Organizzare una Fiera della Canapa lo scorso anno, è stata sicuramente un’intuizione vincente e la seconda edizione di quest’anno ha confermato che quell’intuizione è diventata una realtà indispensabile per il contributo che viene dato alla visibilità dell’impiego della canapa in molteplici settori e per le opportunità che concede alle organizzazioni che si battono per legalizzarne l’uso.

Un prezioso servizio reso alle associazioni che si battono per un libero uso medico-terapeutico o ludico-ricreativo, ma da più parti si iniziano a levare voci contro questo termine e ai parlamentari presenti al dibattito è stato fatto notare come la cannabis sia terapeutica a prescindere e che al massimo la distinzione potrebbe esser fatta tra cannabis medica per le patologie invalidanti e cannabis terapeutica per tutti coloro che la prendono invece per dover sopportare la follia di questo mondo e le regole che genera.

Ma su questo concetto dovremo aprire un dibattito culturale di cui è già ipotizzabile la complessità, visto il carattere ideologico che ha fino ad ora caratterizzato il confronto sulla cannabis e sui suoi consumatori, un dibattito che speriamo decolli presto con le proposte di legge in stand-by alla Camera e che deve arrivare ad un unico ed esclusivo obiettivo: la regolamentazione della coltivazione domestica, grazie alla quale ogni cittadino potrà autoprodursi la sostanza da impiegare per lo scopo prefissato, medico, terapeutico-ricreativo o spirituale che sia.

Passiamo quindi a darvi un sintetico resoconto di quanto è accaduto in Fiera:

Dibattito politico

Purtroppo l’on. Farina è rimasto imbottigliato in autostrada a seguito di un incidente e non ha potuto partecipare di persona. Ha comunque inviato un messaggio, rammaricandosi dell’inconveniente ed assicurando comunque il suo massimo impegno affinché si arrivi ad ottenere risultati concreti in accordo tra le opposizioni, un invito esplicito al M5S per unire le forze in modo definitivo e coerente.

Sono intervenuti invece il sen. Airola (che con la sua seconda presenza è ormai considerato il padrino istituzionale della Fiera) e l’on. Ferraresi, firmatario della proposta di legge del M5S che, avendo superato l’esame del web con le opportune variazioni e cancellazioni condivise dai cittadini e dalle Associazioni, verrà depositata nei prossimi giorni in Commissione Giustizia per inserirsi nell’iter parlamentare della proposta Farina. Va sottolineato che la tanto discussa proposta di tassazione della coltivazione domestica e stata definitivamente tolta dal testo di legge come auspicato anche dalla nostra Associazione.

Sia il messaggio di Farina che le parole di Airola e Ferraresi hanno palesemente evidenziato la difficoltà del percorso che abbiamo ancora davanti e non è stato difficile individuare questa difficoltà nella poca coerenza che i parlamentari del PD hanno sul tema cannabis e che hanno dimostrato anche recentemente in occasione del dibattito sul DL Lorenzin.

Ma uno spiraglio di speranza c’è ancora, al dibattito era stato invitato anche l’on. Civati, firmatario della proposta di legge del PD, che non essendo potuto intervenire a causa di altri impegni, ha comunque delegato un membro del suo staff per prendere notizie ed informazioni. Ci siamo intrattenuti lungamente quindi con il delegato di Civati, al quale abbiamo di nuovo spiegato le problematiche e illustrato le rivendicazioni dei consumatori.

Un contatto che riteniamo prezioso per misurare la serietà di alcuni parlamentari del PD e a tal pro, inviteremo l’on. Farina, l’on. Ferraresi e l’on. Civati a sedersi intorno ad un tavolo insieme a noi e vedere tutti insieme di trovare quel minimo comune denominatore sul quale far convergere le forze per ottenere il massimo del consenso sulla regolamentazione della coltivazione domestica.

Azione ed interazione

A parte il dibattito, che ha comunque consolidato il rapporto collaborativo di ASCIA con i parlamentari firmatari di proposte di legge sulla regolamentazione, sono stati anche tre giorni di continui e talvolta estenuanti confronti tra le varie associazioni, le testate editoriali e i titolari di Grow Shops, per cercare di stabilire nuove strategie di lotta e rigenerare il fronte antiproibizionista conformando la comunicazione e l’organizzazione ai nuovi obiettivi da raggiungere.

Mentre lo scorso anno ci si arrovellava il cervello per trovare il modo di mettere in discussione la Fini-Giovanardi, ora che l’infame legge è stata abolita, il nuovo ed impellente obiettivo diventa la regolamentazione della coltivazione domestica attraverso una legge che tuteli i consumatori.
Per questo ASCIA e Progetto FreeWeed hanno convenuto di unire gli sforzi organizzativi e programmatici per esercitare maggior pressione verso il mondo politico e acquisire maggior visibilità mediatica sulla cannabis, le sue proprietà e i suoi consumatori.
Seguirà a giorni un comunicato congiunto delle due Associazioni.

Di Fiera in Fiera

Indica Sativa Trade ha dato l’esempio di come sia possibile parlare di demoni dentro la chiesa senza che per questo si venga messi al rogo, un esempio che è sicuramente servito ad altri coraggiosi esploratori di questo mondo ancora sconosciuto nel nostro Paese e che permetterà alla Canapa di mostrarsi in Fiera ancora nei prossimi mesi:

Napoli – Canapa in Mostra – 31 ottobre/1-2 Novembre <http://canapainmostra.it/>

Roma – Canapa Mundi – 20-21-22 Febbraio 2015 – http://www.dolcevitaonline.it/canapa-mundi-luniverso-della-cannabis-sbarca-a-roma-con-una-fiera-a-febbraio/

Concludiamo con un dovuto ringraziamento agli organizzatori di Indica Sativa Trade per la loro impagabile passione, per l’amichevole accoglienza e per lo spirito collaborativo che avevamo già apprezzato lo scorso anno.
Grazie ragazzi, alla prossima!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

E’ stata abolita la Fini-Giovanardi, il parlamento ha varato il DL Lorenzin (dove tra le numerose contraddizioni almeno per la cannabis è stata strutturata una tabella ad hoc) e la Corte di Cassazione si è espressa sul ricalcolo delle pene, ma continuiamo a rimanere confusi per come procedono le cose e con una consistente quantità di quesiti in testa che ancora rimangono senza risposte soddisfacenti.

Siamo ormai abituati a vedere i nostri politici lottare con le unghie e coi denti per difendere l’indifendibile e sicuramente sia il nostro Giovanardi che la ministra Lorenzin, nell’arte di dire tutto e il contrario di tutto pur di mantenere un ruolo chiave nella tematica stupefacenti secondo la loro visione, sono indubbiamente dei campioni insuperabili.

Ne abbiamo viste di tutti i colori: dal tentativo di reinserire la cannabis tra le sostanze pesanti (pericolo non cessato), fino alla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale con i parametri di condanna presi dalla Fini-Giovanardi e molto ancora dovremo vederne prima che riesca a passare una legge a tutela dei consumatori e della società tutta.

Ma a parte tutte le questioni tecniche relative a pene e tabelle, sulle quali logica e buonsenso non incidono, vogliamo soffermarci un attimo sulle argomentazioni sistematicamente trattate dai proibizionisti e da Giovanardi in primis, che ancora permettono a costoro di avere credito e millantare la verità rigirando in continuazione la frittata.

Sono tre le questioni in ballo di prioritaria importanza e sulle quali il fronte proibizionista riesce sempre a far breccia in gran parte dell’opinione pubblica grazie all’ignoranza e alla confusione, tre argomenti che qualsiasi persona dotata di buonsenso e coerenza potrebbe controbattere facilmente:

- Il problema dell’uso per gli adolescenti
Stiamo parlando di regolamentazione per la popolazione adulta, per gli adolescenti varranno le stesse norme limitative contemplate per l’alcol e il tabacco

- Il presupposto tasso elevato nelle nuove qualità di cannabis
Attraverso la regolamentazione si potrebbero acquistare semi con percentuali di THC ben indicate e sicuramente lontane dal famoso 60% di Serpelloni

- Gli incidenti stradali causati dal suo uso
Omettendo che in larga misura gli incidenti sono provocati da un mix dove l’alcol è sicuramente l’elemento di maggior destabilizzazione e che il test retroattivo determina solo l’uso pregresso e non l’effetto in atto.

Risposte semplici, ma che fino ad ora non abbiamo mai sentito, né nei dibattiti parlamentari né nei talk shows e di questo ci meravigliamo, come ci continuiamo a meravigliare quando viene affermato che in Italia il consumo è depenalizzato e quindi si suppone sia “lecito” procurarsi marijuana, senza che ci sia qualcuno a controbattere: “…ma dove se non dalla Camorra?”

Sarebbe ora, secondo noi, che sia il dibattito parlamentare che le notizie diffuse attraverso i media, vengano orientati per risolvere il problema obiettando con la logica all’ideologia proibizionista, ma fino a che anche dalla parte di chi lotta per la legalizzazione ci sarà la tendenza a controbattere a suon di codicilli e comma o esaltando inutilmente sterili slogan, dal pantano sarà difficile muoversi!

Sabato 21 giugno all’interno di Indica Sativa Trade si svolgerà un dibattito con i parlamentari 5 Stelle e SEL proprio per capire a che punto siamo con le varie proposte di legge presentate nei due rami del parlamento e a loro porremo la più semplice delle domande: ma quanto ci vorrà ancora per sconfiggere l’idiozia proibizionista?

Vi aggiorneremo al ritorno dalla Fiera, cogliendo intanto l’occasione per invitare tutti quelli di voi che verranno a Fermo a visitare il nostro stand.

Giancarlo Cecconi – ASCIA

E’ passato un anno, molto intenso e combattuto, ma che possiamo felicemente sintetizzare con l’aggiornamento fatto sui nostri siti: fino a pochi mesi fa comparivano in bella mostra un logo e un banner, il logo, riproposto su molte home page di siti antiproibizionisti diceva “questo sito sostiene la battaglia contro la Fini-Giovanardi” e il banner invitava a firmare per chiedere le dimissioni di Giovanni Serpelloni quale capo del DPA, rimossi tutti e due, il primo a febbraio e il secondo ad aprile.

Quindi, anche se rimaniamo scontenti per come stanno procedendo le cose per arrivare ad una regolamentazione della coltivazione domestica, non possiamo non essere soddisfatti per alcuni importanti passi che sono stati fatti per sorpassare quella visione oscurantista, che per molti anni ci ha visto colpevoli di crimini inventati a tavolino, che non sono del tutto scomparsi, ma almeno di molto ridimensionati.

Ma ancora tanto c’è da fare: sostenere le proposte di legge depositate alla Camera e al Senato, continuare l’opera di informazione e sensibilizzazione che ASCIA ormai sta praticando quotidianamente da 4 anni, difenderci dai test retroattivi alla guida e sul posto di lavoro e molto altro ancora.

Di questo parleremo con politici e avvocati alla seconda edizione della Indica Sativa Trade, a Fermo dal 20 al 22 giugno, e nel nostro stand saremo lieti di incontrare soci e sostenitori.

Lanciamo un appello a tutti coloro che vogliono sostenerci per le spese di allestimento e presenza, invitandovi a effettuare un versamento cliccando QUI

Grazie per quello che vorrete fare …ADELANTE …INSIEME!

Direttivo ASCIA
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Di seguito un po’ di news e la bozza di programma:

21 Giugno – Big reggae night a IndicaSativa Trade!
Il concerto dei Sud Sound System (nuovo disco esce il prossimo 10 giugno) è il sabato sera nel piazzale interno della fiera. Unica data Marche

Hemp library. A tutti gli autori di libri sulla canapa IndicaSativa Trade offre uno spazio espositivo gratuito. Per informazioni contattare l’organizzazione ai recapiti riportati sul sito.

Abbonamento fiera&concerto. A 15 euro abbonamento che da diritto all’ingresso illimitato alla fiera nei tre giorni e al concerto dei Sud Sound System.

Il concerto dei Sud a 10 euro anziché 13. L’ingresso per la giornata di sabato alla fiera costa 10 euro e comprende anche l’ingresso al concerto dei Sud Sound System. Attenzione però, il botteghino della fiera chiude alle 20. Dopo di che alle 21 apre il botteghino del concerto e il ticket d’ingresso costerà 13 euro.

Indica Sativa By Bus. Viaggio andata e ritorno dalle principali città italiane comprensivo di ingresso fiera e concerto . Per informazioni consultare il sito della fiera.

Bozza di programma:

Venerdi 20 giugno
Ore 11,00 – Apertura salone espositivo
Ore 11,30 -  Sfilata abiti in canapa
Ore 15,00 – Sala conferenze: Convegno: “la filiera della canapa italiana: dal seme alla bioedilizia”
Partecipano:
Pietro Paolo Crocetta, società agricola eletta srl. “eletta campana: il ritorno della canapa italiana”
Laura D’Andrea, CRA Bari. “la coltivazione della canapa in ambiente caldo-arido”
Cesare Quaglia, Assocanapa. “l’opportunità della canapa: la filiera nazionale”
Valerio Zucchini, Consulente e costruttore macchine agricole. “macchine per la raccolta e impianti per la prima lavorazione”
Olver Zaccanti, ANAB Esperto ArchitetturaNaturale. “coltiva la tua casa: usi della canapa in edilizia”
Gilberto Barcella, Equilibrium. “natural beton: neoedilizia a base di canapulo e calce”
Leo Pedone, Pedone Working. “Case di  luce, il più grande cantiere di canapa in Europa”
conclude l’Onorevole Luciano Agostini (PD) esperto politiche agricole
Ore 18,00 – Sala conferenze: Trasmissione su maxi schermo della partita Italia – ………………
Ore 20,30 – Chiusura salone espositivo

Sabato 21 giugno
Ore 11,00 – Apertura salone espositivo
Ore 11,30 – Sala conferenze: Videoproiezioni
Ore 12,00 – Area bar: Dj time
Ore 15,00 -  Sala conferenze: Dibattito: “quale legge dopo la Fini-Giovanardi”
Partecipano:
Senatore Alberto Airola M5S
Onorevole Daniele Farina SEL
Onorevole Vittorio Ferraresi M5S
Nando Popu Voce Sud Sound System
Altri ospiti in via di definizione
Ore 18,00 – Area bar: Dj time
Ore 21,00 – Chiusura salone espositivo – Apertura area concerti
Ore 22,00 – Dj set
Ore 23,00 – Sud Sound System in concerto

Domenica 22 giungo
Ore 11,00 – Apertura salone espositivo
Ore 11,30 – Sala conferenze : Conferenza del Dottor Mariano Gracia De Palau (Spagna) – Sistema endocannabinoide e fitocannabinoidi, prospettive dell’uso terapeutico
Ore 12,00 – Area bar: Dj time
Ore 16,30 – Area bar: Premiazione contest “miglior stand” e “miglior prodotto novità”
Ore 20,00 – Chiusura salone espositivo

Una nuova grande vittoria è giunta con la decisione di ieri della Corte di Cassazione: sarà ricalcolata per migliaia di detenuti, la pena inflitta con la Fini-Giovanardi riguardante lo ‘spaccio’ di Cannabis (che molto spesso riguardava in realtà detenzione o coltivazione a scopo personale), e di questo beneficio potranno beneficiarne anche i giudicati recidivi.

E dato che con la disgustosa pratica del patteggiamento, molti semplici consumatori hanno dovuto ammettere un crimine mai commesso ed oltretutto duramente punito, ora si apre la possibilità per migliaia di persone in carcere e per decine di migliaia fuori dal carcere, ma in attesa di giudizio, di chiedere il ricalcolo della pena con i nuovi parametri.

La cannabis, cosa ancor più grave, era contenuta nella Tabella I, quindi parificata come trattamento penale alle droghe pesanti, le condanne relative allo spaccio, o presunto tale, comminate , prevedeva una pena da 6 a 20 anni,contro i 6 anni massimi previsti dalla Iervolino-Vassalli, che di fatto è rimasta in vigore per tutto il periodo, vista la dichiarata incostituzionalità.

Considerando che la Fini-Giovanardi è stata abrogata perché incostituzionale, si aspettava da tempo di sapere il ‘trattamento’ che sarebbe stato riservato a coloro che la condanna l’avevano già subita, sia scontando la pena in carcere sia con altre modalità. Questo perché, totalmente invalida dal quando entrò in vigore, ha prodotto condanne che sarebbero da considerarsi nulle , visto che il trattamento sanzionatorio dovrebbe essere rideterminato in base alla normativa precedente , la Jervolino – Vassalli

Coloro che sono stati condannati in via definitiva con la Fini-Giovanardi, potranno quindi chiedere ed ottenere una rideterminazione della pena, in quanto la normativa precedente non distingueva tra Cannabis e droghe pesanti, ed avranno benefici, anche chi giudicato recidivo per spaccio di lieve entità, per l’incostituzionalità della norma, abrogata dalla Consulta nel 2012, che vietava la concessione di attenuanti.

Secondo Giuseppe Maria Berruti, direttore del massimario della Cassazione, la pronuncia: “….mette l’Italia al passo con la giurisprudenza di Strasburgo e, insieme alle due sentenze della Consulta, ci mettono più “in regola” con la Carta di Diritti dell’Uomo”

In attesa delle motivazioni della sentenza, e di specifiche delucidazioni in merito agli effetti che crea questa pronuncia della Cassazione , invitiamo tutti coloro che necessitano di consulenza o assistenza a mettersi in contatto con i nostri legali, i cui banners trovate nella colonna di destra.

Direttivo ASCIA

Martedì 13 maggio approderà in Senato il DL Lorenzin per l’approvazione finale (dalle 16,30 sul canale web del Senato, sul canale SKY 525 o su http://radioradicale.tv/senato-diretta).

Rivolgiamo ai senatori del PD lo stesso appello rivolto ai loro colleghi deputati e vi invitiamo a partecipare alla MAILBOMBING indicata di seguito all’appello.


APPELLO AI SENATORI PD

A seguito dell’OdG presentato dalla senatrice Bianconi che mira al ritorno della cannabis tra le sostanze stupefacenti catalogate in tabella I e la nomina del sen. Giovanardi quale relatore in aula (nonostante sia il diretto responsabile dei devastanti effetti che la sua legge, con questa catalogazione, ha provocato per 7 anni ai danni di semplici consumatori), rivolgiamo anche a voi lo stesso appello rivolto ai vostri colleghi deputati in occasione della discussione alla Camera:

Su voi senatori del PD pesa tutta la responsabilità della scelta tra il buon senso e la salvaguardia degli equilibri politici, tra il sopportare l’anacronismo di Giovanardi e il voler adeguarsi al passo delle trasformazioni in atto a livello globale e ci auguriamo vogliate agire in nome della volontà popolare e non per continuare a tollerare i ricatti del NCD ogni volta si parli di temi legati ai diritti civili.


INVITIAMO TUTTI I NOSTRI SOCI, SOSTENITORI E UTENTI A PARTECIPARE ALLA SEGUENTE MAILBOMBING E A DARLE LA MASSIMA VISIBILITA’ E PROMOZIONE ATTRAVERSO TUTTI I VOSTRI CONTATTI SUI SOCIAL NETWORKS

Oggetto: Decreto Lorenzin

Testo:
Eg. Sen. Luigi Zanda, su Lei e i suoi colleghi di Partito pesa tutta la responsabilità della scelta tra il buon senso e la salvaguardia degli equilibri politici, tra il sopportare l’anacronismo di Giovanardi e il voler adeguarsi al passo delle trasformazioni in atto a livello globale e ci auguriamo vogliate agire in nome della volontà popolare e non per continuare a tollerare i ricatti del NCD ogni volta si parli di temi legati ai diritti civili.

Da inviare a: luigi.zanda@senato.it

E’ iniziato martedì al Senato, con le Commissioni Giustizia e Sanità riunite, il dibattito sul DL Lorenzin che dovrebbe essere approvato entro il 20 maggio, ma come apprendiamo dal sen. Airola, intervistato da Articolo 73 <http://www.articolo73.it/airola-m5s-quella-di-giovanardi-e-una-provocazione-daremo-battaglia-734.html>, c’è stata solo una breve introduzione sul tema e oggi, giovedì 8 maggio, il dibattito riprenderà per arrivare al voto finale per presentare il DL in aula.

A parte le solite prevedibili cazzate sparate da Gasparri (& soci), con la sua ossessione patologica per la cannabis: “..perché tutte le droghe creano dipendenza, anche la cannabis, chiediamo che prodotti di questa natura vengono inseriti nella tabella uno”, due elementi balzano subito agli occhi: se il Governo, come è certo, chiederà la fiducia anche al Senato, il lavoro della Commissione è stato assolutamente inutile, come lo sarà la battaglia che i senatori 5 Stelle, quelli di SEL e speriamo anche Manconi, vorranno portare in parlamento, ma quello che stupisce ed indigna è la nomina di Giovanardi a relatore, che è come dire alla volpe di parlare di pollai!

Giovanardi relatore al decreto droghe rappresenta infatti  il ‘colmo dei colmi’ all’italiana, colui che fu artefice della porcata insieme a Fini, viene richiamato ‘in servizio’ proprio  in relazione alla discussione in Senato, sul  decreto Lorenzin, nato per rimediare  all’incostituzionalità della legge che portava il suo nome. Dal danno alla beffa!.

Dichiarazioni contro tale nomina, tra l’ironia e la critica feroce, sono arrivate da tutta la società civile, e dalle associazioni che da tempo di battono contro il proibizionismo anti-scientifico di Giovananrdi & Serpelloni:

Patrizio Gonnella, presidente di Antigone che ha dichiarato: “Mettere Carlo Giovanardi quale relatore del decreto sulle droghe alla Camera dei Deputati è come mettere Dracula all’Avis. Una nomina che è tragica e comica allo stesso tempo…” www.osservatorioantigone.it

Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale delle Comunita’ di Accoglienza (Cnca)  ”Siamo stupefatti, Al principale responsabile del fallimento italiano nel campo delle droghe – l’autore di una legge che e’ stata dichiarata incostituzionale dalla Consulta e che ha solo riempito le carceri, l’ispiratore tramite il Dipartimento politiche antidroga del blocco del sistema dei servizi per le tossicodipendenze viene ora affidato un ruolo cruciale nella revisione della legge che porta il suo nome. Una nomina spudorata che desta una fortissima preoccupazione.”

Forum droghe e Fuoriluogo, come abbiamo avuto modo di pubblicare nell’articolo di ieri, ha invece lanciato un digiuno, contro la nomina di Giovanardi, “La decisione di conferire a Carlo Giovanardi l’incarico di relatore sul provvedimento di conversione in legge del decreto Lorenzin sulle droghe è l’ultima stupefacente provocazione.”,

Ed anche l’attore Alessandro Gassman non si è sottratto ad una battuta: “Mettere Giovanardi a decidere sulla legge sulle droghe, come mettere un allergico ai latticini all’assaggio mozzarelle. Buongiorno Presidente… ma Giovanardi alla legge sulle droghe?…ma veramente?! Ahahahahahahahahahah.. Scherzano

Evitiamo qualsiasi commento sul proseguo della farsa parlamentare, ma ancora a proposito di Giovanardi, pubblichiamo le dichiarazioni di Manconi che inquadrano perfettamente l’anacronismo del senatore ultraproibizionista e il senso di solitudine politica che, insieme al suo collega cofirmatario di legge incostituzionale Gianfranco Fini, è ormai costretto a subire.

Direttivo ASCIA


Di Luigi Manconi – fonte: <http://www.senatoripd.it/doc/5931/manconi-il-cerchio-si-chiude.htm>

Giovanardi somiglia tanto ai Circoncellioni dell’Africa settentrionale (ma in burnout) Bisogna comprenderlo. Carlo Giovanardí è un uomo provato e sotto stress, desolatamente solo, visibilmente infelice e affetto da una bizzarra ossessione nei miei confronti (sono vanitoso, ma mi si fa troppo onore). Spero che possa incontrare presto un anziano prevosto, una sollecita perpetua, un antico compagno dí giochi o un ex parlamentare facondo che gli tenga compagnia e gli voglia un pò di bene (vi garantisco: lo merita). In queste ore, la sua frustrazione è acuita dallo stato di isolamento in cui si è trovato dopo aver entusiasticamente approvato gli osceni applausi tributati dal congresso del Sap ai poliziotti responsabili della morte di Federico Aldrovandi. Francamente: se ti molla anche il presidente del tuo partito (e ministro dell’Interno), il capo della polizia e buona parte degli stessi sindacati della pubblica sicurezza, la sola compagnia dì Mario Borghezio può risultare certo spassosa, ma non abbastanza gratificante. Al di là di questo, è ormai evidente che esiste un vero e proprio “caso Giovanardi”.
Decifrarlo non è semplicissimo, ma può aiutare la lettura di un buon manuale di psicologia sociale. Vi si troverà descritta la “sindrome di dipendenza secondaria” o “laterale” (o, per alcuni studiosi australiani, “sublimata”). E` una delle manifestazioni collaterali, meno conosciuta e meno indagata, di quella condizione ben nota che è il burnout: ovvero l’esito patologico di uno stato di stress che può colpire gli operatori che svolgono attività di cura o di aiuto.
Qui interessa, esclusivamente, quella sindrome di dipendenza secondaria che della condizione di burnout costituisce un`ulteriore variabile: e che affligge coloro che, senza svolgere direttamente un lavoro a contatto – per esempio – con i tossicomani, possono risultare condizionati ossessivamente dalla questione-droga, dal discorso intorno a essa, dall`introiezione nella sfera mentale e psicologica dei suoi effetti. Così che anche, quaciti non fanno personalmente uso di sostanze stupefacenti (com’è il caso di Giovanardi (ci giurerei) possono risultare “dipendenti” da quelle stesse sostanze. E` quanto suggerisce l`atteggiamento complessivo del senatore del Nuovo Centrodestra, sia quando tratta il tema delle droghe, sia quando affronta altre questioni che, comunque, sempre lì sembrano destinate a precipitare. Insomma, Giovanardi è quello che “Federico Aldrovandi è morto di infarto”. Questa sua postura di torva intolleranza è confermata, sul piano storico-teologico, dall`impressionante somiglianza con i Circoncellioni dell`Africa settentrionale. Ovvero una comunità di seguaci dell`eresia donatista (da Donato delle Capanne Nere) che, intorno al Trecento dopo Cristo, mossi da un intransigentismo furioso e feroce, si diedero alla lotta violenta contro le altre comunità cristiane, sospettate a loro volta di eresia. I Circoncellioni non usavano le lame (memori dell`invito evangelico a “riporre la spada nel fodero”), ma armi improprie altrettanto letali, e ne combinavano di tutti i colori. A opporsi loro fu in particolare sant`Agostino, proprio in ragione del fatto che l`eresia donatista negasse la sublime virtù cristiana della misericordia (ancora Giovanardi su Stefano Cucchi: “tossicodipendente anoressico epilettico larva zombie”).
Giovanardi, quando nel concionare si trova in debito di ossigeno e di sintassi, mi rimprovera di essere stato “capo del servizio d`ordine di Lotta Continua”. Brillantissimo argomento, come ognuno può vedere: anche se il fatto risale a quarantadue anni fa e ha perso – se così si può dire – la fragranza dell`attualità. Sarebbe come se, per contestare il bel saggio di Giuliano Ferrara su Papa Francesco, si ricorresse a quel famoso episodio dei “bastoni contro l`estremismo di sinistra”, risalente alla Torino della metà degli anni Settanta. In margine si può notare che quello di Giovanardi è il medesimo argomento utilizzato contro di me, con solerzia biliosa, da Marco Travaglio. Non stupisce. Non a caso Daniela Santanchè ha affermato che “a parte l`odio per Berlusconi, Travaglio è uno di noi: culturalmente e intellettualmente è uno dei nostri”. Come direbbe lo stesso Travaglio, il cerchio si chiude. Ps. In ogni caso, se può interessare, sono disposto in qualsiasi momento a sottopormi, contemporaneamente a Giovanardi, a un approfondito controllo antidoping: analisi del capello compresa.

Luigi Manconi

Occupandoci di antiproibizionismo, ci capita anche di trattare argomenti di carattere politico e sociale e spesso ci troviamo in discordanza con l’operato delle forze dell’ordine, chiamate a far rispettare leggi senza senso, come è successo per la finigiovanardi, dove abbiamo visto per anni uomini in divisa perseguitare cittadini colpevoli solo di avere uno stile di vita ufficialmente illegale, ma che non ledeva e non lede nessuno, se non l’interesse di alcune “lobbies”.

Passati i festeggiamenti per il primo maggio, si legge di cariche della polizia contro manifestanti pacifici a Torino e che sia diventato pericoloso manifestare il proprio malcontento per una situazione economico-sociale disastrosa, è purtroppo ormai un dato di fatto. Ciò che comunque sconvolge è il comportamento degli agenti delle Forze dell’Ordine, persone che sembrano davvero vivere in un altro Paese, gente che probabilmente neanche conosce il motivo per il quale il manifestante scende in piazza, ma si preoccupa solo di far rispettare l’ordine pubblico voluto dallo Stato, che in questo caso non è più rappresentante del cittadino, ma semplicemente il Potere che, attraverso percosse, fucili e manganelli, sottomette il popolo e su questo sembra che la Storia non cambi mai e che i tutori dell’Ordine non possano far altro che difendere gli indefendibili!

E a tal proposito esprimo la mia solidarietà nei confronti di tutti i cittadini che, pretendendo una libertà dovuta, si impegnano per far rispettare la scelta popolare, il volere della collettività contro l’interesse del Governo e dei suoi sostenitori.

Noi, estimatori della canapa, sappiamo bene quanto sia vera la persecuzione nei confronti di chi non vuol stare al loro gioco. Continuiamo a ripetere che siamo stanchi di questa imposizione a condurre uno stile di vita diverso da quello che abbiamo scelto e ci rifiutiamo di rispettare l’obbligo di abbandonare l’uso di questa pianta per scopi cosidetti “ricreativi”, ma proprio per questa nostra tenacia non possiamo far altro (per ora) che subire ingiustamente (ancora) una stupida ed inutile persecuzione.

Per fare un esempio pratico vi racconto cosa mi è successo alla scorsa “festa del lavoro”: invitati a Palermo, Sicilcanapa ha montato uno stand per pubblicizzare e vendere i propri prodotti in una delle tante feste organizzate per il 1 maggio.

Per gli effetti benefici, per quelli terapeutici, o semplicemente perché sono buoni, sempre più persone si interessano ai semi di canapa; che ancora molti non conoscono come alimento.

Per pubblicizzare i nostri prodotti, indossando una maglietta con su scritto “SICILCANAPA”, andavo in giro con un sacchetto di semi di canapa da far assaggiare. Ho parlato con diversi ragazzi, molti i cultori della cannabis e pochi invece quelli che conoscevano i valori nutrizionali del seme di canapa.

Mentre spiegavo ad un gruppetto di giovani cosa si ricava da questa straordinaria pianta, sono stato affiancato da tre uomini incuriositi dal mio distribuire.

I tre, con fare disinvolto, mi hanno accerchiato e, dopo avermi preso a braccetto con forza, mi hanno imposto di seguirli. Ho chiesto spiegazioni, dato che nessuno di loro si era presentato. Solo quando ho minacciato di reagire, mi è stato mostrato un “tesserino di riconoscimento”.

Ho cercato di spiegargli che la vendita del seme di canapa è assolutamente legale, ma l’unica risposta ricevuta è stata che avrei spiegato tutto in caserma.

Ho chiesto di poter avvisare chi mi aspettava allo stand, ma non mi hanno permesso di chiamare col cellulare, ne’ tantomeno passare dal gazebo.

Una volta giunti nel parcheggio, sono stato sollecitato ad andare dietro un furgone dove non ci avrebbe visto nessuno. Mi sono rifiutato e, quando mi hanno chiesto il motivo, ho sinceramente detto che temevo possibili violenze. Mi hanno riso in faccia, cercando di “convincermi”. Ho detto loro che i vari casi Bianzino, Uva, Cucchi, Aldrovandi, erano delle certezze più significative del loro “non preoccuparti” o “è per discrezione” e inoltre, fin dall’inizio, il loro comportamento non era stato certo rassicurante.

Alla fine, data la mia ostinazione, sono stato perquisito senza andare dietro il furgone: mi hanno frugato nelle tasche, fatto aprire i pantaloni, togliere le scarpe e le calze. Nel frattempo, uno di loro ha controllato, suppongo tramite internet, la libera vendita dei semi di canapa per scopo alimentare.

Per convincerli ho iniziato a mangiare i semi che, finalmente, mi avevano restituito. Ho spiegato loro gli effetti benefici sull’organismo, come la capacità di far abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi. Tutto inutile: non hanno assaggiato neppure un seme, continuando a guardarmi come un tossico.

Dopo circa 1 ora (il tempo di perquisirmi, controllare le generalità, farmi mille domande e mettere per iscritto il loro operato), mi hanno consegnato il verbale. In breve, riporto il sunto del testo: “L’anno 2014, addì 1, del mese di maggio, alle ore 15:15, in ., noi sottoscritti Ufficiali ed Agenti….., effettivi al comando in intestazione, diamo atto a chi di competenza che in data e luogo di cui sopra, nel corso di operazioni di polizia, abbiamo proceduto alla identificazione della persona in oggetto indicata, ritenendo che l’atteggiamento della suddetta, in relazione alle circostanze di luogo e di tempo in cui sopra, non appariva giustificabile e ritenendo altresì ricorrere il caso eccezionale di necessità e urgenza che non consentiva un tempestivo provvedimento della A.G., abbiamo proceduto a norma dell’articolo indicato in epigrafe, nell’immediata perquisizione personale sul posto al solo fine di accertare l’eventuale possesso di oggetti e sostanze vietate dalla legge. … Esito negativo”.

Dato che prima di firmare, ho voluto leggere tutto il foglio, mi è stato chiesto perché continuavo a non fidarmi. Ho risposto che non sono solo io ad aver perso fiducia nei confronti di chi indossa una divisa, ma moltissimi cittadini. Uno di loro, ascoltando le mie parole, ha affermando che è giusto che i cittadini onesti abbiano sia fiducia che timore della “divisa”.

A quel punto ho capito qual’è il problema di alcuni appartenenti alle FF.OO.: qualche agente pensa di essere una forza “divina”, col potere di punire chi, nel suo pensiero o secondo l’ordine ricevuto, ha violato la legge. Nessuno di loro si pone il problema di verificare se la legge che vogliono imporci sia giusta o sbagliata. Non si preoccupano di capire se, quello visto come un reato, lo sia davvero. Non si preoccupano di violare la legge, come se le loro azioni siano sempre e comunque giustificabili.

Se essere fermati per un controllo è normale, non lo è l’essere trattato in un certo modo: bastava chiedermi cosa stavo distribuendo, magari guardando la busta dove erano contenuti i semi, con tanto di descrizione del prodotto, numero di lotto e scadenza. Invece di perdere tempo con me, o perseguitando maggiorenni che portano al parco qualche grammo di marijuana da fumare insieme agli amici, perché non controllavano tutti gli stands dove centinaia di minori erano “attaccati” a bidoni pieni di vino o bottiglie piene di vodka-lemon?

Sottolineo che, a parte l’ignoranza dimostrata nei confronti della canapa (per molti è ancora solo “droga”), i Carabinieri hanno svolto il loro compito, senza “torcermi un capello”; anche se con un metodo che io stento a comprendere. Scrivo il racconto di questa vicenda personale, a seguito delle ultime notizie che riguardano Federico Aldrovandi e Riccardo Magherini, anch’essi fermati per un semplice controllo, degenerato in un reato ingiustificabile. A tal proposito, credo che, dopo essere stati soggetti ad un controllo, non bisognerebbe sentirsi “fortunati”, come se si fosse scampato ad un pericolo.

Le forze dell’ordine dovrebbero operare nel rispetto delle persone prima ancora che della legge e dovrebbero garantire la sicurezza pubblica, non fare lo “spaventapasseri del Potere”.

Giuseppe Nicosia – ASCIA

Questo il commento dell’on. Farina, che ha postato su facebook,  dopo che il governo ha posto il voto di fiducia sul DL Lorenzin:

Decreto Lorenzin, droghe e farmaci, il governo chiama la fiducia: sottrae alla Camera dei Deputati e al Paese l’occasione di discutere e conoscere l’inganno che abbiamo attraversato. Fiducia politica che cerca di occultare il disastro della legge Fini-Giovanardi, ancora sostenuta da parte della maggioranza. Però a giudicare da qui manca poco a che le alternative scavino la loro strada tra le macerie di pseudoscienze e dei loro stregoni

Di fatto… lo stesso errore della finigiovanardi… chiedere la fiducia senza necessità d’urgenza… ed equiparare le sostanze (nel caso di spaccio di lieve entità) con pene da 6 mesi a 4 anni!

Quindi, se ora se ti beccano con un tir carico di erba rischi 6 anni al massimo… e con 5 grammi (o forse meno a seconda degli indizi di spaccio) se ne rischiano 4 ed è evidente chi vogliono colpire (visto che la maggior parte dei casi limite, tra piccolo spaccio e detenzione ad uso personale riguarda la lieve entità)!

Si eviterà il carcere (la prima volta)… ma la criminalizzazione rimane la medesima: arresto, sputtanamento sui giornali, processo, denaro per avvocati, multe, patenti sospese, etc, etc, etc…

(Ri)portiamo questa legge alla Consulta per anticostituzionalità (visto che è caduta negli stessi errori con cui venne approvata la finigiovanardi), chiedendo da subito agli avvocati di intervenire in sede processuale sull’assurdità delle pene (cosiddette di lieve entità) che equiparano di nuovo le diverse sostanze!

Il DL lorenzin è in pratica una finigiovanardi bis con pene inferiori per tutti e di nuovo e ancora tutti a rischio processo, perché non vi è alcuna norma che tuteli e differenzi i consumatori dagli spacciatori e regolamenti e chiarisca la coltivazione ad uso personale di canapa!

I soliti favori alle lobbies mafiose e come al solito si incentiva il grande narcotraffico continuando a perseguire i consumatori di cannabis.

Oggi pomeriggio alle 16 continua lo pseudo-dibattito in aula, mercoledì alle 10,45 le dichiarazioni finali e il voto sull’ennesima farsa ai danni di milioni di cittadini, che comunque il 25 maggio sapranno come ripagare chi li prende in giro!

Direttivo ASCIA

Il DL nel dettaglio: http://www.repubblica.it/politica/2014/04/28/news/droga_fiducia_governo_renzi-84707054/?ref=HREC1-14

Oggi alle 17 continuerà il dibattito sulla disciplina delle sostanze stupefacenti e su voi deputati del PD pesa tutta la responsabilità della scelta tra il buon senso e gli equilibri politici.

 

Vi invitiamo a optare per il buon senso, affinché la regolamentazione domestica della cannabis venga posto come problema prioritario sia per legalizzare una abitudine diffusa, che coinvolge circa 5.000.000 di cittadini italiani e sia per contrastare le narcomafie che grazie al proibizionismo incassano proventi astronomici, come sottolineato anche nelle intenzioni delle proposte di legge presentate dai vostri colleghi di partito Gozi, Giachetti e Civati alla Camera e Manconi al Senato.

Abbiamo assistito ieri sera all’ennesimo dibattito sulle droghe, inconcludente, fuorviante ed inutile come al solito.

Droghe leggere, pesanti, semi selezionati, principi farmacologici, percentuali di principio attivo, piantagioni illegali, malavita e via dicendo, argomenti che dovrebbero essere sezionati uno per uno per sviscerare le falsità che vengono costruite intorno alla cannabis e che invece, come al solito vengono trattati tutti insieme con una sconcertante approssimazione, continuando ad alimentare la voluta confusione su questa pianta e sugli effetti del suo consumo.

E’ ormai da un anno che stiamo denunciando l’inesistenza dell’immissione in massa sul mercato nero degli stupefacenti, nel nostro Paese, della mitica Supercannabis (Cannabisaurus Rex) al 55% di THC paventata da Serpelloni, e allarmisticamente propagandata vergognosamente dai più incalliti proibizionisti, grazie al quasi totale asservimento dei mass media a questa finzione di fantascientifica pericolosità sociale.

Come abbiamo già denunciato, questo della Supercannabis è il nuovo cavallo da battaglia dei proibizionisti più disperati, messo in campo già zoppo come ultimo tentativo di contrastare un inesorabile processo di legalizzazione della cannabis a livello mondiale, pensiero insopportabile per chi ha fatto della propria professione una missione ideologica persecutoria nei confronti dei fruitori della pianta di canapa, in particolare dei piccoli autocoltivatori in proprio.

Dai primi del mese di marzo tale cavallo da battaglia (zoppo) è stato ulteriormente “dopato” da Serpelloni con un altro ennesimo ritocco al rialzo, arrivato al 60% della percentuale di THC, (la chiameremo Supercannabisaurus Rex) un incrocio genetico OGM tra la cannabis e il tirannosauro ottenuto con “tecniche violente di coltura intensiva”!

Bisogna picchiare le piante, così diventano più aggressive (come il tirannosauro) percentuale poi ripresa da Garattini nei suoi affondi recenti, ed ora portata dallo stesso Serpelloni in un’audizione delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera.

Tale percentuale, irreale e introvabile, viene utilizzata dal nostro morbosamente affezionato persecutore per sostenere una sua nuova contorta proposta: differenziare le pene per la cannabis naturale da quelle per la Supercannabisaurus Rex al 60% di THC, che è, di fatto, introvabile in Italia, perlomeno sul mercato nero gestito dalle organizzazioni criminali o nelle produzioni “fai da te” dei poveri autocoltivatori ingiustamente perseguitati, contro i quali si è particolarmente rivolta finora, la lugubre repressione persecutoria del proibizionismo italiano in stile Fini-Giovanardi, alla quale, nonostante la sua cancellazione, i persecutori nati non possono assolutamente rinunciare, anche se è ormai sotto gli occhi di tutti il fallimento manifesto e gli enormi danni sociali provocati.

La colpa, sempre secondo Serpelloni, sarebbe invece (monotonamente) sempre di internet, demoniaco e favorito capro espiatorio, dei fallimenti manifesti delle politiche ideologiche proibizioniste persecutorie del Dipartimento Politiche Anticannabis voluto e creato da Giovanardi.

E’ da notare che la proposta contorta di Serpelloni di punire penalmente gli spacciatori (che immaginiamo presunti, come al solito, per il possesso oltre la quantità irrisoria di cannabis consentita) di Supercannabis con THC superiore al 12.5%, non andrebbe a colpire i narcotrafficanti industriali della criminalità organizzata, i quali, avendo il monopolio delle produzioni destinate al mercato nero, non si curano di produrre erba di qualità, che viene tagliata con sostanze veramente pericolose, ma, ancora una volta, i piccoli autocoltivatori estimatori, che sarebbero gli unici a poter produrre piccoli quantitativi di infiorescenze di cannabis di speciali varietà con THC che non supera mai il 22%; oltre tali percentuali non ci risulta che in Italia siano reperibili i semi di Supercannabis al 45/46%, né di Cannabisaurus Rex al 55%, né di Supercannabisaurus Rex al 60%, neanche nelle pagine internet plurimenzionate da Serpelloni come nuove agenzie per lo spaccio incontrollato!

Sarebbe ora che Serpelloni e tutti i proibizionisti (persecutori nati in stile San Paolo pre-conversione), vengano costretti a dimostrare con prove certe l’esistenza di questi presunti grossi quantitativi di cannabis al 60% che sarebbero spacciati e circolerebbero pericolosamente tra i giovani in Italia, procurandone i ricoveri in ospedale (quasi tutti riconducibili, invece, a mix di sostanze diverse, alcool in testa!).

Come sarebbe ora che vengano dimostrati scientificamente ed in maniera inoppugnabile i presunti danni che la cannabis creerebbe al cervello, (i famosi mitici “buchi”, ormai sbugiardati ovunque dalle evidenze scientifiche) accettando anche il confronto pubblico diretto con chi ne fa uso RIGENERATIVO o medicinale e con scienziati veri, non quelli selezionati appositamente tra i ranghi dei persecutori professionisti ancora spacciati per indiscutibili esperti.

Anzi, sarebbe ora che tutti questi bravi cristiani, persecutori integerrimi di gente innocente e innocua, colpevole di condurre uno stile di vita diverso (e in quanto tale peccaminoso e pericoloso), accettino il loro fallimento proibizionista, e si facciano da parte per dare spazio a voci scientifiche al passo con i cambiamenti e non ancorati al fondamentalismo ideologico.

Pierpaolo Grilli – ASCIA