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Potrebbe essere l’ennesimo buco nell’acqua, ma siamo soddisfatti che qualcuno nel M5S non ha dimenticato la battaglia per la legalizzazione e che si inizi di nuovo a parlare di un tema non secondario nella politica sociale ed economica del Paese.
Rimandiamo all’articolo pubblicato sul sito di La Repubblica:
https://www.repubblica.it/politica/2019/01/09/news/m5s_liberalizzazione_cannabis_proposta_legge-216151184/

Continua il silenzioso e subdolo ostruzionismo, per quanto riguarda le responsabilità che il parlamento dovrebbe prendersi nei confronti del tema della legalizzazione della cannabis, dopo ben tre anni dall’abolizione della Fini-Giovanardi.

Pubblichiamo il comunicato dell’on. Ferraresi, prendendo atto che anche alcune forze politiche, che credevamo impegnate per trovare in tempi brevi una soluzione al problema, si stanno allineando con il modus operandi delle forze più conservatrici, ci chiediamo il perché!

Ormai già si sta vivendo un clima pre-feriale e qualsiasi dimostrazione o iniziativa non verrebbe presa in considerazione, possiamo solo affermare che alla ripresa dei lavori il prossimo autunno, ci sentiremo in dovere di lanciare qualsiasi tipo di provocazione pur di riportare l’argomento “legalizzazione” all’attenzione dei media e della politica, non ci prenderanno per stanchezza, nonostante ce la mettano tutta!
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“La legge sulla legalizzazione continua a subire ostacoli di ogni genere. Oggi si doveva votare il testo base della legge ma il PD con Forza Italia, Mdp, Alternativa Popolare e sorprendentemente anche Sinistra Italiana hanno votato per il rinvio. Soltanto il Movimento 5 Stelle e la Lega hanno chiesto il voto immediato sul testo di partenza, per decidere oggi dopo lunghi mesi in cui si è perso tantissimo tempo visto che la visione della relatrice Miotto è già nota da tempo e ha rifiutato ogni possibile passo avanti per trovare un testo condiviso. La legge sulla legalizzazione richiede coraggio e si devono fare proprie le parole del procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Roberti che afferma come sia coerente l’adozione di una rigorosa e chiara politica di legalizzazione della vendita della cannabis. La nostra proposta è chiara e in linea con quanto non solo detta il buonsenso ma anche autorevoli esponenti della magistratura: cannabis a scopo terapeutico, coltivazione ad uso personale e commercializzazione sotto rigido controllo dello Stato”.

I deputati del Movimento 5 Stelle della commissione Giustizia sono delusi dall’ennesimo rinvio di una legge attesa da anni: “Questa è la dimostrazione chiara che quando le leggi sono nell’interesse dei cittadini, della società, che rendono un servizio concreto allo Stato liberando le forze dell’ordine da una battaglia condotta solo per principi ideologici conservativi, piuttosto che seguire l’esempio americano che con la legalizzazione ha recuperato e investito ingenti somme di denaro proprio per le forze dell’ordine e per l’educazione, facendo diminuire drasticamente il consumo stesso e soprattutto abbattendo il controllo criminale sulla cannabis. Continueremo a batterci perché si vada fino in fondo con questa legge e non trionfi l’ipocrisia anche in questa legislatura”.

Continuano ad arrivare copiose le adesioni alla manifestazione pro legalizzazione Fuma Parei, espressione piemontese che significa “facciamo così”!
Condividete, partecipate, venite a dire la vostra.
Non era mai successo che così tante organizzazioni aderissero ad una manifestazione per la legalizzazione della Canapa.
Il gruppo consiliare torinese del Movimento 5 Stelle, la CGIL, l’ARCI, partiti, associazioni, i giovani del Partito Democratico e di Rifondazione Comunista hanno trovato un comune terreno di lavoro e di iniziativa politica.
Lavoriamo per creare Coordinamenti Unitari in tutte le città, in tutte le regioni.
Facciamo crescere la spinta necessaria ad una rapida e positiva soluzione del problema.
Il proibizionismo non funziona, se ne prenda atto e si provi a cambiare.
Uniti potremmo farcela :-)

L’evento della Fuma Parei! Torino 2017
https://www.facebook.com/events/764060070419298/

http://fumaparei.altervista.org/

Hanno finora aderito: Arci, CGIL, Possibile, Giovani Democratici, Radicali Italiani, Associazione Adelaide Aglietta, Radical Cannabis Club, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista, Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Torino, Giovani Comunisti, Associazione Culturale ARCI Iniziativa RicreAt(t)iva, Medical Cannabis Club Torino, C.I.P. Canapa Info Point, Associazione Canapa Italiana, Non Solo Skunk, Dolce Vita Magazine, Craziest Growshop, A.S.C.I.A., Associazione Canapese, Pastafariani, Wiki Mafia, Qualcosa di Sinistra, WE generation, Campo Progressista, Soft Secrets.

A seguito della LEGGE 2 dicembre 2016, n. 242 riguardante le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa (16G00258) (GU n.304 del 30-12-2016 ), entrata in vigore il 14/01/2017, le scriventi Associazioni comunicano che in occasione della terza edizione della Fiera della Canapa “Canapa Mundi”, che si svolgerà a Roma dal 17 al 19 febbraio presso il Pala Cavicchi (Ciampino) e in relazione all’art. 2 concernente la liceita’ della coltivazione, comma f): (coltivazioni dedicate alle attivita’ didattiche e dimostrative nonche’ di ricerca da parte di istituti pubblici o privati), distribuiranno ai propri soci una pianta di canapa regolarmente certificata.

Le piante di canapa vengono distribuite ad uso dimostrativo nel contesto del progetto “Saracinesco in Canapa” con protocollo di intesa con il Comune di Saracinesco, l’Universita’ di Tor Vergata e l’Universita’ della Tuscia e vuole essere un’azione dimostrativa, dopo anni di ingiusta demonizzazione, per sostenere e divulgare le innumerevoli proprietà di una risorsa esclusiva per le necessità economiche ed ambientali, da millenni al servizio dell’umanità.

E’ anche la prima volta che è possibile sensibilizzare “legalmente” l’opinione pubblica sulle ragioni dell’antiproibizionismo, mostrando e distribuendo esemplari di canapa in fase vegetativa.

Siete invitati per ulteriori approfondimenti a visitare il nostro stand e constatare direttamente quante gravi inesattezze sono state scritte in questi anni sulla pianta di canapa e sui suoi fruitori.

Cordialmente

CIP – ASCIA – Over Grow
canapainfopoint.it – ascia-web.org – overgrow.it

tag: #CanapaLibera & #CannabisLegale

Un ringraziamento d’obbligo va agli organizzatori della Fiera, per l’ospitalità, la disponibilità e per il notevole ed apprezzato salto di qualità, gli ampi spazi e una razionale divisione tra la parte commerciale e quella associativa ha reso molto fluida la visita delle migliaia di visitatori che in tre giorni hanno affollato costantemente i locali della fiera.

Venendo immediatamente agli argomenti che ci toccano da vicino, due sono stati gli interventi di notevole rilievo:

1 – La conferenza dibattito con l’on. Daniele Farina, gli avvocati Simonetti e Miglio e il portavoce di Antigone, dove è stato fatto il punto della situazione sul dibattito in corso sulla legalizzazione e sul prossimo pronunciamento della Consulta sulla legittimità della legge in vigore.

2 – La presentazione del progetto “Saracinesco in Canapa” spiegato nella sua dinamica e nelle sue finalità dal Sindaco del Comune dott. Marco Orsola.

La situazione per quanto riguarda il primo punto può essere così riassunta:

il 9 marzo la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sull’ammissibilità del ricorso presentato dagli avvocati Miglio e Simonetti e accettato dalla Corte d’Appello di Brescia, e dato che la Consulta non dovrebbe ignorare che il parlamento attraverso la costituzione di un intergruppo, al quale hanno aderito 300 parlamentari, voglia iniziare seriamente a discutere sulla necessità di una legge adeguata ai tempi, c’è quindi una nutrita speranza che un pronunciamento negativo nei confronti della legge in vigore possa far affrettare i tempi della discussione in sede parlamentare.
Sui pericoli che comunque il pronunciamento della Corte può generare, qualsiasi esso sia, torneremo a parlarne nei prossimi giorni.

Nel progetto Saracinesco, sul quale il Sindaco ha rinnovato la determinazione della Giunta nel voler assolutamente renderlo operativo, la nostra associazione è impegnata direttamente e l’incontro svolto a Canapa Mundi ha riscosso un consistente interesse e approvazione tra le decine di persone che hanno assistito increduli per come le cose, nonostante l’arroccamento e la resistenza delle frange più ottuse e oscurantiste del nostro panorama politico. stiano cambiando velocemente e confortati del fatto che siano le stesse Sedi Istituzioni, seppur locali, a promuovere un progetto pilota sulla coltivazione e l’applicazione terapeutica della cannabis.

Anche su questo progetto torneremo in futuro a descrivere più approfonditamente le finalità nel suo insieme e il ruolo delle associazioni coinvolte.

Direttivo ASCIA e Canapa Info Point(CIP)

Quando mi chiedono: “perché fumi cannabis?”, l’unica risposta che mi è venuta sempre spontanea è: “per sopportare questo mondo!”

Abbiamo molto dibattuto se era il caso o meno di intervenire, con un commento da questo sito, sui sanguinosi fatti accaduti in Francia, e come rimanemmo sdegnati per quanto era accaduto a Charlie Hebdo esprimendo il nostro sconcerto con un articolo, ho creduto, a titolo personale, di manifestare lo stesso sdegno con alcune osservazioni.

Avevo solo 16 anni la prima volta che scesi in piazza, fu per la carestia in Bangladesh, era il 1969 e iniziavo solo allora a capire di quanto ingiusto e crudele fosse questo mondo, dove c’era gente che buttava nella spazzatura gli avanzi del pranzo e della cena, che sarebbero invece bastati a sfamare una famiglia intera in quei posti dove il morso della fame mieteva decine di migliaia di vittime ogni giorno, perlopiù bambini!

Da quel giorno sono sceso in piazza centinaia di volte, per la guerra in Vietnam, per la Palestina, per il Cile, contro i Colonnelli in Grecia, contro Franco, per l’Argentina libera, contro la dittatura brasiliana, per Cuba e tante altre volte per i diritti dell’uomo, contro la pena di morte, per il diritto alla vita, per la dignità e la giustizia.

Poi improvvisamente niente più piazze e tutto è stato visto come fossimo spettatori di un film di cui non ci sentivamo più protagonisti e così ci siamo limitati a vedere in televisione la guerra dei Balcani a soli 300 chilometri da noi e i bombardamenti del primo “Desert Storm”, passando alla completa assuefazione dell’offensiva contro l’Afghanistan e la seconda guerra in Iraq, per arrivare all’indifferenza più completa della caduta di Saddam seguita da quella di Gheddafi con la conseguente instabilità del mondo islamico …e ora l’Isis che, oltre al terrore, è anche portatore di grandi misteri sulla sua costituzione, sugli approvvigionamenti di armi che ha ricevuto e del grande potere che gli è stato concesso.

Mi sento di partecipare al dolore che investe in questo momento tutto il mondo civile, quel mondo che vorrebbe esprimere grandi ideali, ma che con la sua politica coloniale, con le leggi razziali e con la prepotenza che ha sempre espresso, non è mai esistito e che forse mai esisterà se non nella nostra utopia, perché se è barbaro uccidere in nome di dio o di un’ideologia, non è civile sicuramente bombardare città intere lasciando sotto le macerie decine di uomini, donne e bambini …l’odio è un seme che attecchisce facilmente!

Troppa mostruosità avvolge questo mondo, troppo sangue viene versato in nome di concetti astrusi e immorali e soprattutto in nome di interessi economici di chi da tutto questo sangue ha sempre beneficiato e continuerà a farlo!

Fermate il mondo, fateci scendere, o quantomeno lasciateci sopportare questa pazzia globale come riteniamo sia meglio, visto che per ora non possiamo fermarla!

Giancarlo Cecconi

Pubblichiamo le impressioni di alcuni delegati delle Associazioni che hanno partecipato alla conferenza di Bruxelles.

E’ un momento topico per la battaglia antiproibizionista, perché sia in Italia, con una “iniziativa parlamentare” e sia in Europa con un “report di iniziativa” si stanno costringendo i governi nazionali e la Commissione Europea a prendere delle decisioni in merito all’uso e al consumo delle cosiddette “droghe leggere”.

Per vedere un estratto della conferenza: https://youtu.be/B9x1IrDdNFE


Di ritorno da Bruxelles, ringraziamo la bella comunità italiana presente in Belgio che ci ha ospitato nella accogliente città. Entrare nei palazzi del potere, fa sempre un certo effetto, ma portare in visita al parlamento anche il Flacone di Bedrocan, con le infiorescenze, che in italia dovrebbe venir prescritto, non ha prezzo. Assieme ai pazienti abbiamo lasciato (in ogni zona fumatori visitata) un segno del nostro passaggio, un sentiero di Terpeni che speriamo ispirino il parlamento a legiferare in merito.

Nella delegazione italiana oltre alle associazioni specializzate in cannabis, erano stati invitati anche il coordinamento AddioPizzo e l’ass. Muovi Palermo, con cui è stato un piacere confrontarsi sulle diverse realtà e sulla loro cultura sulla mafia e criminalità organizzata in genere.
La conferenza è stata interessante per più punti di vista ed interpretazioni, erano presenti:

Jan Malinowski, Executive Secretary of the Pompidou Group (Council of Europe): il miglior intervento ascoltato da parte delle istituzioni, ha trattato il problema della lesione dei diritti umani in atto, provocata dalla persecuzione delle droghe; nel suo intervento ha suggerito più volte di far valere i diritti umani e civili, contrastando le perquisizioni per consumo o coltivazione personale come ad esempio per motivi di lesione della privacy.

Angela Me (Italiana) la vera Proibizionista tra tutti gli ospiti presenti, in rappresentanza del UNODC, ha messo da subito in chiaro che per le istituzioni la cannabis è ancora una droga al pari di quelle pesanti e perciò da perseguitare. Abbiamo contestato tutto l’intervento, riuscendo alla fine a farla cadere sull’attendibilità dei suoi dati espressi. Inoltre ha sottolineato che gli accordi internazionali non danno indicazioni sul consumo e sulla coltivazione personale, anche se poi ha ammesso che la mancanza di chiarezza porta grandissime diseguaglianze negli Stati della UE. Una visione proibizionista che eravamo pronti ad ascoltare, e contestare.

R. Crepinko (Olandese) rappresentante del Europol, senza offesa ma una sorta di “terminator” che ha ripetuto per entrambi gli interventi che loro applicano solo le leggi. Non è stato possibile un confronto, quando si è rfiutato di rispondere alla domanda: “verificate che le leggi siano legittime o provvedete solo alla mera applicazione?”.

Gli altri due relatori, Griffiths (direttore scientifico osservatorio europeo) e Welfens (eurojust), dopo un primo intervento convenzionale ma molto vago, si sono espressi a favore di una regolamentazione che prenda atto dalle ultime ricerche scientifiche e che non criminalizzi il consumatore.

Ritengo positiva questa esperienza, che ci ha fatto capire che un percorso europeo è possibile, anche se molto più lungo di quello applicabile nei singoli Stati. Ma è una strada da percorrere per porre le basi di un diritto europeo all’uso di sostanze.

Un ringraziamento agli organizzatori dell’evento e ai parlamentari Ignazio Corrao (M5S), Elly Schlein (Possibile), che a termine della conferenza si sono impegnati a portare avanti un “Report di iniziativa” da presentare alla Commissione Europea.

Markab Mattossi – OVER GROW


Ci è sembrato di tornare indietro nel tempo, ascoltare le motivazioni per un efficace contrasto all’uso di cannabis, espresse dagli esperti delle organizzazioni internazionali sul consumo e traffico di droghe, ci ha riportato ai tempi in cui Serpelloni poteva permettersi di alimentare la sua fobica campagna anticannabis, con argomentazioni fasulle e impregnate di pregiudizio.

Dobbiamo riconoscere all’eurodeputato Ignazio Corrao una notevole dote di stratega perché, se è vero che noi non conoscevamo la natura convenzionalmente proibizionista dei relatori, è pur vero che neanche loro erano a conoscenza della platea a cui si rivolgevano, e se in un primo momento eravamo noi gli increduli per quel che ascoltavamo, dopo i primi interventi dei nostri delegati, l’espressione di stupore è apparsa sui loro volti.

Abbiamo contestato educatamente e con dati alla mano tutte le loro argomentazioni fasulle, riscuotendo alla fine comprensione e simpatia dalla maggior parte dei relatori.

In sintesi possiamo dire che gli “esperti” vengono pagati per portare avanti studi i cui dati statistici vengono presi da coloro che promuovono il progetto stesso e quindi incontestabili, ma se, come è avvenuto per questo evento, i dati e le valutazioni che vengono portati a dimostrazione dell’inefficacia del proibizionismo, risultano interessanti, allora potrebbe aprirsi una ricerca e una analisi di direzione diversa. Ed è stato proprio questo il motivo della nostra presenza a Bruxelles, portare testimonianze di consumatori responsabili e consapevoli, che nulla hanno a che vedere con la tossicodipendenza o con la criminalità!

Ora ci auspichiamo che il “report di iniziativa” che verrà presentato dai deputati Corrao e Schlein alla Commissione di competenza venga accettato, primo passo per una discussione sul tema, esattamente come lo è “l’iniziativa parlamentare” promossa dall’intergruppo in Italia …percorsi lunghi, ma finalmente percorribili!

Giancarlo Cecconi – ASCIA


“Italia chiama Europa” è il titolo della relazione che abbiamo consegnato ai relatori della conferenza, in cui, tra le varie argomentazioni sui vari aspetti relativi all’uso di cannabis, riportiamo anche le criticità vissute in Italia da molti pazienti.

Una criticità sconosciuta dalla maggior parte dei politici, nazionali ed europei, perché il primo impatto è stato veramente ostico: cosa avrebbero potuto dire i Giovanardi e i Serpelloni italiani per far meglio dei proibizionisti che avevamo di fronte?

Bravo l’europarlamentare Corrao che ci ha permesso di scardinare quei troppi taboo derivanti da affermazioni convenzionali, e ormai obsolete, sulla “pericolosità” di una sostanza giudicata pericolosa solo da “loro” e assolutamente benefica per noi malati, che anche questa volta hanno portato una richiesta di aiuto direttamente al cuore della politica europea. Valutata l’estrema educazione e competenza della delegazione italiana(attenti a come parlate, sappiamo controbbattervi) e dopo l’iniziativa dell’intergruppo parlamentare italiano sulla legalizzazione, è possibile che a presto sarà il parlamento europeo a redigere una relazione: “Europa chiama Italia”.

Andrea Trisciuoglio – LapianTiamo


Ottima iniziativa che speriamo porti ulteriori frutti per aprire un dibattito a livello Europeo. Prima di iniziare la giornata al parlamento europeo, non sapevamo chi avremmo avuto di fronte come relatori, la sorpresa è stata duplice, sia per loro che per noi. Ignazio Corrao capogruppo del movimento 5 stelle a Bruxelles, è riuscito a creare un effetto sorpresa in entrambe le parti, portando tra i relatori dei rappresentanti dello zoccolo duro del proibizionismo europeo e mondiale. Tutto ciò ci fa comprendere quanto sia grande ancora il muro che dobbiamo abbattere, tra ipocrisia, bigottismo moralista, e ambiguità delle agenzie mondiali antidroga nel narcotraffico mondiale.

Angela Me dell’UNODC (la sezione dell’ONU che si occupa di droga e crimine) ci ha sciorinato dati e statistiche falsate per ‘dimostrare’ la dannosità della cannabis, nella peggiore tradizione proibizionista, con metodologia a noi ben nota essendo stata la ‘strategia’ nostrana del dipartimento politiche antidroga (DPA), fino alla caduta dello zar anti-cannabis Giovanni Serpelloni, e della nostra legislazione dell’epoca fini-giovanardi. Era ben noto infatti il ruolo di Serpelloni che seguiva a pennello i dettami delle agenzie proibizioniste mondiali, con l’UNODC, e con il dipartimento antidroga americano (National Institute on Drug Abuse, NIDA), ed il ruolo politico di Carlo Giovanardi.
La sorpresa nel viso di Angela Me, quando ha compreso chi si trovava in aula, l’ha portata all’abbandono dell’aula una decina di minuti prima di essere assalita da domande, ma sopratutto per evitare che fossero ulteriormente messe in evidenza le contraddizioni, falsità, la criminogena propaganda della politica dell’ONU in materia, anche perché non avrebbe potuto confutare i nostri dati, e non poteva andare oltre argomentazioni che esulassero la sua posizione di paladina del proibizionismo.

Robert Crepinko: Rappresentante dell’Europol ha parlato di traffico internazionale, sopratutto in ambito di grandi traffici, e quindi era un po spaesato nel contesto di una regolamentazione dell’uso personale, nonchè sicuramente non preparato sull’argomento. L’unica frase che è riuscito a ripetere come un mantra è stata quella “le polizie devono far rispettare le leggi”, che poi siano giuste o sbagliate queste leggi, per Crepinko ha poca importanza.

Gli altri relatori presenti Paul Griffiths direttore di EMCDDA (Osservatorio Europeo sulle droghe) e Benedikt Welfens (Eurojust) e J. Malinowski (Pompidou Group) hanno espresso pur con moderazione posizioni di apertura verso una regolamentazione/legalizzazione delle cosiddette ‘droghe leggere’.

Ringraziamo Ignazio Corrao e Elly Schlein per questa iniziativa, e ci auguriamo che possa essere l’inizio della discussione in Europa, e che possa essere ripetuta invitando alla seduta altri parlamentari di altre nazioni e relative delegazioni di associazioni che si battono come noi per il diritto all’autoproduzione e consumo ad uso personale di cannabis.

Davide Corda – Canapa Info Point

Siamo in partenza per portare al Parlamento europeo la voce dei consumatori, all’interno della conferenza organizzata dall’eurodeputato Ignazio Corrao per evidenziare la necessità di un nuovo approccio verso le “droghe leggere”, come strumento per battere la criminalità organizzata.

La delegazione italiana è formata da un nutrito e rappresentativo gruppo di associazioni: ARA, ASCIA, Canapa Info Point (CIP), LapianTiamo, Pazienti Impazienti Cannabis (PIC) e OverGrow.

Pubblichiamo di seguito il contributo ASCIA:

Stato attuale e proposte di risoluzione

Premesso che è ormai una certezza incontestabile il fatto che il proibizionismo abbia favorito gli interessi della criminalità organizzata, che il commercio illegale in regime di monopolio concesso alla stessa criminalità provoca, specialmente nella popolazione giovanile, la curiosità verso l’approccio di altre sostanze ben più pericolose della cannabis e considerata l’inoffensività sociale del consumo personale, con questa breve relazione vogliamo fare il punto della situazione in Italia e suggerire un percorso logico di legalizzazione.

Nel febbraio dello scorso anno la Corte Costituzionale si è pronunciata per l’illegittimità della legge 49/06 conosciuta come “Fini-Giovanardi”, decretandone l’abrogazione.

Con il ritorno alla vecchia legislazione in materia di stupefacenti e con l’applicazione di pene relativamente contenute per i casi di “lieve entità”, si è leggermente ridimensionata la forsennata attività persecutoria nei confronti dei consumatori di cannabis, ma non del tutto cessata, in particolar modo in relazione alla coltivazione domestica che continua ad essere illegale, causando una insopportabile confusione sia nella politica e sia nella magistratura.

E’ indubbio che una legge anacronistica e pregiudiziale, come quella attualmente in vigore, stimoli negli organi istituzionali un vivace dibattito e tentativi di regolamentazione, ma a parte alcuni pronunciamenti nei tribunali e timidi approcci nelle Commissioni parlamentari, il percorso per arrivare anche in Italia ad una forma di tolleranza verso i coltivatori/consumatori in proprio, appare sempre arduo e spigoloso.

Attualmente giacciono nei due rami del parlamento ben 6 proposte di legge per la regolamentazione della coltivazione domestica, 4 alla Camera e 2 al Senato, ci sono stati autorevoli pronunciamenti in favore di una nuova politica nei confronti delle droghe leggere, tra cui va considerato, sopra ogni altro, quello molto significativo della Direzione Nazionale Antimafia che invita a risolvere il problema in tempi brevi e in ultimo, dietro invito della Corte d’Appello di Brescia è stato chiesto il parere della Consulta sulla legittimità costituzionale della legge in vigore.

Va segnalata inoltre la recente iniziativa promossa dal sen. Della Vedova (sottosegretario agli Esteri nell’attuale governo), per la costituzione di un inter-gruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis, che ha già riscosso più di 200 adesioni ed ha presentato la bozza della proposta a metà giugno, con l’obiettivo di ottenere la calendarizzazione entro l’estate.
Tutti segnali di come risulti insostenibile ulteriormente, in Italia, l’azione persecutoria nei confronti di una criminalità inesistente come quella caratterizzata dai coltivatori/consumatori in proprio, la cui estraneità nei confronti del pericolo per la salute e l’ordine pubblico è ormai accertata dalle esperienze di altri Paesi della Comunità Europea e in alcuni Stati degli USA e dell’America Latina.

Per superare questo stato di cose la nostra associazione da tempo collabora con le forze politiche sensibili al problema: abbiamo presentato una proposta di legge per la regolamentazione della coltivazione domestica, abbiamo portato il nostro contributo come consumatori in Commissione Giustizia alla Camera e abbiamo presenziato alle conferenze stampa nei due rami del parlamento per denunciare lo stato discriminatorio e la devastazione nella vita quotidiana a cui sono soggette decine di migliaia di cittadini e cogliamo l’occasione che ci offre questa conferenza per suggerire un percorso logico e praticabile:

Regolamentazione della coltivazione personale

Il primo passo fondamentale per poter procedere in un percorso che preveda tolleranza nei confronti di diversi stili di vita ed abitudini, è a nostro avviso regolamentare immediatamente la coltivazione domestica, prevedendo la concessione per la coltivazione di piante femmine (che produrranno THC) per l’adulto che ne fa un uso personale, una proposta che è stata fatta propria in tutte le proposte di legge presentate nei due rami del parlamento italiano.
Conoscendo le necessità politiche di fornire dati statistici ufficiali, sulla coltivazione di cannabis, siamo favorevoli ad una tipologia di censimento solo ed esclusivamente se tali dati verranno archiviati in modalità anonima per tutelare la privacy e prevenire ulteriori persecuzioni in caso di ritorno ad una politica proibizionista o ad errori formali di pubblicazione delle leggi.
Ci teniamo a sottolineare che l’uso di cannabis non deve essere considerato un problema di sicurezza o salute pubblica.

Decriminalizzazione della coltivazione ad uso personale e abolizione delle sanzioni amministrative per i consumatori

Considerato che la Consulta dovrà pronunciarsi sull’equiparazione tra liceità dell’approvvigionamento e coltivazione personale, chiediamo l’abolizione di tutte le sanzioni sia penali che amministrative per i consumatori di cannabis, prevedendo l’esclusivo controllo al solo fine della sicurezza stradale come avviene per le bevande alcoliche e che sia verificato l’effettivo effetto psicoattivo al momento del controllo e accertata la reale incapacità alla guida del soggetto.

Coltivazioni di Gruppo come modello semplificato di Cannabis Social Club

La Coltivazione di Gruppo è una forma di Cannabis Social Club riservato a pochi soggetti legati da un rapporto di fiducia, da affiancare alla proposta di costituzione di Cannabis Social Club di maggiori dimensioni, più indicati per le aree urbane per esempio, evitando per il momento la discussione sulla forma costitutiva, sugli obblighi sociali e fiscali, sulle caratteristiche di eventuali locali destinati all’uso. Nel momento in cui si arrivasse alla regolamentazione della coltivazione domestica, potrebbe essere considerata in simultanea la possibilità che alcuni coltivatori/consumatori possano associarsi in una Coltivazione di Gruppo per provvedere insieme al fabbisogno annuale di un gruppo limitato di persone legate da un rapporto fiduciario.

Coltivazione di Gruppo in sintesi:

1) Numero ristretto dei soci: possibilità di costituire più facilmente piccoli CSC di amici o conoscenti, con un numero limitato di persone, nei quali i soci possano organizzarsi per coltivare il quantitativo di canapa necessario al fabbisogno dei soci.

2) incaricare uno o più soci, maggiormente esperti e/o con la possibilità di poterlo fare, di coltivare le piante di canapa necessarie per le scorte di infiorescenze femminili annuali per ogni socio, delle varietà prestabilite da ognuno.

3) la coltivazione delle piante di cannabis potrebbe essere effettuata sia outdoor che indoor o con entrambi i metodi, con la possibilità di portare a fioritura anche piante maschio per impollinazioni al fine di auto produrre semi freschi ed effettuare incroci e selezioni.

4) la possibilità di trasporto, per ogni membro del gruppo, del quantitativo personale di infiorescenze di canapa frutto del raccolto, dal luogo di coltivazione ed essiccazione fino alla propria abitazione, per l’uso domestico.

5) ovviamente un socio di una Coltivazione di Gruppo non può far parte di altre Coltivazioni di Gruppo, mentre può far parte di più CSC di maggiori dimensioni.

Direttivo ASCIA

Relazione completa: relazione Associazioni

Fabrizio Cinquini, il dottore da sempre in primalinea per la legalizazione della cannabis a scopo terapeutico, è stato nuovamente arrestato

Il dottore classe 1963 pro cannabis terapeutica, già arrestato nel 2013 perché trovato con 277 piante di cannabis che coltivava per scopi di ricerca terapeutica, è stato nuovamente tratto in arresto dai carabinieri di Forte dei Marmi perché ritenuto responsabile del reato di produzione di sostanze stupefacenti.

La marijuana era stata piantate in un terreno incolto a Vittoria Apuania e le indagini sono iniziate per la segnalazione di alcuni cittadini che avevano notato uno strano via vai. Nella notte i militari hanno sorpeso Cinquini che si stava recando ad innaffiare le piante in questione sfruttando il buio della notte.

Così è stato arrestato in flagranza di reato e le 25 piante di marijuana, di cui 16 coltivate in vasi e le restanti piantate direttamente nel terreno, dell’altezza che andava da 160 cm a circa 2 metri sono state sequeatrate.
Fabrizio Cinquini è stato quindi accompagnato presso la stazione carabinieri di Forte dei Marmi per le incombenze di rito, arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria di Lucca.

Fonte: http://m.quinewsversilia.it/arrestato-medico-perche-coltivava-marijuana.htm


Non smetteremo mai di meravigliarci dell’assurdo spirito di abnegazione e per l’eccesso di zelo da parte degli agenti delle FF.OO. nei confronti di quella che abbiamo sempre considerato una criminalità inesistente

Non sappiamo a questo punto se congratularci, ironicamente, con le FF.OO. per la brillante operazione che ha smembrato una pericolosa rete di spaccio nella Versilia con a capo un sedicente medico o se indignarci per l’ennesima volta facendo uscire un poderoso “VERGOGNA!” indirizzato al ministro Alfano, alla ministra Lorenzin, al presidente Renzi, al trio di mummie Fini-Giovanardi-Serpelloni, arrivando per responsabilità fino al comando dei carabinieri di Forte dei Marmi, che forse non hanno operazioni serie da condurre e devono in qualche modo giustificare il loro stipendio!

Bene, questa volta qualcuno dovrebbe pur muoversi, vista la sensibilità che molti parlamentari hanno dimostrato nei confronti di simili assurde e ingiustificate persecuzioni. Chiediamo che l’intergruppo costituito per discutere sulla legalizzazione della cannabis prenda posizione e che i suoi membri sollevino delle interrogazioni parlamentari e che esprimano la loro solidarietà con il dott. Cinquini.

Se nel giro di qualche giorno la soluzione non verrà trovata e il dott. Cinquini dovesse rimanere in custodia cautelare, vi chiederemo di partecipare ad una azione di mailbombing nei confronti dell’intergruppo parlamentare, è nei fatti che si vede la volontà di cambiare le cose, non nelle parole!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Siamo stati invitati, come Associazione di consumatori, per partecipare ad una conferenza organizzata da Ignazio Corrao (europarlamentare del Movimento 5 Stelle) presso il Parlamento Europeo, il 13 luglio, sul tema “Le politiche europee sulla lotta contro il traffico di droghe e crimine organizzato: valutare un nuovo approccio alle droghe leggere“.

Ignazio Corrao è membro della Commissione LIBE (sulle libertà civili, la giustizia e gli affari interni) e sin dall’inizio del proprio mandato si è impegnato a focalizzare l’attenzione delle istituzioni europee sulla lotta al crimine organizzato transnazionale e sulle associazioni criminali di stampo mafioso, per questo scopo ha proposto e costituito un inter-gruppo nel parlamento europeo che affronti i temi relativi al crimine organizzato, alla corruzione, alla trasparenza e all’integrità (ITCO)

L’obiettivo dell’inter-gruppo è quello di creare un dibattito nelle istituzioni europee riguardo all’effettività delle politiche internazionali di contrasto alle droghe e questa conferenza rappresenta il primo passo a livello internazionale dopo che molte voci in Italia, tra cui la Direzione Nazionale Antimafia, hanno stabilito come priorità quella di valutare nuove politiche riguardo alle droghe leggere e di considerare anche strategie di depenalizzazione e/o di legalizzazione.

Alla conferenza, oltre ai rappresentanti di organizzazioni istituzionali come la Presidente di Eurojust, del Direttore dell’osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e  del Segretario del Gruppo Pompidou (Gruppo del Consiglio Europeo che combatte la tossicodipendenza e il narcotraffico), sono state invitate ad esporre il proprio punto di vista sul problema anche molte associazioni, tra cui anche la nostra e come abbiamo fatto in più occasioni, dalle conferenze nei due rami del parlamento italiano, all’audizione in Commissione Giustizia della Camera, anche al parlamento europeo andremo a sostenere l’urgenza nell’attuazione di una nuova politica nei confronti degli stupefacenti, iniziando dalla regolamentazione della coltivazione domestica di cannabis ad uso personale.

Coglieremo l’occasione per presentare anche la nostra proposta sulle coltivazioni di gruppo, come forma associativa tra un numero ristretto di persone legate da un rapporto fiduciario.

Ormai è solo una questione di tempo, la breccia nel muro è stata aperta!

Direttivo ASCIA