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Qualche giorno fa il Vaticano ha preso una posizione ufficiale sulla legalizzazione delle droghe leggere e, come prevedibile e scontato, il parere della Santa Sede è negativo, continuando in questo modo a dimostrare, con l’intolleranza, un fondamentalismo tipico di tutte le religioni rivelate, quando si vanno a toccare i diritti dell’individuo.

Non possiamo negare che Papa Francesco si stia in qualche modo dando da fare aprendo le porte della sua santa chiesa ai divorziati, agli omosessuali e alle donne che hanno abortito, ma siamo ancora lontani dalla tolleranza verso tutte le diversità, un concetto che fa parte di un codice universale e che invece tutte le chiese, di qualsiasi confessione, tendono a digerire con molta difficoltà.

Per bocca del Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, mons. Marcelo Sanchez Sorondo, a conclusione del convegno in Vaticano sulle sostanze stupefacenti, veniamo a conoscere le motivazioni della chiusura nei confronti di qualsiasi tipo di apertura verso la legalizzazione: “Qualcuno ha detto che la liberalizzazione della droga serve in campo sanitario come cura. Però, in generale, la droga cosiddetta leggera non è leggera, perché danneggia il cervello! Vuole essere il cavallo di Troia per le droghe più pesanti. Quindi: no alla droga leggera! E poi educazione e prevenzione contro l’alcool, contro il tabacco e contro il peggiore di tutto, che è la droga. Vogliamo continuare a studiare tutto questo fenomeno: le sue dimensioni, le sue cause e le sue soluzioni. Vorremo studiare ancora più profondamente gli effetti che si hanno sul cervello, perché effettivamente la droga blocca le difese del cervello, blocca la comunicazione stessa del cervello e le membrane che fanno da comunicazione e le blocca in modo tale che non è poi facile da recuperare

Menzogne antiche, degne della santa inquisizione di Serpelloni, convinzioni senza fondamento che si rifanno solo ad uno stereotipo proibizionista di stampo ideologico, pronto ad essere afferrato da tutte quelle componenti parlamentari che hanno il Vaticano e non l’Italia come punto di riferimento.

Cogliamo l’occasione per postare l’articolo “Canapa e Spirito” appena pubblicato sull’ultimo numero di Dolce Vita, dubitando comunque che qualche informazione sulla canapa e sul suo uso spirituale possa servire a chi pensa di decidere cosa è bene e cosa è male per conto dell’umanità.
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Canapa e Spirito

Nell’audizione in Commissione Giustizia, tra le argomentazioni che ho portato all’attenzione dei parlamentari presenti, ho voluto trattare, parlando dell’uso della cannabis e aggiungendolo ai ben noti e dibattuti “uso terapeutico” ed “uso ludico”, anche dell’uso praticato per fini spirituali.
Con immensa sorpresa ho potuto vedere in TV, durante il dibattito parlamentare svoltosi prima della lunga chiusura estiva, una deputata (di cui mi sfugge il nome e l’appartenenza politica) che avendo sicuramente assistito o ascoltato il mio intervento, manifestava il suo stupore esclamando: “ …e poi abbiamo sentito anche parlare dell’uso spirituale della cannabis!” come se questo fosse inaccettabile o improponibile!
Sono tra quelle persone che pensano e credono che, come esseri pensanti ed intelligenti, non meritiamo di essere governati e rappresentati nelle Istituzioni da presunti “onorevoli” che in continuazione non fanno altro che manifestare il grado di ignoranza e presunzione su argomenti di cui nulla sanno e nulla vogliono sapere.
Non solo la maggior parte di questi rappresentanti del popolo nulla sanno della realtà contemporanea, quotidiana, non dovendosi misurare con le difficoltà che decine di milioni di italiani sono costretti ad affrontare tutti i giorni, ma ignorano completamente tutto quello che il percorso umano ha proposto nella sua plurimillenaria esistenza, o meglio, ignorano tutto quello che non rientra nel loro stereotipo di “Religione” “Patria” e “Famiglia” e quindi proprio non riescono a pensare che per quanto riguarda il principale valore della coesione nazionale, la religione appunto, gli shivaiti, i rastafariani, gli animisti, i canteisti e financo gli adepti alla Chiesa Cristiana di culto Copto, prevedono l’uso della cannabis come veicolo spirituale e se a questi sommiamo alcune popolazioni del Maghreb e la tradizione che lega molte popolazioni islamiche all’uso della cannabis, ci ritroviamo di fronte a circa 2 miliardi di persone che quotidianamente, per motivi spirituali, cultuali e culturali, assumono cannabis.
Personalmente mi reputo un “animista” quindi non un credente di una religione scritta e dogmatica, ma piuttosto un apprendista di una filosofia di vita che concepisce la magia in ogni manifestazione vivente e avverte l’esistenza di altre dimensioni con cui si presuppone si possa entrare in contatto e in “collaborazione”.
Queste frasi, dette nel contesto culturale e sociale in cui viviamo, potrebbero essere interpretate da uno psicologo come frutto di “ideazioni paranoiche” indotte dall’uso della cannabis, e questa diagnosi verrebbe immediatamente sposata da tutti coloro che ignorano altre vie a cui lo Spirito può accedere, persone che nella loro vita hanno sempre delegato le questioni dell’anima ai mediatori religiosi, credendo ciecamente nei racconti che sono abituati ad ascoltare fin da bambini.
Premesso che ognuno è, a mio avviso, libero di credere in Chi o Quello che vuole, ma la cosa intollerabile è la presunzione, la spocchia, l’arroganza di chi, affidandosi ad un credo religioso e alla convenzione sociale, possa reputare tutte le altre convinzioni “frutto di ideazioni paranoiche”.
Cos’altro potrebbe essere se non un’ideazione paranoica, quella di credere in un Dio con la testa di elefante, o quella di avere a disposizione, dopo la morte, il conforto di decine di vergini, o quella di un Dio uno e trino? Non sono forse queste molto più simili ad allucinazioni indotte da chissà quali droghe, che non la consapevolezza del Mistero?
Il semplice fatto che il Potere, o un suo rappresentante, manifesti cieca fede nei valori in cui crede e possa denigrare gli altri aspetti della ricerca spirituale, ci fa comprendere sempre più che non siamo mai usciti, in relazione alle diversità, da un concetto medioevale di carattere inquisitorio.
Per questo ho sempre difeso la mia scelta di ricerca spirituale nelle vicende processuali che ho subito per coltivazione ad uso personale, perché credo fermamente che se è importante legalizzare la cannabis, lo è ancora di più continuare la battaglia millenaria che vuole sempre individuare il cattivo di turno condannandolo a pene e sofferenze, sia questo di volta in volta un eretico, una strega, un’ebreo, un’anarchico, un nero, un’omosessuale e dulcis in fundo …ora tocca noi, i cattivi da punire perché amano una pianta e le sue proprietà, che come leggiamo dal manoscritto “Canapa e Spirito” di Frater Kybernetes: “la cannabis è una sostanza inebriante che agisce sul centro sensorio, quindi sul perispirito o corpo astrale e farne uso è una maniera di facilitare la propria esteriorizzazione”.
Quante cose si potrebbero apprendere e tollerare e forse addirittura condividere se non fosse sempre e comunque uno squallido aspetto ideologico a prevaricare ogni altra manifestazione di diversità.

Giancarlo Cecconi

Quando mi chiedono: “perché fumi cannabis?”, l’unica risposta che mi è venuta sempre spontanea è: “per sopportare questo mondo!”

Abbiamo molto dibattuto se era il caso o meno di intervenire, con un commento da questo sito, sui sanguinosi fatti accaduti in Francia, e come rimanemmo sdegnati per quanto era accaduto a Charlie Hebdo esprimendo il nostro sconcerto con un articolo, ho creduto, a titolo personale, di manifestare lo stesso sdegno con alcune osservazioni.

Avevo solo 16 anni la prima volta che scesi in piazza, fu per la carestia in Bangladesh, era il 1969 e iniziavo solo allora a capire di quanto ingiusto e crudele fosse questo mondo, dove c’era gente che buttava nella spazzatura gli avanzi del pranzo e della cena, che sarebbero invece bastati a sfamare una famiglia intera in quei posti dove il morso della fame mieteva decine di migliaia di vittime ogni giorno, perlopiù bambini!

Da quel giorno sono sceso in piazza centinaia di volte, per la guerra in Vietnam, per la Palestina, per il Cile, contro i Colonnelli in Grecia, contro Franco, per l’Argentina libera, contro la dittatura brasiliana, per Cuba e tante altre volte per i diritti dell’uomo, contro la pena di morte, per il diritto alla vita, per la dignità e la giustizia.

Poi improvvisamente niente più piazze e tutto è stato visto come fossimo spettatori di un film di cui non ci sentivamo più protagonisti e così ci siamo limitati a vedere in televisione la guerra dei Balcani a soli 300 chilometri da noi e i bombardamenti del primo “Desert Storm”, passando alla completa assuefazione dell’offensiva contro l’Afghanistan e la seconda guerra in Iraq, per arrivare all’indifferenza più completa della caduta di Saddam seguita da quella di Gheddafi con la conseguente instabilità del mondo islamico …e ora l’Isis che, oltre al terrore, è anche portatore di grandi misteri sulla sua costituzione, sugli approvvigionamenti di armi che ha ricevuto e del grande potere che gli è stato concesso.

Mi sento di partecipare al dolore che investe in questo momento tutto il mondo civile, quel mondo che vorrebbe esprimere grandi ideali, ma che con la sua politica coloniale, con le leggi razziali e con la prepotenza che ha sempre espresso, non è mai esistito e che forse mai esisterà se non nella nostra utopia, perché se è barbaro uccidere in nome di dio o di un’ideologia, non è civile sicuramente bombardare città intere lasciando sotto le macerie decine di uomini, donne e bambini …l’odio è un seme che attecchisce facilmente!

Troppa mostruosità avvolge questo mondo, troppo sangue viene versato in nome di concetti astrusi e immorali e soprattutto in nome di interessi economici di chi da tutto questo sangue ha sempre beneficiato e continuerà a farlo!

Fermate il mondo, fateci scendere, o quantomeno lasciateci sopportare questa pazzia globale come riteniamo sia meglio, visto che per ora non possiamo fermarla!

Giancarlo Cecconi

Non si può non rimanere basiti di fronte a quanto sta accadendo sotto i nostri occhi, è in preparazione una nuova guerra, o per meglio dire: sta per avere inizio una ulteriore fase di una guerra iniziata circa 1000 anni fa con la prima Crociata.

A quel tempo il mondo islamico era già divenuto una realtà tangibile in tutta la sua potenza, conoscenza e creatività e l’idea di andargli a rompere le scatole a Gerusalemme, provocando una strage di 40.000 persone, storicamente possiamo dire che non è stata una buona idea.

Incredibile da credere, ma la Storia agisce su tempi insospettabili e inconcepibili per le nostre brevi esistenze, ma acuisce il ricordo delle violenze subite ogni volta che si rinnovano, come si sono di fatto rinnovate attraverso la politica coloniale, l’usurpazione di culture e territori, la riduzione in schiavitù e gli esodi forzati, la spoliazione delle ricchezze naturali, la creazione di Stati nuovi dopo la seconda guerra mondiale, la fondazione dello Stato di Israele a discapito di milioni di palestinesi e tutti i conseguenti effetti collaterali che queste vicende hanno causato e i cui risultati stiamo subendo ai nostri giorni, dalla comparsa misteriosa e repentina dell’ISIS, alla meraviglia per la sua potenzialità ed espansione, fino agli atti terroristici a cui stiamo assistendo.

Una convinzione radicata negli anni ’60 e ’70 era che l’erba aprisse la mente, l’erba, solo l’erba e le altre sostanze che naturalmente agivano (ed agiscono) sulla psiche umana. Prima dell’avvento su vasta scala dell’eroina, della cocaina, delle anfetamine e di tutte le porcherie chimiche si fumava e si parlava, si parlava e si fumava e in tutto quel parlare e fumare alla fine una gran risata poteva chiudere un confronto sulle religioni, perché a tutti sarebbe parso ineluttabilmente folle la pretesa di asserire verità e assecondare il martirio per accedere al beato ascolto di cori di cherubini o per godere dei piaceri sessuali di 72 vergini!

Noi “drogati” fumavamo, ma loro “sani” erano a nostro avviso preda di allucinazioni che neanche il miglior peyote avrebbe potuto dare, e la tossicità delle loro visioni era per noi fonte di scherno ma anche di preoccupazione, perché la follia non può che generare follia, in nome della patria, di dio o della razza.

Ma che succede al popolo islamico che proprio grazie all’uso di cannabis era, fino a pochi decenni fa, tra i popoli più pacifici ed ospitali della Terra?

Abbiamo una grande millenaria tradizione culturale che lega le popolazioni arabe all’uso di derivati della cannabis, ma a parte il mistico uso fatto dai Sufi e quello rituale praticato dagli Hashishin, quello che sappiamo è che quell’uso diffuso normalmente nelle popolazioni, non ha mai provocato rigurgiti di rancore, voglia di vendette o pianificazioni di attacchi all’occidente e chi in quegli anni ha avuto la possibilità di viaggiare attraverso la Turchia, l’Iran, fino all’Afghanistan poteva solo incontrare volti sorridenti, curiosi, che non esitavano un attimo ad offrirti le loro pipe.

Oggi ripercorrendo lo stesso tragitto nessuno si sognerebbe di offrirti da fumare, perché la diffidenza e l’ostilità coltivate in tutti questi secoli, sono arrivate ad un punto di saturazione e anche negli stati islamici, dove un sorriso ed una pipa ti accoglievano, oggi è proibito o molto limitato poter consumare cannabis (escludendo l’Iran dove è liberalizzata), perchè come proclama l’ISIS, “è colpevole di allontanare la mente dei musulmani dal volere di Allahhttp://www.dolcevitaonline.it/lisis-in-siria-brucia-anche-la-marijuana-allontana-il-popolo-dal-volere-di-allah/

Giovanardi direbbe che allontana l’anima da Dio e …che ancora oggi vengano utilizzati Dio e Allah per giustificare comportamenti fascisti, se non addirittura massacri e distruzioni, a noi ci deprime, ci sconforta e ci addolora, perché si allontana sempre più la speranza di una possibile apertura mentale a livello universale, ma per fortuna, noi che fumiamo cannabis e che abbiamo solo un po’ di buchi nel cervello che ci proteggono dai fanatismi, possiamo continuare a resistere a tutte le follie di chi invece ha un enorme abisso nel cervello, provocando dolore, morte e terrore in nome delle “sacre favole”, dalle Crociate a Charlie Hebdo!

Giancarlo Cecconi

Una piccola ma importante curiosità che non tutti forse sanno, ma che serve per riflettere sulla consistenza delle religioni:
Fu l’arcangelo Gabriele a comunicare a Maria la venuta del Messia spaccando la comunità ebraica e fu lo stesso arcangelo, 600 anni dopo in piena strategia del “divide et impera”, a rivelare a Maometto una seconda “lieta novella” che diverrà antagonista del mondo cristiano …a voi le conclusioni!

Abbiamo diverse volte segnalato quello che sembra essere diventato un problema serio e cioè gli inspiegabili blitz delle FF.OO. nelle scuole, con la scusa di prevenire lo spaccio che in realtà si risolvono sempre nel “segnalare qualche studente se ritrovato in possesso di droghe” e che troppo spesso viene addirittura “denunciato e arrestato per spaccio” solo per qualche grammo di cannabis:

http://droghe.aduc.it/notizia/studente+arrestato+nella+propria+scuola+mentre_129005.php

http://droghe.aduc.it/notizia/cani+antidroga+scuole+chieti+tre+studenti+marijuana_129011.php

A chi può sfuggire che ci sia qualcosa di strano, se i nostri politici non si preoccupano di sollevare il dott. Serpelloni dal suo ruolo?

A noi sembra che ci sia un’autonomia eccessiva di decisionalità, indipendentemente da come si è pronunciata la Corte Costituzionale e ci sembra che ci sia anche qualcosa di illecito nella conseguenzialità delle decisioni prese da un ente apolitico , come dovrebbe essere il DPA e che invece attua e promuove politiche proprie, come sono appunto i blitz nelle scuole da esso voluti, più volte esaltati e sponsorizzati, nonché selvaggiamente applicati:

http://droghe.aduc.it/notizia/azioni+antidroga+polizia+scuola+bologna+protestano_129010.php

Al link sopra riportato leggiamo la notizia di alcuni studenti dell’istituto omnicomprensivo di Vimercate (MB) che hanno iniziato, per fortuna, a sentire schiacciati i loro diritti basilari e si sono stancati di questi accordi tra il DPA, le FF.OO. e i direttori degli Istituti che autorizzano i blitz, cominciano a rendersi conto che anziché arrestare e perseguire i criminali veri e fare dei veri sequestri, le FF.OO. perdono tempo facendo irruzione negli istituti scolastici per qualche spinello, rovinando, spesso e non volentieri, la vita a molti adolescenti.

La lotta al proibizionismo imperante non è una lotta di classe, è una battaglia trasversale, per la difesa dei diritti umani fondamentali, una lotta di tutti per la libertà e per l’autodeterminazione.

I nostri studenti sono stanchi e dalle loro scuole hanno cominciato a protestare perché vorrebbero continuare a frequentarle serenamente, considerandole come importanti istituti di educazione e formazione e non come le “reti da pesca” che sono diventate, piene di insidie e pericoli, a causa dei loschi affari di sistema.

Altro discorso vale per le politiche di prevenzione, delle quali siamo sostenitori, i ragazzi vanno informati e va scongiurato un loro approccio a tutti i tipi di sostanze nell’età della crescita, a partire dal fumo di tabacco, passando per l’alcol, fino ad arrivare ovviamente agli stupefacenti, ma la vera prevenzione non ha nulla a che fare con i blitz voluti dal DPA.

Veniamo a scuola per studiare e non per essere perquisiti” fanno sapere gli studenti. Ci stringiamo idealmente ed esprimiamo la massima solidarietà a questi ragazzi che hanno avuto finalmente il coraggio di ribellarsi e di gridare quello che noi da tempo denunciamo, in difesa della libertà e contro queste forme di proibizionismo becero e persecutorio.

Facciamo quindi un appello a tutti gli studenti, affinché come quelli di Vimercate, trovino il coraggio di chiedere ai propri dirigenti scolastici di rivalutare e rifiutare gli accordi sottoscritti con il DPA e con le FF.OO. dai loro dirigenti d’Istituto e di chiedere la cessazione immediata degli ormai continui blitz nelle scuole.

Basta proibizionismo – Basta Serpelloni

Firma per chiedere le sue dimissioni:

https://www.change.org/it/petizioni/firma-la-petizione-ascia-per-chiedere-le-dimissioni-di-giovanni-serpelloni-capo-del-dipartimento-politiche-antidroga

Giovanni Musumeci – ASCIA


Pubblichiamo il comunicato di “Studenti Medi Autorganizzati Bologna”, ai quali va tutta la solidarietà di ASCIA

SIAMO COMPLICI DI CHIARA e SAVERIO!!

Dentro alle nostre scuole non vogliamo cani e polizia..

https://www.facebook.com/studentimedi.autorganizzati.5

Scriviamo oggi queste righe per denunciare un fatto accaduto ieri.

L’ultimo di una lunga serie.

Ancora una volta, dentro alle nostre scuole, è stato messo in atto il solito meccanismo di controllo e di repressione che nulla ci insegna se non a chinare il capo.

Le vittime questa volta sono state una ragazza ed un ragazzo dell’ISART, portati fuori dalle loro classi con la forza da degli agenti.

Noi come Studenti Medi Autorganizzati ci opponiamo a questo tipo di atteggiamento repressivo.

Come abbiamo sottolineato altre volte noi crediamo che la scuola DEBBA essere un luogo libero, di socialità, di formazione e di confronto fra pari. Dove se c’è un problema lo si affronta insieme ad insegnanti e genitori, prima informandoci e poi confrontandoci.

Gente in divisa e cani antidroga poco hanno a che fare con NOI e i NOSTRI problemi. Noi crediamo in una socialità diversa e pretendiamo di poter prendere parola, come studenti e giovani cittadini, su temi che ci riguardano in prima persona.

Non vogliamo lasciare le nostre vite in mano a persone che applicano “leggi illegali” come la FINI-GIOVANARDI rovinando le nostre vite per due spinelli in tasca quando va bene, perchè quando va male abbiamo visto anche gente morire dentro alle questure poichè qualcuno doveva impartire loro una lezione.

Siamo delle teste pensanti e per questo se c’è un problema preferiamo risolverlo alla radice, ma per farlo bisogna che ognuno faccia il proprio mestiere. Ad esempio, se presidi e insegnanti temono che la droga dilaghi nelle scuole allora sarà il caso di organizzare degli incontri di formazione riguardo ad uso e abuso di sostanze. Incontri fatti con chi della materia se ne intende e non con qualche poliziotto ignorante che ripete a mò di pappagallo risultati di studi fittizi condotti da Mr. Serpelloni & CO.

Studi secondo i quali chi fuma una canna ha i buchi nel cervello e arriverà entro breve tempo a consumare eroina.

Noi incontri di questo tipo ne abbiamo già fatti in autonomia, anche all’ISART, durante le occupazioni di questo autunno.

E’ in questo modo che si affrontano i problemi, non stigmatizzando e criminalizzando i giovanissimi per due canne in tasca.

Sabato siamo stati a Roma proprio per dire questo. Per dire che:

- Non siamo più disposti a pagare con le nostre vite e con i nostri diritti il prezzo di leggi finalizzate a rafforzare il miliardario monopolio del commercio delle narcomafie.

- Non siamo più disposti a veder riempire le galere di consumatori, che diventano secondo il teorema “punisci e correggi”, prima criminali e poi malati.

- Non siamo più disposti a lasciare morire persone nelle carceri

Crediamo che, come sta già avvenendo in altre parti del mondo (USA, Uruguay e non solo), sia arrivato il momento di spingere verso la completa depenalizzazione dell’ uso personale di cannabis e dalla sua autoproduzione.

Detto questo, tutta la nostra solidarietà va a CHIARA e SAVERIO ai quali ci sentiamo di dire che siamo loro complici.

Per questo vogliamo dire con forza che già da questa settimana saremo dentro e fuori le scuole della nostra città a proporre iniziative atte a impedire che fatti come questi si ripetano.

Per chi volesse prendere parte alle nostre assemblee potete trovarci tutti i Venerdì alle 15:00 in Via Orfeo, 46 nell’ex caserma Masini.

Da quell’assemblea, insieme a tutte e tutti voi, vogliamo continuare a costruire un modo nuovo e più “sano” di vivere le nostre scuole e la nostra città.

Con questa operazione Anonymous vuole esprimere la sua più totale solidarietà alle persone che oggi manifestano a Roma per la legalizzazione della cannabis e per la fine della persecuzione poliziesca contro i consumatori e/o produttori di Tetra-Idro-Cannabinolo. Rivendichiamo il diritto di ogni individuo di produrre marijuana e consumarla per scopo ludico su modello di quanto avviene nei Paesi Bassi ed in Uruguay, Corea del Nord e parte degli USA“.

Sono queste le parole con cui il gruppo di hackers, ha aderito, anche con un comunicato, alla “causa dell’antiproibizionismo”.

Ecco cosa ci fa sapere il gruppo di hacker più famoso del mondo dopo aver hackerato il sito web del Ministero della Sanità e del DPA nonché l’indirizzo e-mail dello stesso Serpelloni e da qualche indiscrezione sembra anche il suo telefono cellulare…?!

http://www.parolibero.it/cronaca-mnu-sidebar/cat-cronaca/anonymous-dalla-parte-dell-antiproibizionismo-10-02-14-donati.html

Succede il 7 di Febbraio, esattamente il giorno prima del corteo a sostegno dell’illeggittimità della legge Fini-Giovanardi. Anonymous hackera l’e-mail di Serpelloni, quella stessa mail dove ad ogni sottoscrizione della petizione ASCIA vengono recapitati i “perchè secondo te Serpelloni dovrebbe dimettersi“, quella petizione che vorremmo portare di persona al DPA e consegnare nelle mani del dottore, corredata di tutti i vostri commenti.

E proprio dal sito “change.org” che ospita la nostra petizione Anonymous ha lasciato la sua impronta e il dott. Serpelloni risponde: “Non posso che essere d’accordo con voi. Mi dimetterò e lotterò per la legalizzazione della marjuana!

#FreeCannabis #8Febbraio #AnonymousItaly #Rome #Legalizziamola #FreeWeed”

Ci fa davvero molto piacere trovare l’interesse di Anonymous per la nostra causa e averli avuti di passaggio sulla petizione che lanciammo mesi fa.
Abbiamo sempre sostenuto che la battaglia antiproibizionista è composta da tanti guerrieri con una freccia sola, e ogni volta che una di queste colpisce il bersaglio, non possiamo che esserne contenti.

Sembra quindi che anche l’attuale catastrofico capo del DPA concordi con la nostra petizione :) e speriamo lasci il suo posto il prima possibile!

Noi vi invitiamo a continuare a firmare
https://www.change.org/it/petizioni/firma-la-petizione-ascia-per-chiedere-le-dimissioni-di-giovanni-serpelloni-capo-del-dipartimento-politiche-antidroga

Direttivo ASCIA

Di fronte a certe testimonianze di ottusità irreversibile non riusciamo più a capire se è meglio ridere o piangere!

Consigliamo a tutti coloro che non hanno avuto modo di assistere alla trasmissione “Porta a Porta” di andare a vedere le incredibili affermazioni del senatore Giovanardi: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/01/26/giovanardi-mia-figlia-era-fidanzata-con-rasta-forse-gay-e-io-sono-finito-in-ospedale/262611/

Giovanardi ha raccontato di quella che lui ritiene una disavventura familiare, una confessione fatta dalla figlia qualche anno fa, che gli ha procurato uno svenimento repentino e una corsa al Pronto Soccorso, uno choc di tale impatto devastante da cui molto probabilmente, vista la sua intolleranza nei confronti di tutto ciò e di tutti coloro che non rispecchiano la sua visione del “mondo”, non è mai riuscito a riprendersi: “Tornando da un viaggio in Sud Africa mia figlia mi disse: papà sto con un rasta, di colore e forse gay. Ma per fortuna adesso mia figlia è sposata con un’altra persona ed è mamma di figli. Quindi diciamo che, a parte lo choc, la mia storia ha avuto un lieto fine. La famiglia è una sola: con papà e mamma. In una coppia non c’è spazio per gli omosessuali

Certo non gli sarebbe potuto capitare di peggio e alla sola idea di ritrovarsi in famiglia un genero “negro”, “frocio” e “drogato” e magari con due o tre nipotini mulatti che scorrazzavano per casa, il debole e puro cuore del senatore non ha retto.

Abbiamo usato delle parole dispregiative, al posto di quelle “convenzionalmente correct” in modo intenzionale, perché sembra che siano le uniche adatte alla comprensione di Giovanardi circa la diversità tra gli individui, tant’è che lui “conoscitore del mondo” per sua stessa ammissione, solo qualche anno fa ha scoperto il significato di “Rasta” e cosa significa “essere di colore”.

Sembra di leggere una nuova sceneggiatura per un remake di “Indovina chi viene a cena?“, ma questa volta al posto del solo nero, ci mettiamo pure i disprezzati Rasta consumatori di erba e gli odiosi gay.

Stupefacente, semplicemente stupefacente, ma non tanto per quel che ha detto il senatore, quanto per il fatto che simili personaggi, reliquie di quella cultura bigotta di cui scrivevamo nei precedenti articoli (eh sì caro senatore Gentile, forse adesso potrà comprendere meglio cosa significa!) possano ancora pensare di giudicare, condannare, condizionare e opprimere la nostra vita.

Forse non è la legge che porta il suo nome a dover essere giudicata dalla Corte Costituzionale, ma dovrebbe essere proprio la sua persona, che con queste dichiarazioni palesemente razziste e discriminatorie, fa entrare in collisione il suo ruolo istituzionale con i principi della Costituzione ispirati all’uguaglianza fra le persone e al rispetto per le diversità.

Per ora continuiamo a batterci per far abrogare la sua legge, poi continueremo a batterci per abrogare anche lui!

Direttivo ASCIA

Le ultime deliranti affermazioni del senatore Gentile, ex esponente del PDL ed ora nel Nuovo Centrodestra. ”La cannabis uccide peggio ancora delle altre droghe paradossalmente perche’ distrugge i neuroni e chi la difende e’ un criminale. Siamo stanchi di subire comunicati e testimonianze di persone che esaltano le virtu’ di questa pianta che mangia letteralmente i neuroni degli adolescenti. Chiedo al capo dipartimento Giovanni Serpelloni e al ministro Lorenzin di avviare una pubblicita’ progresso che illustri i danni subiti dal cervello perche’ e’ ora di sbattere in faccia ai nostri ragazzi lo sconquasso che avviene nel loro cervello ogni qual volta si fanno una canna”. Gentile inoltre chiede ”alle Procure ed alla Dda di intensificare la repressione contro gli spacciatori di cannabis: cocaina, eroina, ecstasy sono bombe di cui si conosce la pericolosita’ mentre sulla cannabis c’e’ uno sconcertante silenzio”. http://www.asca.it/newsregioni-Droga__Gentile_28Ncd29__la_cannabis_uccide__Lorenzin_avvii_campagna-1349492-Calabria.html

Almeno una volta l’anno abbiamo l’onore di rientrare nei pensieri dell’on. Gentile, una vecchia conoscenza di cui spesso sentiamo la mancanza per le sue simpatiche affermazioni e per le sue assurde convinzioni.

Già lo scorso anno invitammo il senator Gentile (che non è il personaggio di una poesia) ad avere pudore e discrezione prima di accusare altri di essere criminali, quando il suo passato di indagato pone non pochi dubbi sulle sue qualità etiche e professionali.

Solo affermare che la canapa uccide è una falsità ideologica, un gesto esagerato di terrorismo mediatico non supportato scientificamente, visto che nessuno è mai morto per i danni direttamente provocati dalla canapa, se non quando è stata usata come corda per la forca.
Dire che lo fa addirittura peggio delle altre droghe ci appare come un’istigazione gratuita all’odio verso chi la pensa diversamente e chi ne fa uso, dichiarandolo criminale solo perché difende una pianta dalle inesauribili qualità e proprietà.

Chiaramente il senator Gentile si riferisce a noi e all’audizione che abbiamo avuto in Commissione Giustizia quando afferma: “Siamo stanchi di subire comunicati e testimonianze di persone che esaltano le virtu’ di questa pianta che mangia letteralmente i neuroni degli adolescenti“, ma il senator Gentile non può neanche immaginare quanto siamo stanchi noi delle bugie del DPA, della legge del suo compagno di partito Giovanardi e delle figure come le sue che altro di meglio non hanno da fare se non cercare tutti i modi per rovinare la vita a tutti quelli che non la pensano come loro.

Noi lo abbiamo affermato anche in Commissione, una dichiarazione che rimane agli atti e verificabile in qualsiasi momento: “Il DPA e il dott. Serpelloni praticano terrorismo psicologico, divulgano false informazioni e operano delle vere e proprie mistificazioni sulle proprietà della cannabis“, abbiamo in sintesi affermato che chi dice che la cannabis provoca la “distruzione dei neuroni” dice una menzogna, è un bugiardo che mente per tirare acqua al proprio mulino, per alimentare tutti quei circuiti che portano abbondanza alle casse delle comunità terapeutiche, alle varie Associazioni di lacché del DPA e a tutti quegli studi di ricerca che sono in realtà alle strette dipendenze, economiche e scientifiche, dello stesso DPA.

Senator Gentile, saremmo noi i criminali, che vorremmo solo che nessuno entrasse nella nostra vita privata e perseguitasse il nostro stile di vita, o siete voi, che avete tentato di far approvare una proposta per applicare sanzioni per quei Comuni che non volevano agevolare la diffusione delle slot machine e del gioco d’azzardo, quando la patologia della dipendenza da gioco risulta essere fra le più diffuse e preoccupanti in questo momento storico?

Ci sembra incredibile che abbiate potuto ideare questa ignobile proposta per tornare ai sistemi usati nella “guerra dell’oppio”, dove gli inglesi imponevano il consumo della sostanza ai cinesi per garantirsi un’inesauribile ricchezza, alle e sulle spalle di poveri diavoli costretti a diventare oppiomani pur di arricchire le casse della Regina!

Come rappresentante delle Istituzioni si vergogni senator Gentile, questi sono atteggiamenti criminali, non i nostri!

E se poi volesse querelarci per averle dato del bugiardo e del criminale, siamo a sua completa disposizione e pronti ad una controquerela.

Con la speranza di non vederla nelle prossime legislature e augurandole un 2014 uguale a quello che lei ha fatto passare (con la sua ideologica difesa della finigiovanardi) a decine di migliaia di persone, le inviamo i nostri saluti, anche se poco cordiali.

Direttivo ASCIA

Vogliamo riprendere la notizia del tragico incidente accaduto in Sicilia sulla Palermo-Sciacca (link), perché potrebbe essere un caso emblematico nel caso fosse approvato il reato di omicidio stradale e della conseguente immediata criminalizzazione di chiunque sia trovato positivo alla cannabis dopo un incidente.

Senza sapere ancora le cause e le responsabilità, è bastato che uno dei conducenti risultasse positivo alla cannabis (gli avranno fatto veramente le analisi del sangue o il test retroattivo delle urine?) e tutti i media ne hanno dato notizia come se la sua responsabilità fosse automaticamente certa.

Non si sa ancora esattamente la dinamica dell’incidente, di chi sia la responsabilità, potrebbe essere stato a causa della forte pioggia o delle condizioni del manto stradale (la Palermo-Sciacca è stata teatro di innumerevoli incidenti mortali), oppure addirittura dovuta alla distrazione dell’altra auto (condotta da un 78enne), oppure ad un guasto meccanico, ma il linciaggio mediatico esplode al volo.

Nel coro generale di strumentalizzazione non poteva mancare la voce tuonante del nostro persecutore per eccellenza, il sen. Giovanardi (è più forte di lui), non aspettava occasione migliore per dimostrare quanto ‘pericolosi’ siano la cannabis e i suoi consumatori, ecco il suo comunicato:

L’ultimo tragico episodio di cronaca dovrebbe indurre ad un dignitoso silenzio tutti coloro che continuano a straparlare della differenza tra il consumo fra droghe cosiddette pesanti o leggere. L’uomo che ieri a Palermo, nell’ennesimo tragico incidente stradale, ha causato cinque morti e due feriti, distruggendo la sua famiglia e altri due innocenti automobilisti, guidava sotto l’effetto della cannabis ed aveva precedenti per detenzione e spaccio di droga. E’ ora di finirla con messaggi ambigui e distorti che imbrogliano i giovani confondendoli su una verita’ ormai scientificamente accertata: la droga, qualsiasi tipo di droga rovina la vita di chi ne fa uso e mette a rischio anche la vita di chi non ne fa uso”.

E’ stata una tragedia immensa della strada, il conducente incriminato è in coma, ha perso la madre, la moglie, un bambino di 2 anni, e l’altro bambino si trova con la famiglia distrutta, ma Giovanardi non ha aspettato neanche di sapere con certezza le responsabilità nell’incidente, prima di dar fiato alle sue corde vocali, nella fretta di strumentalizzare vergognosamente una tragedia umana della strada così drammatica.

Proprio lui, artefice della legge che ha procurato il maggior numero di detenuti nelle carceri italiane, in gran parte persone innocue, tenta, ancora una volta, di sfruttare una dolorosa tragedia della strada per criminalizzare spropositatamente la categoria di chi fa uso di cannabis, etichettandoli come persone socialmente pericolose alla guida, per giustificare la durezza eccessiva della sua legge (che lui comunque considera “la più permissiva d’Europa”), e non ha neanche aspettato che vi fossero risultati sicuri delle analisi tossicologiche che dimostrassero che il conducente fosse effettivamente sotto l’effetto della cannabis al momento dell’incidente.

Che dire, allora, della lunga lista di incidenti provocati da chi era alla guida sotto l’effetto di alcoolici (effetto certo), se fosse usata per richiedere (ingiustamente) la criminalizzazione di tutta la categoria di chi beve anche solo un bicchiere di vino? o addirittura questo vino lo abbia bevuto una settimana prima? E’ evidente che per l’alcool è utilizzata una politica diversa (visto che è legale) che tiene conto del contenuto alcolemico, che è di gran lunga più razionale ed anche se non perfetta, permette di appurare le condizioni di chi guida.

Ad esempio, nella lunga lista di incidenti provocati dall’alcool e droghe, ci viene in mente un altro analogo tragico ed emblematico episodio, accaduto a Savona alla fine di giugno 2013, in cui un Carabiniere ubriaco e positivo alla cocaina investe e uccide un anziano: http://www.ivg.it/2013/06/carabiniere-investe-e-uccide-anziano-ubriaco-e-positivo-alla-cocaina/

Leggendo i commenti a tale articolo in ordine cronologico, si può notare come alcuni, estendendo le responsabilità del singolo, tendano ad infangare l’intera categoria dei carabinieri e delle forze dell’ordine, e come altri (soprattutto colleghi) pur condannando il comportamento irresponsabile della guida in stato di ebbrezza da alcool e coca, giustamente si difendono dalla generica criminalizzazione indiscriminata di tutta la categoria.

Si potrebbe strumentalizzare questo tragico episodio del carabiniere per chiedere a gran voce le analisi tossicologiche delle urine obbligatorie periodicamente per tutti gli operatori nelle forze dell’ordine, e controlli sull’alcool durante il servizio, visto che oltre che guidare i veicoli di servizio portano anche armi da fuoco, penalizzando tutta la categoria per le responsabilità di un singolo.

Ed a qualcuno piacerebbe chiedere, ancor più “logicamente”, che tali analisi tossicologiche retroattive vengano rese obbligatorie per tutti i deputati e i senatori, visto che hanno la grande responsabilità di dover decidere per una nazione intera, provocando delle vere e proprie catastrofi nel caso di errori (come per la Fini-Giovanardi).

I consumatori di canapa, con l’inadeguatezza delle analisi delle urine, che rivelano solo un uso precedente, possono incappare nel reato penale (art.187 cds, guida sotto effetto di sostanze stupefacenti) per un normale controllo stradale o addirittura qualora vengano coinvolti, anche senza nessuna responsabilità, in un’incidente stradale anche se guidavano in stato di sobrietà completa.

Questa persecuzione netta ed a senso unico contro la cannabis la possiamo ritrovare nella proposta di legge di inziativa popolare per inserire nel codice penale il reato di ‘Omicidio Stradale’ (http://www.omicidiostradale.it/).

La proposta è quanto di più emblematico nell’ambito della cannafobia e si può notare nella prefazione della proposta quando scrivono: “Se invece uccidi un ragazzo di 17 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ti sei messo alla guida positivo alla cannabis e con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge (significa aver bevuto 15 birre o 2 bottiglie di vino, non solo non vieni arrestato subito, ma in carcere non ci andrai mai.

Si può notare con quanta malafede si nomini esclusivamente la cannabis (come se fosse la più pericolosa delle droghe), e con quanta altrettanta malafede viene paragonata la ‘gravità’ dell’assunzione di cannabis (anche se pregressa, visto che attraverso le analisi delle urine risalogno anche a consumi di settimane prima) con l’assunzione di “….15 birre o 2 bottiglie di vino”.

Se non è malafede e palese ignoranza fare un simile accostamento. Per chiunque beva 15 birre o 2 bottiglie di vino è totalmente irresponsabile mettersi alla guida.

Come si può paragonare tutto ciò con l’assunzione di uno spinello magari fumato giorni e giorni prima?

La cosa più assurda è che, in caso fosse approvata una legge di questo tipo (ma non ci risulta ne presentata ne in discussione per fortuna), la condanna non verrà data in base alla gravità del danno, ma semplicemente associata all’uso di cannabis (o altre sostanze) riscontrata dalle analisi.

Quindi se una persona guida a 200km all’ora nel centro cittadino, brucciando tutti i semafori e facendo una strage di pedoni sarà ‘semplice’ omicidio colposo, se invece ad un altro indipendentemente dalle sue responsabilità nell’incidente, vengono riscontrare tracce di cannabinoidi è il responsabile assoluto e sarà omicidio stradale, anche se è stato coinvolto nell’incidente da altri o addirittura era fermo allo stop.

E’ oramai appurato che la cannabis è la sostanza meno pericolosa alla guida, rispetto alle altre sostanze illegali e legali, almeno che non venga consumata assieme ad alcolici, in quel caso la cannabis ha lo spiacevole incoveniente di causare un aumento degli effetti alcolici, si è quindi sotto un effetto maggiorato dell’alcol, ed è proprio l’alcol la sostanza più pericolosa alla guida e la più responsabile degli incidenti stradali (non in assoluto ma rispetto alle altre sostanze).

La cannabis utilizzata da sola invece secondo diversi studi non aumenta le possibilità di incidente, anzi potrebbe diminuirla, essendo l’alta velocità una delle maggiori cause dei sinistri, e l’uso di cannabis fa notoriamente ‘andare più piano’.

Sicuramente gli incidenti stradali sono un grande problema, ma è evidente che si cerca di colpevolizzare dei comportamenti che potrebbero non aver influito assolutamente nell’incidente stesso, cercando di trasferire la responsabilità esclusivamente all’uso della sostanza, escludendo a priori altri fattori, come le condizioni della strada, mettendo a tacere chi chiede strade sicure, e mettendo al riparo dalle critiche chi si occupa delle gestione delle strade. Ed infatti era di poco tempo prima una protesta dei residenti nei paesi che si affacciano sulla Palermo-Sciacca per chiedere interventi che mettessero in sicurezza la strada visto l’alto numero di incidenti stradali mortali, ma tutto questo è stato messo a tacere, “perchè la colpa è della cannabis”.

Pierpaolo Grilli, Giancarlo Cecconi, Davide Corda – ASCIA

Ci sono tre proposte di legge in discussione alla Commissione Giustizia della Camera e, a quanto sembra, a breve tempo ci sarà anche il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità della Fini-Giovanardi, due scadenze che vengono attese con ansia da noi, ma anche da tutti coloro che da sempre sostengono la legge, causa prima ed assoluta di una inspiegabile ed assurda repressione contro i consumatori di cannabis.

Ci siamo impegnati a tenere informati, facendo sentire il nostro punto di vista, i membri della Commissione Giustizia su tutto quello che riteniamo necessario per una obiettiva valutazione sul fenomeno del consumo, sulla necessità di regolamentarlo e soprattutto nel fornire dati ed elementi che confutino le tesi ambigue, false e fuorvianti portate a difesa dell’apparato repressivo dalla solita Armata Brancaleone, guidata dal firmatario della legge (il nostro mai sufficientemente disprezzato senatore Giovanardi), dalla sua creatura (il DPA) guidato dalla pregiudiziale ideologica del dott. Serpelloni e dalla solita truppa di servizio al soldo dell’uno o dell’altro.

Un’armata che in quanto a qualità combattive risulta invidiabile per la spocchia e la sicumera che impongono, che di disponibilità finanziarie con cui lanciare la Crociata ne dispone in quantità, ma che manca di un elemento importante quando si conduce una battaglia: la credibilità del messaggio che giustifichi l’azione!

Prima è sceso in campo Giovanardi a Radio 24.it e al convegno della LUISS riproponendoci la solita voluta confusione con il suo slogan preferito: “le droghe sono tutte uguali“, nel momento storico e sociale in cui tutto il mondo avverte l’urgenza di un cambiamento di rotta almeno nei confronti delle “droghe leggere”.

Poi è stato il turno del dott. Serpelloni all’audizione della Commissione Giustizia, che ogni mese aggiorna, in base a non si capisce quali studi o criterio, la percentuale di THC contenuto nella cannabis e continua incoscientemente ad evitare il discorso della prevenzione intesa come educazione sull’uso e sull’abuso, come avviene per alcol e tabacco, privilegiando invece quello della repressione, che tanti soldini fa girare con le comunità di recupero!

Ed infine ecco all’attacco la fanteria, con i soliti gruppi integralisti che non permettono alcun confronto sul tema e che delle sante parole del caro senatore e del DPA ne fanno vangelo con cui convincere le masse!

Segnaliamo a questo proposito l’articolo con cui L’Avvenire apre un’inchiesta sulle droghe leggere, consigliando la lettura solo a chi ancora crede nelle fate o in babbo natale, perché per tutti coloro che invece non vivono più di piacevoli menzogne, risulta spregevole e strumentale l’utilizzo di argomenti drammatici per nascondere una realtà nazionale che, con la semplice regolamentazione per la coltivazione di poche piante ad uso personale, risolverebbe il problema del narcotraffico nostrano e di decine di migliaia di ingiusti processi e di altrettanto ingiuste carcerazioni.

Questa volta non lanciamo una mailbombing, ma se qualcuno volesse far pervenire alla redazione di “Avvenire” la propria indignazione e disgusto, questo è il contatto: lettere@avvenire.it

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Invitiamo i nostri utenti e soci ad ascoltare l’intervento del paladino dell’ideologia proibizionista Carlo Giovanardi, in occasione del convegno promosso dalla Luiss sul tema “droghe leggere tra libertà personale e tutela della salute”:

http://www.radioradicale.it/scheda/393811

E’ semplicemente sconcertante ascoltare un venditore di fumo (quello impalpabile, puzzolente e inconsistente), affannarsi e impappinarsi nel disperato tentativo di dare consistenza a teorie altrettanto fumose.

Alle constatazioni assolutamente logiche espresse e dimostrate con i fatti da Claudia Sterzi, il battagliero senatore non ha potuto far altro che confondere il tema dell’incontro mischiando come al solito l’uso di cocaina con quello di cannabis, dare false informazioni, come suo costume, continuando a farneticare di enormi buchi nel cervello dei consumatori, adottare esempi in totale antitesi con l’intelligenza arrivando a dire che per procurarsi l’erba si potrebbe addirittura arrivare ad uccidere i genitori e chiaramente, ribaltare in continuazione la frittata mettendo in fila una serie di concetti e affermazioni, sulla situazione carceraria, sulle legislazioni estere, sugli incidenti stradali e sull’uso dell’alcol, che presuppongono una spiccata predisposizione all’Alzheimer.

Ringraziamo comunque Claudia per aver cercato di esporre attraverso il buon senso le argomentazioni che ci stanno a cuore ed anche per averci dato la prova scientifica che Giovanardi, in quanto alieno, non avrà mai la capacità umana della comprensione e della logica!

Direttivo ASCIA