La Sessione Speciale dell’ONU si è rivelata molto al di sotto delle aspettative, nulla è purtroppo cambiato, siamo punto e a capo, pubblichiamo il commento della Global Commission sugli infruttuosi risultati del meeting

DICHIARAZIONE PUBBLICA DELLA GLOBAL COMMISSION ON DRUG POLICY SU UNGASS 2016

NEW YORK- (ENEWUSPF)- 21 aprile 2016.

La Global Commission on Drug Policy è profondamente delusa dal documento risultato adottato concordato alla UN General Assembly Special Session (UNGASS) sul “problema mondiale droga”.
Il documento non riconosce il completo fallimento dell’attuale regime di controllo per ridurre l’offerta e la domanda di droga.

Né tale documento risultante tiene in considerazione degli effetti dannosi di politiche obsolete su violenza e corruzione, come pure sulla salute della popolazione, sui diritti umani e benessere. Riaffermando che le tre convenzioni internazionali sono “la pietra angolare delle politiche globali sulla droga”,
il documento sostiene un inaccettabile e obsoleto status quo legale.

UNGASS non ha seriamente indirizzato i difetti critici della politica internazionale sulla droga. Non richiede una fine alla criminalizzazione e all’incarcerazione degli assuntori di droga. Non spinge gli stati ad abolire la pena di morte per reati di droga. Non invita l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO – World Health Organization) a rivedere il sistema di pianificazione delle droghe. Non sostiene la riduzione del danno e metodi di trattamento che hanno dimostrato la loro efficacia. Infine non offre proposte di regolamentazione delle droghe e mette i governi – piuttosto che i criminali – sotto controllo.

Ugualmente importante, il documento risultante manca di riconoscere il considerevole appoggio per il cambiamento dimostrato da molti governi e da
gruppi della società civile durante UNGASS. Inoltre esclude ogni menzione alle
molte riforme positive delle politiche sulla droga già avviate nel mondo.
Infatti molti governi federali, statali e cittadini stanno adottando una legislazione progressista e provando nuovi approcci.

Per poter realizzare riforme significative della politica mondiale sulla droga le Nazioni Unite e gli stati membri devono evidenziare la contraddizione tra le restrizioni imposte dalle convenzioni internazionali sui narcotici e la necessità di governi e società di regolamentare le droghe. Diversi paesi e alcuni stati degli Stati Uniti stanno esplorando la regolamentazione in una maniera più umana e basata sulle evidenze. Questi approcci dovrebbero essere incoraggiati, nonostante il linguaggio restrittivo delle convenzioni internazionali sulla droga.

E’ vitale che le tensioni tra la lettera delle convenzioni e le continue iniziative sul campo siano risolte. Ci sarà un’altra opportunità internazionale per farlo nel 2019, quando il Piano di Azione delle Nazioni Unite che spinge per “un mondo libero da droghe” sarà rivisto. La Global Commission invita i governi e le società civili a continuare ad andare avanti e adottare riforme della politica sulla droga che siano fatte a misura delle necessità e dei diritti della popolazione. Noi li incoraggiamo e sosteniamo in tutti i loro sforzi di riallineare principalmente la politica sulla droga, così che la salute, la sicurezza dei cittadini e i diritti umani siano di primaria importanza.

Citazioni dei commissari della Global Drug Policy:

“UNGASS era difettoso fin dall’inizio”, secondo l’imprenditore e Commissario
Globale Sir Richard Branson. “Il procedimento è stato un evento a porte chiuse
ed ha escluso importanti voci davanti alle Nazioni Unite e alla società civile”.

“La criminalizzazione delle droghe ha generato conseguenze negative per governi e comunità in tutto il mondo” secondo il presidente del consiglio di amministrazione della United States Federal Reserve, Paul Volcker. “La
criminalizzazione ha involontariamente stimolato un mercato illegale di droghe di massa che sta corrompendo le autorità pubbliche a livello globale.”

“Le sanzioni penali contro gli assuntori di droga si sono rivelate irrazionali, inefficaci e dannose.” sostiene l’Alto Commissario alle Nazioni Unite per i Diritti Umani e Commissario Globale Louise Arbour. “E’ proprio ora di indirizzare, prevenire e trattare l’abuso di droga attraverso una regolamentazione appropriata, non la cieca proibizione”

“Il divario tra le convenzioni e gli sviluppi positivi sul campo negli Stati Uniti, Canada, Uruguay e altrove è impossibile da ignorare”, dice il vice Primo Ministro del Regno Unito e Commissario Globale Nick Clegg. “La dichiarazione UNGASS è separata dalla realtà”.

“C’è una profonda contraddizione tra l’imposizione degli approcci proibizionisti alle droghe e le evidenze dimostrate nella salute pubblica e nelle politiche sociali”, dice il primo Presidente della Svizzera e Presidente della Global Commission on Drug Policy Ruth Dreifuss. “L’unico modo per risolvere questa tensione è modificare le convenzioni internazionali sui narcotici e le leggi nazionali ispirate ad esse”.

“Le pessime notizie da UNGASS sono che la sua dichiarazione ufficiale rinforza le Convenzioni 1961, 1971 e 1988 come le pietre angolari del sistema di controllo droghe internazionale”, sostiene il primo Presidente del Messico Ernesto Zedillo. “Le buone notizie, comunque, sono che molti capi di stato e rappresentanti di governi hanno dichiarato l’esatto opposto durante la conferenza. Anziché aderire allo status quo hanno espresso il loro impegno a riformare la politica nazionale per servire meglio gli interessi del loro popolo. Se i governi onorano il loro impegno per una politica sulla droga centrata sulla gente, possiamo finalmente immaginare un giorno in cui mezzo secolo di vecchie politiche inadatte enfatizzanti la proibizione e l’applicazione della legge saranno giustamente confinate nel dimenticatoio della storia”.

“C’è bisogno di molta più attenzione per essere pagati per il ruolo di sindaco o di leader di comunità locali, specialmente nei paesi con regimi nazionali molto punitivi contro le droghe”, dice il Sindaco di Praga Pavel Bém. “In molti paesi coloro che prendono decisioni locali sono gli unici difensori del costo effettivo di interventi sulla salute pubblica, come il modo di cambiarsi l’ago o le stanze di consumo di droga”.

“E’ vergognoso che centinaia di migliaia di persone diventeranno infette da HIV o epatite per iniezioni pericolose di droga quest’anno”, dice il Commissario Globale Michel Kazatchkine. “Possono morire per queste malattie anche se abbiamo le attrezzature e le medicine a nostra disposizione per prevenire e trattare queste infezioni”.

Video Conferenza Stampa: http://library.fora.tv/2016/04/21/Global_Commission_on_Drug_Policy_Press_Conference

Come molti di voi si saranno accorti, il sito www.legalizziamolacanapa.org è off line da qualche settimana.

La causa che ha determinato la segnalazione del sito come “malevolo” è dovuta ad una intromissione sfuggita ai filtri di sicurezza che con l’inserimento di un link deviante, ha provocato la decisione di google di sospendere la messa on line del sito fino a ripulitura effettuata.

Il danno provocato si sta rivelando più rilevante di quanto supponessimo e i nostri web masters stanno lavorando quotidianamente con il server che gestisce il sito per cercare di risolvere nel più breve tempo possibile, ma continuano a verificarsi disturbi difficili da bonificare.

Continuiamo quindi il nostro lavoro di informazione e pubblicazione delle notizie importanti sul sito dell’associazione www.ascia-web.org e sulla pagina Fb della Coalizione per la Legalizzazione, invitandovi a condividere i nostri post e i nostri articoli per mantenere il contatto con le migliaia di followers che fino ad ora venivano aggiornati con le News Letters inviate da legalizziamolacanapa,org.

Sperando di tornare presto on line, vi ringraziamo per il supporto che vorrete dare.

Direttivo ASCIA

E’ con profondo sconforto che abbiamo appreso ieri della scomparsa di Joep Oomen, responsabile e coordinatore di ENCOD.
Una morte improvvisa ed inaspettata, lo avevamo incontrato a Canapa Mundi lo scorso mese, discutendo e progettando azioni ed iniziative in vista della sessione speciale dell’ONU del prossimo mese e nulla lasciava presupporre che quello potesse essere l’ultimo incontro con una delle persone più sensibili ed intelligenti del mondo antiproibizionista a livello globale!
Ci uniamo al dolore degli amici di ENCOD e ci piace pensare che Joep possa finalmente aver trovato quella pace che su questo pianeta è purtroppo spesso negata alle persone che ragionano con il cuore prima che con la mente!
Grazie Joep, buon viaggio!

Direttivo ASCIA

La Corte Costituzionale, all’udienza del 9 marzo 2016, ha dichiarato “non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte di appello di Brescia sul trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale”.

Questa decisione, allo stato attuale, non ci sconforta: è vero che era forte l’attesa che la Corte Costituzionale, al posto dell’organo politico, ponesse fine alla barbarie giudiziaria che colpisce – da anni – i consumatori. D’altra parte, però, rimaniamo in attesa delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale la quale, lo speriamo, permetterà ai giudici di merito di differenziare caso per caso la condotta di coltivazione di cannabis e, come già abbiamo ottenuto dinanzi al Tribunale di Milano (coltivazione di 27 piante di cannabis con THC superiore alla soglia), fare in modo che i giudici assolvano “serenamente” quando si rendono conto che “quella coltivazione” è per uso personale.

In attesa della motivazioni della sentenza, la nostra battaglia continua!

Avv. Claudio Miglio 
Avv. Lorenzo Simonetti

La c.d. “Legge Stupefacenti” (d.P.R. n. 309/1990) è ispirata al principio per cui deve essere punita l’attività volta alla circolazione di sostanza stupefacente e, dunque, all’incremento del mercato della droga, mentre non deve soggiacere alla sanzione penale il semplice consumatore.  
Ciò è compendiato nel disposto dell’art. 73 L.S. che, per l’appunto, punisce con la reclusione da da due a sei anni e la multa da euro 5.164 a euro 77.468  chi “coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall’articolo 14” e nel testo dell’art. 75 L.S. che, invece, prevede una semplice sanzione amministrativa per chi “per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti o psicotrope”.
Punire lo spacciatore e rieducare il consumatore: questo lo scopo del legislatore.
L’incertezza, tuttavia, che ha animato la Giurisprudenza nel passato ha riguardato – e ancora riguarda per la verità – l’esclusione dall’art. 75 L.S. della condotta di “coltivazione” tra quelle che, se volte ad un uso esclusivamente personale, integrano il più semplice illecito amministrativo.
L’intervento a cui è chiamata a pronunciarsi la Corte Costituzionale il prossimo 9 marzo riguarda proprio la legittimità di tale esclusione.
La questione, che già vent’anni fa è stata sottoposta al vaglio della Consulta, è stata riproposta in altra veste dalla Corte di Appello di Brescia che, su istanza degli avvocati difensori, ha evidenziato il contrasto dell’interpretazione restrittiva della norma con il principio di offensività del reato e con gli artt. 3, 13, 25, co. 2 e 27, commi 1 e 3 Cost.
Il ragionamento, condiviso dalla Corte bresciana, secondo il quale deve presumersi la pericolosità sempre e comunque della condotta di coltivazione, deve essere, invece, verificato alla luce della situazione concreta e, in particolare, alla luce di un provato uso della sostanza estraibile volto ad un consumo personale.
La decisione che dovrà prendere la Corte Costituzionale, dunque, non riguarda affatto la “depenalizzazione” della coltivazione di sostanza stupefacente, ma concerne soltanto la possibilità – così come per la condotta di detenzione – di provare nel processo l’uso personale al fine di evitare l’onta di essere definiti spacciatori.
  Tale risultato potrà aversi non soltanto con una sentenza “di accoglimento” della questione sollevata, ma sarà sufficiente che i Giudici costituzionali aprano alla possibilità di una interpretazione della condotta di coltivazione, sconfessando così di fatto il decisum delle Sezioni Unite che nel 2008 si pronunciarono invece nel senso di una punibilità a priori di chi coltiva sostanza stupefacente.
L’oggetto del contendere è, in poche parole, il diritto di difesa dell’imputato, oggi costretto ad essere condannato come spacciatore anche quando tale non è.
 
Avv.ti Miglio e Simonetti

Un ringraziamento d’obbligo va agli organizzatori della Fiera, per l’ospitalità, la disponibilità e per il notevole ed apprezzato salto di qualità, gli ampi spazi e una razionale divisione tra la parte commerciale e quella associativa ha reso molto fluida la visita delle migliaia di visitatori che in tre giorni hanno affollato costantemente i locali della fiera.

Venendo immediatamente agli argomenti che ci toccano da vicino, due sono stati gli interventi di notevole rilievo:

1 – La conferenza dibattito con l’on. Daniele Farina, gli avvocati Simonetti e Miglio e il portavoce di Antigone, dove è stato fatto il punto della situazione sul dibattito in corso sulla legalizzazione e sul prossimo pronunciamento della Consulta sulla legittimità della legge in vigore.

2 – La presentazione del progetto “Saracinesco in Canapa” spiegato nella sua dinamica e nelle sue finalità dal Sindaco del Comune dott. Marco Orsola.

La situazione per quanto riguarda il primo punto può essere così riassunta:

il 9 marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sull’ammissibilità del ricorso presentato dagli avvocati Miglio e Simonetti e accettato dalla Corte d’Appello di Brescia, e dato che la Consulta non dovrebbe ignorare che il parlamento attraverso la costituzione di un intergruppo, al quale hanno aderito 300 parlamentari, voglia iniziare seriamente a discutere sulla necessità di una legge adeguata ai tempi, c’è quindi una nutrita speranza che un pronunciamento negativo nei confronti della legge in vigore possa far affrettare i tempi della discussione in sede parlamentare.
Sui pericoli che comunque il pronunciamento della Corte può generare, qualsiasi esso sia, torneremo a parlarne nei prossimi giorni.

Nel progetto Saracinesco, sul quale il Sindaco ha rinnovato la determinazione della Giunta nel voler assolutamente renderlo operativo, la nostra associazione è impegnata direttamente e l’incontro svolto a Canapa Mundi ha riscosso un consistente interesse e approvazione tra le decine di persone che hanno assistito increduli per come le cose, nonostante l’arroccamento e la resistenza delle frange più ottuse e oscurantiste del nostro panorama politico. stiano cambiando velocemente e confortati del fatto che siano le stesse Sedi Istituzioni, seppur locali, a promuovere un progetto pilota sulla coltivazione e l’applicazione terapeutica della cannabis.

Anche su questo progetto torneremo in futuro a descrivere più approfonditamente le finalità nel suo insieme e il ruolo delle associazioni coinvolte.

Direttivo ASCIA e Canapa Info Point(CIP)

Le fiere della Canapa che negli ultimi anni sono state organizzate in un crescendo di qualità e di coinvolgimento, continuano ad essere una grande opportunità non solo per aggiornarsi sulle nuove tecniche di coltivazione e sugli elementi ad essa connessi o per conoscere nuovi prodotti alimentari ed industriali ricavati dalla canapa, ma anche per offrire l’occasione a molti estimatori della pianta di entrare attivamente nella lotta antiproibizionista attraverso l’informazione che le associazioni presenti nelle fiere possono dare.

Avremo l’occasione di festeggiare in fiera il 5° anno di una proficua battaglia intrapresa nel 2011 dalla nostra associazione, un impegno che ASCIA ha sempre profuso indipendentemente dagli schieramenti politici o partitici, riuscendo a portare nelle Istituzioni la voce dei consumatori e collaborando con le forze politiche più sensibili per arrivare ad una discussione parlamentare sulla regolamentazione della coltivazione domestica.

Quando 5 anni fa abbiamo lanciato in web l’idea di un’associazione di consumatori penalizzati dalla finigiovanardi, ci siamo ritrovati in poche persone che, animate comunque da una insostenibile indignazione, hanno dato vita prima alla Coalizione per la Legalizzazione e poi alla costituzione di ASCIA, sperando di trovare sostegno nell’indignazione di altri consumatori perseguitati da una legislazione che puniva e ancora punisce un “crimine senza reato”!

Oggi siamo fieri del consenso che abbiamo ricevuto in questi anni e che ha sostenuto i nostri tentativi di essere voce in capitolo nel dibattito sulla legalizzazione e vorremmo ringraziare a tal proposito gli 800 soci dell’associazione, i 2000 iscritti alla News Letter di legalizziamolacanapa.org, ma soprattutto i 90.000 simpatizzanti che ci leggono sulla pagina Fb della Coalizione per la Legalizzazione.

90.000 persone sono tante e basterebbe che il 10% di queste decidesse di rendersi attiva, per avere un esercito in grado di costringere la politica ad affrettare i tempi e renderci liberi da qualsiasi oppressione, ed è per questo che continuiamo ad invitarvi ad aderire alla nostra associazione, per essere sempre più forti, uniti e determinati nel difendere la nostra dignità e la nostra libertà.

Vi aspettiamo allo stand di Canapa Mundi!

Direttivo ASCIA

Informiamo tutti i soci e i simpatizzanti che il nuovo e definitivo sito del Canapa Info Point è on line con tutte le informazioni e i dettagli sulle varie tematiche, dall’uso della canapa nei suoi molteplici impieghi, alla possibilità di tesserarsi on line o di aprire Sedi Distaccate nei luoghi dove alcuni soci intendano promuovere l’attività di controinformazione sulla canapa e avvicinare i cittadini comuni alla conoscenza delle proprietà e degli utilizzi della pianta.

E’ possibile inoltre avere consulenza o assistenza legale, in qualsiasi momento queste necessitino, utilizzando i contatti nell’apposita sezione “Assistenza Legale” in collaborazione con tutela legale stupefacenti degli avvocati Simonetti e Miglio con i quali la nostra associazione ha stipulato una convenzione a beneficio dei nostri soci.

Oltre alle sezioni su “Medicina”, “Alimentazione” e “Industria” dove sono contenute alcune indispensabili informazioni sulle relative specificità, il sito è arricchito da una sezione “Libri” in cui compare una discreta letteratura antiproibizionista dei nostri autori nella sezione “Racconti Antipro”, mentre è in allestimento quella in collaborazione con Stampa Alternativa per una più completa e vasta opportunità per continuare a conoscere le motivazioni del proibizionismo e quelle dell’antiproibizionismo.

Infine una sintetica, ma interessante mostra fotografica ci riporta ai tempi in cui coltivare canapa era una ricchezza e non un crimine.

Il progetto Canapa Info Point, promosso da ASCIA e Over Grow, ha nelle sue finalità il principale obiettivo di creare una forma associativa con una reale presenza territoriale fra i consumatori, una rete che nelle intenzioni dovrebbe avere forza e potere contrattuale sia nel caso di una auspicata regolamentazione della coltivazione domestica e sia nel caso che il proibizionismo possa ancora imperare nella nostra legislazione.

Invitiamo quindi tutti voi che ci seguite a visitare il nostro sito ed aderire all’associazione perché siamo sempre più convinti che questa battaglia potremo vincerla solo grazie all’unità e alla forza che possiamo esprimere tutti insieme, per poter vivere il nostro stile di vita ed essere padroni delle nostre scelte, senza alcun cappio che possa continuare a minacciare le nostre e esistenze.

Vi aspettiamo allo stand dell’associazione alla fiera Canapa Mundi a Roma.

Direttivo CIP

A seguito delle dichiarazioni fatte, in occasione dell’inaugurazione del CIP, dagli on. Ferraresi e Zaccagnini, sembra che il dibattito alla Camera sulla proposta di legge dell’intergruppo parlamentare, non sia procrastinabile oltre gennaio 2016.

Abbiamo quindi invitato gli on. Civati (Possibile), Zaccagnini (Sinistra Italiana) e Ferraresi (M5S) ad un incontro con le associazioni, per discutere insieme sul contenuto degli articoli della pdl e presentare le osservazioni ed eventuali indicazioni correttive possibili con gli emendamenti che verranno presentati in fase dibattimentale, su alcune parti che non risultano ancora chiare, con lo scopo di poter individuare eventuali contraddizioni a scapito dei coltivatori e consumatori in proprio e fornire ai deputati le informazioni necessarie per poter difendere al meglio, in aula, il nostro punto di vista.

Pensiamo che sia molto utile in questo momento unire gli sforzi, formando un fronte in grado di appoggiare i parlamentari dell’intergruppo nella loro battaglia alla Camera, cosa che cercheremo di concretizzare chiedendo che una delegazione venga ascoltata in audizione dalla Commissione Giustizia prima del dibattito parlamentare.

E’ un incontro che potremmo definire “storico”, essendo la prima volta che ci si offre l’opportunità di essere voce in capitolo su una legge che delineerà e condizionerà il nostro stile di vita e le nostre scelte come estimatori della canapa.

L’incontro è programmato per il 10 dicembre alle ore 16 presso il Canapa Info Point – Via Pisino 115/VIII – Roma

Direttivo CIP