosia per Sicilicanapa e Claudio Pomella per Canapa Live fanno il punto della situazione sull’attività delle Associazioni che rappresentano e sull’attuale panorama antiproibizionista:

Associazioni a Canapa Mundi
Cannabis Indica o Sativa? Ma la Cannabis non è una sola?
La risposta è certamente positiva. Ecco perché le associazioni antiproibizioniste cercano di creare una struttura nazionale unitaria che ricomponga la canapa nei suoi vari aspetti. Si fa appello alla memoria storica per ‘riportare la canapa nel giusto ruolo che ha sempre avuto nella società, allo scopo di regolamentarne l’autoproduzione. Tutto questo fa bene ai coltivatori, ai malati, allo stato e all’intero pianeta!

https://youtu.be/jNI8G-puEAU?list=PLyXZv8EDAFxep-X2qIVjb9zfpDuXVfZM4

Nel secondo video:

Costi e conseguenze del proibizionismo
Interventi di Giuseppe Nicosia (Sicilcanapa) e Markab Mattossi (ASCIA)
Chi è Giuseppe Nicosia? In questa conferenza dona alle nostre telecamera la sua storia. Una storia antiproibizionista che inizia nel 2008 per poi maturare negli anni e sostenere con fermezza, determinazione e vocazione. Ricca di informazioni, questa conferenza scende nel dettaglio e affronta il tema della cannabis tra politica e criminalità organizzata, analizzando i motivi antiproibizionisti del suo relatore.
A seguire l’intervento di Markab Mattossi per ASCIA, il quale annuncia la nascita degli Info Point e degli obiettivi che si prefigge.
Conferenza interessante, ne consigliamo vivamente l’ascolto.

https://youtu.be/dnGpEzJkaS4?list=UUyRFXmwBc_ZE4OWkVfEz7rw

Ringraziamo i ragazzi di SoL Media Group che hanno realizzato questi video dando alle Associazioni la possibilità di continuare a diffondere la conoscenza sulla Canapa ed esprimere l’esigenza di alimentare un antiproibizionismo militante.

Direttivo ASCIA

Il progetto Canapa Info Point sta andando avanti e, come annunciato dopo la fiera Canapa Mundi, è frutto della collaborazione tra ASCIA e la comunità dei growers “Over Grow”, con il supporto e il sostegno di uno storico e prestigioso Grow Shop di Roma.

Stiamo raccogliendo le ultime e necessarie informazioni per dare seguito al progetto con la costituzione dell’Associazione, che non farà riferimento né ad ASCIA né ad Over Grow, ma nascerà come nuova associazione, denominata appunto Canapa Info Point.

La scelta di operare nel territorio attraverso questi “centri informativi” nasce dalla constatazione che l’antiproibizionismo continua a rimanere un argomento trattato quasi esclusivamente dagli addetti ai lavori, mentre la maggior parte delle persone continua ad ignorare le qualità della canapa, i suoi molteplici utilizzi e l’origine della sua demonizzazione.

L’intenzione dei Canapa Info Point è di operare perché la conoscenza della canapa possa raggiungere la curiosità di chi ama cucinare, di chi inizia a diffidare delle cure tradizionali, di chi è intenzionato a sperimentare i benefici della bioedilizia, di chi è impegnato per la tutela dell’ambiente e di tutti quelli che sentono la necessità di difendere un patrimonio dell’umanità e attraverso questa opera di avvicinamento tra la cittadinanza e i consumatori, il Canapa Info Point servirà soprattutto per informare sui danni del proibizionismo e far crescere consensi sulla legalizzazione per l’uso privato, facendoli diventare dei punti di riferimento per le iniziative politiche che l’Associazione vorrà adottare per la causa antiproibizionista.

Il Canapa Info Point sarà anche un punto informativo dove i soci potranno trovare tutte le informazioni relative alle aziende che producono alimenti e manufatti dalla canapa, una vasta letteratura antiproibizionista e le prime indicazioni per un pronto soccorso legale.

Sono state molte le richieste di adesione e di partecipazione da parte di altri Grow Shops in varie parti d’Italia e appena costituita l’Associazione Canapa Info Point inviteremo tutti coloro che hanno spazio a disposizione a condividere l’iniziativa.

E’ nelle nostre intenzioni affiliare l’Associazione, che ha come finalità la promozione sociale e assolutamente no-profit, ad una rete associativa nazionale per poter interagire con altre realtà che perseguono obiettivi simili o compatibili con quelli dei Canapa Info Point.

Sperando di potervi aggiornare nel più breve tempo possibile dell’avvenuta costituzione, invitiamo ancora una volta i nostri sostenitori a partecipare attraverso un piccolo versamento: “Apriamo insieme il primo Canapa Info Point” e cogliamo l’occasione per ringraziare ancora le decine di soci che con il loro contributo stanno permettendo la riuscita della prima fase di questo progetto.

ASCIA – Over Grow

Famiglia Cristiana è un settimanale di ispirazione cattolica, fondato nel 1931. Con una media di tre milioni di lettori, è uno dei periodici più diffusi in Italia, ed è molto seguito anche on-line.

Tratta temi di vario genere, analizzati sempre in ottica “cristiana”.

Il 12 febbraio scorso, in seguito alle dichiarazioni di Roberto Saviano che ritiene necessario legalizzare la marijuana al fine di sconfiggere le organizzazioni criminali, Famiglia Cristiana scrive un articolo sul tema.

Nel brano riporta i dati che Saviano utilizza per valorizzare la sua tesi, ossia la riduzione del 24% di traffico d’erba, avvenuto dopo la legalizzazione in alcuni stati USA.

Il settimanale risponde allo scrittore antiproibizionista sottolineando l’importanza di battere prima di tutto la strada della prevenzione e dell’educazione e, quindi, schierandosi ancora dalla parte dei proibizionisti. Convinti forse di ricevere sostegno dai lettori, Famiglia Cristiana lancia un sondaggio: “Siete d’accordo con la proposta di voler legalizzare le droghe leggere”?

La risposta alla domanda è stata tanto immediata quanto inaspettata: la redazione è stata praticamente sommersa da messaggi di lettori favorevoli alla legalizzazione. In quasi tutti i messaggi viene espressa la necessità di regolamentare una sostanza che non deve più esser definita una “droga leggera”, ma semplicemente cannabis, esattamente come si fa con sostanze ben più pericolose per la salute dell’uomo come tabacco e alcol.

Vengono menzionati i danni economici e sociali del proibizionismo, e si torna a ribadire il totale fallimento dell’attuale politica repressiva e punitiva.

La corretta informazione sulla canapa e sul derivato cannabis, divulgata con dedizione da antiproibizionisti che per anni sono stati derisi, emarginati e perseguitati, inizia a scalfire anche le roccaforti del proibizionismo bigotto.

Giuseppe Nicosia – ASCIA

Questo il link per partecipare al sondaggio: http://www.famigliacristiana.it/stanza/siete-d-accordo-con-la-proposta-di-legalizzare-l-uso-delle-droghe-leggere.aspx

Solo tre anni fa, pensare di poter visitare in Italia una Fiera dedicata alla Canapa, sembrava pura utopia, ma il coraggioso esperimento degli organizzatori di Indica Sativa Trade a Fermo nel 2013, sembra aver funzionato come un innesco di una bomba che stentava ad esplodere.

Nel 2014 sono state due le Fiere sulla Canapa, una a Fermo e l’altra a Napoli e nel 2015 il numero degli eventi sembra destinato a crescere in maniera esponenziale, infatti dopo Canapa Mundi, si sta preparando la Fiera a Catania, a cui seguirà la terza edizione di Indica Sativa Trade e di seguito l’ulteriore auspicata edizione della Fiera di Napoli …non ci fermeranno più!

L’aria che si respirava nei tre giorni di Canapa Mundi, era intrisa della voglia di emergere dal ghetto discriminatorio, nel quale i consumatori di cannabis sono stati relegati da una paranoica politica proibizionista negli ultimi decenni e in particolare negli ultimi anni.

Un affollamento continuo di persone, di tutte le età, di tutte le estrazioni sociali, di tutte le regioni e addirittura famiglie intere con pargoli al seguito, ha caratterizzato lo svolgimento dell’evento, una folla animata di consapevolezza, senso di responsabilità, con una considerevole dose di civismo, che oltre a visitare il settore commerciale ha seguito con interesse i dibattiti e si è dimostrata molto sensibile alle problematiche causate dal proibizionismo, esposte dalle numerose associazioni che hanno partecipato con stand informativi.

Sono stati comunque tre giorni di intenso lavoro per tutti e siamo felici di annunciare che ASCIA e la comunità dei growers di Over Grow, hanno deciso di collaborare per l’apertura di circoli informativi sulla Canapa dando vita all’associazione Canapa Info Point, che dovrebbe essere operativa a breve tempo.

Il progetto prevede l’apertura del primo Canapa Info Point a Roma, al quale, in base all’entusiasmo dimostrato dalla nostra proposta, ne dovrebbero seguire altri in varie parti d’Italia, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

In fiera abbiamo avuto anche l’occasione di incontrare un gruppo di parlamentari del M5S, ai quali abbiamo consegnato la proposta di ASCIA per le “Coltivazioni di Gruppo” come modello semplificato di CSC e dai quali attendiamo una risposta a breve, per capire come accelerare i tempi per ottenere un minimo di regolamentazione della coltivazione domestica, avendo convenuto che il ferro è caldo ed è proprio questo il momento di batterlo.

Ringraziamo gli organizzatori di Canapa Mundi per averci permesso di continuare nel nostro lavoro di sensibilizzazione, ma soprattutto per essere riusciti a portare a Roma la bandiera dell’antiproibizionismo, intorno alla quale si sono radunate migliaia e migliaia di persone …avanti così!

Direttivo ASCIA

Come già annunciato in precedenza, ASCIA sarà presente con uno stand a Canapa Mundi, che aprirà i battenti venerdì 20 alle 15,00 a Roma presso il Palacavicchi (Ciampino).

Sarà una piacevole e speriamo fruttuosa opportunità per incontrare i nostri soci e simpatizzanti e per dare slancio al progetto del Canapa Info Point, per la riuscita del quale abbiamo lanciato una colletta circa due mesi or sono.

Cogliamo l’occasione per informare sullo stato della raccolta fondi che alla data odierna ha raggiunto la somma di circa 3.000 euro, contro i 6.000 necessari per far partire il progetto.

Crediamo fortemente che far tornare nel territorio la coltura e la conoscenza delle proprietà e delle qualità della canapa, possa essere il veicolo principe per superare la demonizzazione praticata nei suoi confronti da decenni di insensato proibizionismo che, con la sua politica fortemente ideologica, ha creato nell’opinione pubblica una ingiustificata diffidenza nei confronti di questa pianta.

Abbiamo posto la data del 31 di marzo come termine ultimo per la raccolta di fondi per la costituzione del CIP ASCIA e chiediamo a tutti coloro che condividono il nostro progetto di voler contribuire anche con un piccolo versamento che potrà essere effettuato seguendo le indicazioni: “Apriamo insieme il primo Canapa Info Point ASCIA“.

Un vivo e sincero ringraziamento a tutti coloro che con un contributo hanno dimostrato fiducia e condivisione al nostro progetto, in particolare “Dolce Vita”, l’on. Daniele Farina, il gruppo parlamentare del M5S e le decine di nostri soci e simpatizzanti che con la loro partecipazione ci danno l’energia necessaria per poter continuare la nostra sacrosanta battaglia in difesa delle libertà e della dignità.

Ci vediamo a Canapa Mundi, sarà un piacere incontrarvi!

Direttivo ASCIA

Saremo utopici e sognatori ma è ciò che ci contraddistingue e che testardamente ci fa continuare una lotta impari contro quei poteri forti italiani e internazionali che in nome di un’economia vecchia, obsoleta e insostenibile continuano a tenere in piedi il mostro capitalista che affonda i suoi denti e ha uno dei suoi pilastri proprio nella proibizione della canapa. Ma è proprio il nostro saper credere ai sogni e cercare di dar loro una forma tangibile che ci mantiene concentrati sull’obiettivo e che a volte ci ha permesso di raggiungerlo.
Ed è anche e soprattutto per quella enorme massa di consumatori ed estimatori di cannabis che sono ormai milioni e milioni solo in Italia, che rappresentano una cultura e una scelta di vita, che solo per il loro enorme numero avrebbero diritto ad essere ascoltati ma soprattutto legittimati e rispettati alla pari di tutti i liberi consumatori di qualunque altra cosa, in questo paese ed in questo sistema economico.
Diritto di Cannabis!!
Ciò che vedo è che in Italia si fanno piccoli passi ma nonostante il dibattito sociale spinga e frema, la politica è del tutto ferma ed assente e sembra aver delegato alle  FFOO e ai magistrati la gestione del problema come meglio credono e secondo il loro singolare punto di vista (per lo stesso “reato” si può infatti essere arrestati, denunciati, processati…ma anche no!)
Ciò che vedo però è anche che per fortuna a livello globale il sistema economico sta cambiando direzione, alcuni equilibri si spezzano e cominciano a lasciare spazio a nuove opportunità …ed è adesso il momento di agire!
Per questo io sogno e continuo a sognare e a lottare perché la canapa torni ad essere nelle case di tutti un’utile e insostituibile risorsa grazie ai suoi preziosi e molteplici utilizzi.
Per questo vogliamo che ci sia un Canapa Info Point in ogni regione e su tutto il territorio italiano, così che finalmente si torni a conoscere la canapa, quella nostra, cara, immancabile compagna di sempre che in nome dell’industrializzazione selvaggia, del lobbismo, del fascismo economico e della mafia politica è stata per troppo tempo relegata lontano da noi e dalle nostre case… ed è proprio ora che ritorni!
Cos’è un CIP ASCIA?
Il Canapa Info Point che abbiamo in mente è un punto di informazione culturale e di ristoro dell’anima dove si verranno a creare continue sinergie con altre realtà associative territoriali, dove si terranno dibattiti e convegni di natura politica e scientifica e si avrà accesso alle informazioni sulla canapa a 360 gradi, dove organizzeremo feste dedicate alla canapa e dove si potrà degustare cibo alla canapa, acquistare gadget canaposi, informarsi sulle varie genetiche , le leggi e i diversi metodi di coltivazione possibili, dove si potrà trascorrere un momento di conforto spirituale tra la natura ed i suoi profumi, dove ASCIA è pronta ad essere l’anticamera di ciò che speriamo e ci auguriamo possano essere i primi Cannabis Social Club Italiani.
ASCIA E’ Un movimento di rivoluzione e di liberazione culturale dopo anni di forzato e obbligato silenzio e per tutti coloro che sentono possibile questo processo liberatorio, è il momento di aderire e partecipare.
Rinnovando l’appuntamento per il 20-21-22- febbraio alla Canapa Mundi, la prima fiera della canapa di Roma, salutiamo i nostri 800 tesserati e cogliamo l’occasione per ringraziare singolarmente ognuno di voi per il coraggio mostrato e per aver messo la faccia insieme a noi a sostegno di una verità innegabile, di una cultura millenaria da salvaguardare e di una pianta meravigliosa quale è la Canapa.
Appello ai soci
Abbiamo finora ricevuto sostegno e consenso da molte realtà politiche ed associative e questo ci incoraggia a proseguire nel nostro intento, ma chi tra i soci e gli amici volesse maggiori informazioni sul Canapa Info Point (CIP) ASCIA  o sulle COLTIVAZIONI DI GRUPPO (CdG) e desiderasse partecipare alla loro realizzazione, sostenerci con una donazione o contribuire alla diffusione del progetto sul territorio nazionale, ci contatti al più presto o ci raggiunga al nostro stand alla Canapa Mundi.
Ora abbiamo bisogno di Te, sognatore come noi, per riuscire a spiccare insieme, finalmente, di nuovo … il volo: http://www.legalizziamolacanapa.org/?page_id=4397
Direttivo Ascia

Non si può non rimanere basiti di fronte a quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, è in preparazione una nuova guerra, o per meglio dire: sta per avere inizio una ulteriore fase di una guerra iniziata circa 1000 anni fa con la prima Crociata.

A quel tempo il mondo islamico era già divenuto una realtà tangibile in tutta la sua potenza, conoscenza e creatività e l’idea di andargli a rompere le scatole a Gerusalemme, provocando una strage di 40.000 persone, storicamente possiamo dire che non è stata una buona idea.

Incredibile da credere, ma la Storia agisce su tempi insospettabili e inconcepibili per le nostre brevi esistenze, ma acuisce il ricordo delle violenze subite ogni volta che si rinnovano, come si sono di fatto rinnovate attraverso la politica coloniale, l’usurpazione di culture e territori, la riduzione in schiavitù e gli esodi forzati, la spoliazione delle ricchezze naturali, la creazione di Stati nuovi dopo la seconda guerra mondiale, la fondazione dello Stato di Israele a discapito di milioni di palestinesi e tutti i conseguenti effetti collaterali che queste vicende hanno causato e i cui risultati stiamo subendo ai nostri giorni, dalla comparsa misteriosa e repentina dell’ISIS, alla meraviglia per la sua potenzialità ed espansione, fino agli atti terroristici a cui stiamo assistendo.

Una convinzione radicata negli anni ’60 e ’70 era che l’erba aprisse la mente, l’erba, solo l’erba e le altre sostanze che naturalmente agivano (ed agiscono) sulla psiche umana. Prima dell’avvento su vasta scala dell’eroina, della cocaina, delle anfetamine e di tutte le porcherie chimiche si fumava e si parlava, si parlava e si fumava e in tutto quel parlare e fumare alla fine una gran risata poteva chiudere un confronto sulle religioni, perché a tutti sarebbe parso ineluttabilmente folle la pretesa di asserire verità e assecondare il martirio per accedere al beato ascolto di cori di cherubini o per godere dei piaceri sessuali di 72 vergini!

Noi “drogati” fumavamo, ma loro “sani” erano a nostro avviso preda di allucinazioni che neanche il miglior peyote avrebbe potuto dare, e la tossicità delle loro visioni era per noi fonte di scherno ma anche di preoccupazione, perché la follia non può che generare follia, in nome della patria, di dio o della razza.

Ma che succede al popolo islamico che proprio grazie all’uso di cannabis era, fino a pochi decenni fa, tra i popoli più pacifici ed ospitali della Terra?

Abbiamo una grande millenaria tradizione culturale che lega le popolazioni arabe all’uso di derivati della cannabis, ma a parte il mistico uso fatto dai Sufi e quello rituale praticato dagli Hashishin, quello che sappiamo è che quell’uso diffuso normalmente nelle popolazioni, non ha mai provocato rigurgiti di rancore, voglia di vendette o pianificazioni di attacchi all’occidente e chi in quegli anni ha avuto la possibilità di viaggiare attraverso la Turchia, l’Iran, fino all’Afghanistan poteva solo incontrare volti sorridenti, curiosi, che non esitavano un attimo ad offrirti le loro pipe.

Oggi ripercorrendo lo stesso tragitto nessuno si sognerebbe di offrirti da fumare, perché la diffidenza e l’ostilità coltivate in tutti questi secoli, sono arrivate ad un punto di saturazione e anche negli stati islamici, dove un sorriso ed una pipa ti accoglievano, oggi è proibito o molto limitato poter consumare cannabis (escludendo l’Iran dove è liberalizzata), perchè come proclama l’ISIS, “è colpevole di allontanare la mente dei musulmani dal volere di Allahhttp://www.dolcevitaonline.it/lisis-in-siria-brucia-anche-la-marijuana-allontana-il-popolo-dal-volere-di-allah/

Giovanardi direbbe che allontana l’anima da Dio e …che ancora oggi vengano utilizzati Dio e Allah per giustificare comportamenti fascisti, se non addirittura massacri e distruzioni, a noi ci deprime, ci sconforta e ci addolora, perché si allontana sempre più la speranza di una possibile apertura mentale a livello universale, ma per fortuna, noi che fumiamo cannabis e che abbiamo solo un po’ di buchi nel cervello che ci proteggono dai fanatismi, possiamo continuare a resistere a tutte le follie di chi invece ha un enorme abisso nel cervello, provocando dolore, morte e terrore in nome delle “sacre favole”, dalle Crociate a Charlie Hebdo!

Giancarlo Cecconi

Una piccola ma importante curiosità che non tutti forse sanno, ma che serve per riflettere sulla consistenza delle religioni:
Fu l’arcangelo Gabriele a comunicare a Maria la venuta del Messia spaccando la comunità ebraica e fu lo stesso arcangelo, 600 anni dopo in piena strategia del “divide et impera”, a rivelare a Maometto una seconda “lieta novella” che diverrà antagonista del mondo cristiano …a voi le conclusioni!

Continua la lotta tra antiproibizionisti e proibizionisti. Sino al 2014, i secondi hanno avuto la meglio dal punto di vista “legale”, mentre per strada fiumi di cannabis ed altre droghe illecite, continuano a scorrere nonostante l’impegno delle FF.OO.

Persino la vendita di droghe sintetiche, decisamente più pericolose e tossiche della cannabis, dopo l’annullamento della “finigiovanardi”, non è più perseguibile.

L’attuale legge sulle droghe comporta dunque una serie di problemi che, spesso, sono sottovalutati da chi, ancora oggi, combatte la cannabis come si faceva con le streghe.

Conseguenze dirette di questa insensata lotta sono: il sovraffollamento carcerario, i costi esorbitanti per la detenzione di persone che commettono “reati senza vittima”, l’arricchimento di criminali che detengono il monopolio clandestino delle droghe, la “rovina” di migliaia di famiglie italiane, l’impegno delle forze dell’ordine in operazioni praticamente inutili se paragonate ad altre urgenze, la commercializzazione di cannabis non controllata o addirittura tagliata con sostanze tossiche, il facile reperimento da parte dei minorenni, nessun limite alle quantità acquistabili, ecc.

Esaminando con attenzione cosa accade nei Paesi in cui la legalizzazione della cannabis è una realtà, se le proposte di legalizzazione fossero approvate anche in Italia, cosa cambierebbe? Escludendo le ipotesi catastrofiche secondo le quali Giovanardi potrebbe venir a mancare a seguito di infarto, e tutti i proibizionisti incalliti potrebbero decidere di lasciare il Paese terrorizzati dall’idea di veder girare degli “zombie” per strada; analizziamo i “pro” e, se ci sono, anche i “contro” di un cambiamento epocale di cui si sente già il profumo e che, mi auguro, possa avvenire in questo 2015.

In Italia si stima che circa il 14% della popolazione di età compresa tra i 14 ed i 65 anni, almeno una volta nella vita, ha fumato cannabis. Circa il 5% della popolazione invece la consuma regolarmente. Per uso regolare, stimando una media di 5g a settimana per consumatore e moltiplicando per il 5% della popolazione (3mln circa), si arriva ad un ipotetico consumo annuo di cannabis di oltre 700 tonnellate:

5grammi x 4 settimane x 12 mesi = 240g a persona, l’anno.

240g x 3mln di consumatori = 720 tonnellate!

Circa il 70% viene acquistata sul mercato nero, mentre il resto è autoprodotto clandestinamente. Attualmente la cannabis è venduta ad un prezzo di mercato di 10€ a grammo (il prezzo varia in base alla qualità e al quantitativo acquistato). Con due semplici calcoli otteniamo una cifra incredibile: oltre 5 mld l’anno! (il 70% di 720mln di grammi è 504mln di grammi x 10€…).

Questa cifra, spesa complessivamente da tutti i consumatori di cannabis in Italia, sarebbe già passata nelle casse dello Stato senza finire nelle mani di criminali (cosa attualmente riconosciuta anche nel calcolo del PIL: http://www.legalizziamolacanapa.org/?newsletter=un-prodotto-interno-molto-lordo).

Sicuramente, appena legalizzata, con la fine delle campagne di disinformazione terroristica, la richiesta di cannabis aumenterà: molti tra coloro che non hanno mai avuto la curiosità, sapendo che non è più vietato, saranno tentati dal provare “l’erba proibita”. Questo comporterà un maggiore introito per lo Stato, dato che il semplice curioso certamente non si darà alla coltivazione per uso personale. Ricordo che, un incremento temporaneo del consumo, non recherebbe alcun pericolo dato che stiamo parlando di una tra le sostanze meno nocive al mondo: non esiste un solo morto per uso o abuso di cannabis nella storia dell’umanità. Dopo un periodo di assestamento, il consumo di cannabis diminuirebbe sicuramente rispetto a quello che si registra oggi, data l’elevatissima difficoltà di reperimento da parte dei minori rispetto all’attuale situazione e dato anche il crollo del “fascino del proibito” di cui attualmente gode questa sostanza.

Dalla legalizzazione quindi otterremmo subito:

1° un immensa riduzione dei capitali gestiti dalle narcomafie,

2° un incremento delle attività lavorative (se adeguatamente regolamentata, la vendita di cannabis porterebbe alla nascita di dispensari con coltivazioni annesse),

3° un incremento delle entrate fiscali per lo Stato.

Analizzando nello specifico il consumo di cannabis da parte dei minorenni, conseguenza certa della legalizzazione sarebbe un minor uso di questa sostanza attualmente tra le più consumate dai ragazzi, data la sicura riduzione degli spacciatori di strada e il permesso di accedere ai dispensari solo per i maggiorenni.

Oggi, chi vende al dettaglio ai minorenni, sono altri ragazzini coetanei o poco più grandi che acquistano un quantitativo maggiore di cannabis o derivati all’ingrosso, per poi rivenderla appunto agli amici, con un rincaro che permette loro di “fumare a costo zero”, o di comprare l’ultimo modello di cellulare senza chieder soldi a nessuno.

Chi vende a questi baby spacciatori, sono gli stessi che riforniscono gli adulti. Un maggiorenne, anche se contrario alla vendita di cannabis ai minori, non può denunciare chi gli fornisce un “servizio”. Lo spacciatore di strada, perdendo l’acquirente maggiorenne che andrà sicuramente ad acquistare dove si ha la certezza di trovare cannabis certificata ed a prezzi più economici, non avrà più senso di esistere: spacciando solo ai ragazzini, non riuscirà sicuramente a sopravvivere e, oltretutto, rischierà troppo non avendo più la garanzia del silenzio da parte degli adulti.

Come avviene con l’alcol, l’uso di cannabis da parte dei ragazzi continuerà comunque, ma meno rispetto ad oggi, con maggiori difficoltà e, quindi, con la possibilità di agire in modo più mirato ed efficace nella lotta contro l’uso da parte dei minori.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dichiara che, nel 2013, i detenuti presenti in carcere per reati legati alla droga erano oltre 20.000 (più del 30% del totale). Ricordando che ogni detenuto costa circa 150€ al giorno, fate voi i conti di quanto si sarebbe potuto risparmiare annualmente non punendo più qualcosa che, in verità, non ha mai leso nessuno.

Nel corso del 2014 sono diminuite le detenzioni per coltivazione e possesso di cannabis, ma sono comunque state numerosissime le operazioni portate avanti dalle FF.OO. nel tentativo fallimentare di contrastare l’uso e lo spaccio di droga. Operazioni che sono costate soldi e tempo, oltre che a frenare ulteriormente la giustizia Italiana che risulta essere tra le più lente d’Europa.

Analizzando gli aspetti che riguardano la “sicurezza pubblica”: si teme che la legalizzazione della cannabis possa portare ad un incremento degli incidenti stradali. Attualmente siamo tra i paesi europei con le più care RC auto. Questo è dovuto al gran numero di incidenti, nonostante lo strettissimo proibizionismo. Analizziamo invece i dati provenienti dai paesi che hanno deciso di legalizzare o tollerare l’uso si scopre che, dove la cannabis è stata legalizzata, gli incidenti sono addirittura diminuiti. Gli esperti spiegano che il calo degli incidenti è probabilmente dovuto al minor consumo di alcol che, al contrario della cannabis, tende a far aumentare l’aggressività.

Senza fondamenta anche i timori di un incremento della spesa sanitaria: ricordiamo ancora una volta che, al contrario del legale alcol, per la cannabis non è assimilabile un quantitativo letale.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere i benefici che la legalizzazione porterebbe in campo industriale ed agricolo: chi attualmente coltiva canapa certificata senza THC, è comunque soggetto a regole ben diverse da quelle a cui ci si deve attenere volendo coltivare un altro qualsiasi vegetale. Questo si trasforma in un limite, sia per i produttori che rinunciano spesso a questo tipo di coltura, sia a chi vorrebbe lavorarne i derivati, perché non riesce ad avere quella certezza produttiva necessaria per creare industria. Inoltre dobbiamo valutare le grandi difficoltà che si hanno in Italia per reperire e trasportare alcuni derivati della pianta che, in altri paesi, rendono già moltissimo (es: infiorescenze ad alto contenuto di CBD per la produzione di olio ad uso terapeutico).

Mi fermo qui evitando volutamente tutti gli aspetti “terapeutici”, ma rimango dell’idea che dovremmo imitare quegli Stati che stanno investendo nella ricerca e nella standardizzazione di varietà specifiche che si sono rivelate efficaci nella terapia palliativa del dolore, contro patologie neurologiche e oncologiche, come lenitivo degli effetti collaterali delle chemio e radio-terapie, contro il glaucoma, l’epilessia e altre patologie neurologiche, la Sclerosi Multipla, alcune patologie psichiatriche, lo stress post-traumatico, l’emicrania, la depressione, traumi cerebrali / Ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali quali morbo di Crohn e colite ulcerosa, l’astenia, l’anoressia e il vomito anche gravi, la sindrome bipolare e quella di Tourette, la spasticità muscolare, il prurito irrefrenabile, l’artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie autoimmuni croniche, l’asma bronchiale, malattie neurodegenerative quali morbo di Alzheimer, Còrea di Huntington e morbo di Parkinson, patologie cardiovascolari, sindromi da astinenza nelle dipendenze da sostanze e la Sindrome di Immunodeficienza Acquisita (Aids).

Per quel che riguarda l’aspetto sociale, è indiscutibile l’ingiustizia perpetuata vietando ad un maggiorenne di consumare una sostanza meno lesiva di alcol e tabacco. La libertà personale, se non lede nessuno, non può e non deve essere ostacolata in nessun modo. Chi, per culto, pregiudizio, ideali, ecc.; sostenendo il proibizionismo crede davvero di far del bene al prossimo, farebbe bene ad impegnarsi nella lotta contro il consumo di cibi ormai riconosciuti dannosi per la nostra salute e largamente somministrati anche ai bambini; e contro il consumo da parte dei minorenni di tabacco, già illegale, ma accettato dalla nostra società. Dovrebbe impegnarsi in programmi per risolvere problemi di obesità, oggi causa di patologie e morte anche tra persone giovanissime. Dovrebbero imporsi per cancellare il gioco d’azzardo che non porta alcun beneficio alla popolazione, nonostante qualcuno sostenga che, i soldi ricavati dalla tassazione delle puntate, siano una risorsa per il nostro Paese. In realtà, se limitassimo il “piacere delle scommessa” a due o tre giochi legati magari a pronostici sportivi e non solo alla sorte e alla fortuna, un immenso quantitativo di denaro rimarrebbe nelle tasche di poveri disperati che sperano invano di poter cambiare vita con un “gratta e vinci” o schiacciando il bottone di una “slot”.

Se poi vogliamo davvero impegnarci a “salvare il mondo”, invece che demonizzare la cannabis certa gente dovrebbe impegnarsi a lottare contro l’inquinamento e la deforestazione. …ma questi sono discorsi che vanno ben oltre il tema dell’articolo.

In conclusione, concedere la libertà di aspirare il fumo dato dalla combustione del fiore della canapa e regolamentarne il suo consumo limitandolo ai maggiorenni, sarebbe sicuramente un vantaggio per tutti.

Spero che questo 2015 sia l’anno buono per aprir gli occhi a chi si è lasciato abbindolare da truffatori che hanno ben altri interessi rispetto alla conclamata battaglia per il bene della società, contro il vizio e la perdizione.

Il proibizionismo è sempre stato economicamente, socialmente e umanamente lesivo: lo era quando vietava l’alcol, lo è adesso che vieta la cannabis, la Storia insegna, ma solo alle persone intelligenti ed evidentemente molti dei nostri rappresentanti politici non lo sono.

Buon 2015 a tutti.

Giuseppe Nicosia – ASCIA