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La fini giovanardi è andata in pensione e torna in auge l’oramai ‘prepensionata’ e ‘anziana’ Jervolino-Vassalli. La corte costituzionale ha dichiarato la norma incostituzionale per vizio procedurale, in quanto la normativa venne inserita all’interno di un’altra legge con tema ‘Olimpiadi invernali’. Nonostante la modalità di approvazione è apparsa truffaldina a molti, la politica di palazzo non è riuscita a modificare di una virgola una normativa che fu criticata sin da prima della sua approvazione, ma nonostante tanti discorsi contrariati e promesse elettorali, non si è neanche tentato di spodestarla in ben 8 anni.

In attesa delle motivazioni della consulta, proviamo ad analizzare in parole povere cosa cambia a livello normativo, in particolar modo riguardo alla pene previste, quella che ha più causato danni nella società con una carcerazione di massa di individui che nulla hanno di criminale. Con il ritorno in vigore della Jervolino-Vassalli non significa che la cannabis è legale, ma le pene previste, sopratutto in caso di notevoli quantità, sono di gran lunga inferiori.

Bisogna ribadire innanzitutto che per Jervolino-Vassalli, si intende la legislazione in vigore prima della Fini-Giovanardi, così come modificata dal referendum del 1993, che aveva depenalizzato il consumo di qualsiasi stupefacente, ed eliminato il concetto di ‘dose media giornaliera’ ma con ‘sanzioni amministrative’ che considerano comunque illecito il consumo.

Bisogna anche aggiungere,  che prima del quesito referendario del ’93 era considerato illegale (quindi reato penale) anche il consumo (art.72 DPR 309/90, poi abrogato da referendum), mentre la fini-giovanardi aveva equiparato le sostanze e reintrodotto il concetto di dose, questa volta con il concetto di ‘Dose Massima Consentita’

La norma di riferimento è chiaramente sempre il D.p.r. 309/90 del 1990 ‘ripulito’ dalle modifiche della Fini-Giovanardi (Legge 49/2006). Ora (come prima), torna la distinzione tra droghe ‘leggere’ e droghe ‘pesanti’, viene eliminato il concetto di dose massima consentita, la fini-giovanardi ‘prevedeva’ pene dai 6 ai 20 anni per qualsiasi sostanza, con la vecchia ed ora nuovamente ‘attuale’ normativa, le pene sono differenziate. Le sostanze sono raggrupate in diverse tabelle, e la cannabis è inserita in tabella II, mentre le cosidette ‘droghe pesanti’ si trovano in tabella I.

Per le sostanze in Tabella 1 (eroina, cocaina, droghe sintetiche) si rischiano dagli 8 ai 20 anni, contro i “da 6 a 20 anni” della legge appena abrogata, in questo caso la normativa è peggiorativa nel cosidetto ‘minimo editale’ (la pena minima), come definito dall’art.73 comma 1 Dpr 309/90:

Chiunque senza l’autorizzazione di cui all’articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede o riceve, a qualsiasi titolo, distribuisce, commercia, acquista, trasporta, esporta, importa, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo o comunque illecitamente detiene, fuori dalle ipotesi previste dagli articoli 75, sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alle tabelle I e III previste dall’articolo 14, è punito con la reclusione da otto a venti anni e con la multa da lire cinquanta milioni a lire cinquecento milioni.” (Art.73 Comma 1 Dpr 309/90).

Mentre per le sostanze in tabella 2 (quindi cannabis e derivati), la differenza è sostanziale in quanto la pena prevista ora va dai 2 ai 6 anni (rispetto ai dai 6 a 20 anni):

Se taluno dei fatti previsti dai comma 1, 2 e 3 riguarda sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alle tabelle II e IV previste dall’articolo 14, si applicano la reclusione da due a sei anni e la multa da lire dieci milioni a lire centocinquanta milioni.” (Art-73 comma 4 Dpr 309/90)

Se invece i fatti contestati (ma sempre considerati spaccio) vengono considerati di lieve entità, le pene sono chiaramente minori, con la Fini-Giovanardi era prevista una pena che andava da 1 a 6 anni, mentre, tornata la distinzione tra le sostanze, anche qui le pene previste sono diversificate, si va da 1 a 6 anni (identica quindi) per le droghe pesanti, a da sei mesi a quattro anni per la cannabis:

Quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono di lieve entità, si applicano le pene della reclusione da uno a sei anni e della multa da lire cinque milioni a lire cinquanta milioni se si tratta di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alle tabelle I e III previste dall’articolo 14, ovvero le pene della reclusione da sei mesi a quattro anni e della multa da lire due milioni a lire venti milioni se si tratta di sostanze di cui alle tabelle II e IV.” (Art.73 comma 5 DPR 309/90)

Le differenze ci sono anche a livello amministrativo, in caso di quantità non imputabili allo spaccio, se con la fini-giovanardi il sanzionamento era automatico dalla prima volta, prevedendo da subito il ritiro della patente ed altre sanzioni, ora torna la norma che prevede, per la cannabis, “per una sola volta” un ammonizione verbale:

se i fatti previsti dal comma 1 riguardano sostanze di cui alle tabelle II e IV e ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commetterli nuovamente, in luogo della sanzione, e per una sola volta, il prefetto definisce il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno.” (Art.75 comma 2 DPR 309/90)

Ora in questo contesto si inseriscono altre problematiche, visto che un decreto che dovrà essere convertito in legge, ha ridotto (modificando la Fini-Giovanardi prima dell’incostituzionalità), le pene previste nei fatti di lieve entità, che da un massimo di 6 anni è passato ad un massimo di 5, e da semplice attenuante diventa norma autonoma con prescrizione propria. Ma la Jervolino-Vassalli invece prevede per questa tipologia di reato, come abbiamo visto (per la cannabis), la pena dai 6 mesi ai 4 anni.

In ogni caso la pena massima è mutata ed è passata da 20 anni a 6 anni, ed anche i termini di prescrizione sono mutati, si dovranno ricalcolare le pene e la prescrizione in base ai nuovi parametri , e tantissimi che sono stati condannati ingiustamente alla detenzione, dovranno uscire immediatamente dal carcere, quindi per chi già condannato si potrà rivedere la condanna passata in giudicato attraverso il cosidetto ‘incidente di esecuzione’, chiedendo appunto una riformulazione della pena. Tutte procedure che non saranno automatiche ma dovranno essere messe in moto con richieste specifiche, avvocati e quant’altro, quindi sarà una battaglia anche per chi vorrà chiedere i danni per l’ingiusta detenzione subita per una condanna non meritata o sproporzionata o la riformulazione della pena, un ottima occasione potrebbe essere una class action. Tutto questo perchè la legge non è incostituzionale dal giorno della pronuncia delle corte, ma dal giorno che entrò in vigore, e quindi non è stata mai valida.

La Jervolino-Vassalli è una pessima legislazione, superata per idiozia esclusivamente dalla Fini-Giovanardi, se si esclude il diverso sanzionamento per lo spaccio di cannabis, il resto dell’impianto è analogo a livello repressivo: è vietata la coltivazione di piante per uso personale, ed anche la detenzione oltre l’uso personale (in base a paramentri irrazionali da loro decisi caso per caso), dobbiamo tener conto che quando era in vigore la Jervolino-Vassalli, c’era una tolleraranza de facto che sarà difficile ‘ripristinare’ su due piedi, basta leggere la cronaca degli arresti di questi giorni per comprendere che molto deve essere fatto per arrivare ad ottenere il diritto al consumo senza sanzioni ed all’autocoltivazione e detenzione  ad uso personale. Vogliamo avere il diritto di scelta su cosa consumare e cosa no, vogliamo avere il controllo qualitativo su cosa produciamo e consumiamo. L’autocoltivazione anche se ancora illegale, è già una realtà che nessuna legge potrà fermare ma solo regolare, rendere legale, portare alla luce del sole, un comportamento totalmente innocuo per la società.

Davide Corda – ASCIA

La dipendenza è qualcosa che accompagna la vita di ogni essere vivente sulla terra: per sopravvivere su questo pianeta siamo dipendenti dal cibo, dall’aria, dal sesso.

Accade però che, a causa di fattori diversi collegati o no tra loro, certe dipendenze diventino patologiche.

I “proibizionisti”, perseguitando i consumatori della sostanza che si vuol tener vietata, ne indicano il consumo sempre e comunque come una dipendenza patologica. E’ stato così con l’alcol ed è così per la cannabis.

Per definizione, con dipendenza patologica si intende un’alterazione del comportamento che da semplice, o comune abitudine, diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi, o sostanze o comportamenti, che sfociano nella condizione patologica.

L’individuo affetto da dipendenza patologica è colui che tende a perdere la capacità di controllo sull’abitudine.

Bere un bicchiere di vino a tavola, per tutta la vita, o mangiare la pizza tutti i sabato sera, o fare l’amore tutti i giorni, sono atteggiamenti che non possono essere considerate dipendenze patologiche.

Se, un uomo adulto che è abituato a pasteggiare col vino, il giorno in cui non ha la possibilità di berlo, ne sente un pizzico di desiderio senza però ricorrere chissà a cosa per procurarselo, non è da considerare dipendente.

Se, due amanti, abituati a far l’amore ogni volta che possono, distanti uno dall’altro si dicono di mancarsi e di desiderarsi, senza però commettere alcuna malsana follia per aversi, non possono essere considerati dipendenti affettivi o da sesso.

Se, anche chi è a dieta, non vuol rinunciare al piacere di mangiar la pizza una volta a settimana, non può essere considerato dipendente da essa.

Perché, chi consuma cannabis, con regolarità costante (una volta a settimana, in compagnia con gli amici, o anche tutti i giorni), è sicuramente un dipendente patologico?

La cannabis non provoca dipendenza fisica, al contrario dell’alcol.

Scusate se mi rendo pesante ma, perché bere un bicchiere di vino a tavola, tutti i giorni, non è una dipendenza e fumare una canna prima o dopo cena, sì?

Io fumo cannabis da 22 anni e, per diversi motivi, in diversi periodi della mia vita (anche di grande stress), ho volontariamente smesso di consumare cannabis, per poi ricominciare quando ne avevo voglia. NB: Voglia, non bisogno!

A prova di ciò, quando non fumo cannabis, mi capita spesso di rollare per gli amici, senza sentire il minimo desiderio.

Anche quando coltivavo la mia “erba”, nonostante ne avessi sempre a disposizione, c’erano giorni o addirittura settimane in cui staccavo; senza alcun delirio.

Sicuramente esistono delle persone che, rapportandosi male con la cannabis, non riservandole il giusto “rispetto”, finiscono col non riuscire a fare di un’abitudine, ma a mio avviso, se questo non incide negativamente sul loro lavoro o nella loro vita affettiva, anzi li fa stare bene; perché vedere questo loro atteggiamento come un comportamento sbagliato?

Ai consumatori di tabacco, nonostante sia riconosciuta la dipendenza psicologica e fisica da questa sostanza altamente nociva, nonostante siano soggetti a contrarre maggiori patologie e quindi costano di più in termini di spese sanitarie, viene garantita la libertà di fumare: a loro sono riservate addirittura “aree per fumatori” all’interno di ambienti chiusi (aeroporti, stazioni, ecc.).

Analizzate adesso questa frase: FUMARE TROPPA CANNABIS FA MALE.

Secondo voi, cos’è realmente che fa male? Non la cannabis ma, semplicemente, il “TROPPO”.

Cerco di chiarire il concetto: Bere troppo vino fa male. Mangiare troppi formaggi fa male. Bere troppa birra fa male. Mangiare troppi dolci fa male …potrei continuare all’infinito, sino a giungere a “bere troppa acqua fa male” o “mangiare troppo fa male”.

E’ veramente tanto difficile da capire questa cosa?

Chi fuma troppa cannabis, al pari di chi fa “troppo” di qualsiasi cosa, e non riesce a trovare un equilibrio, dovrebbe sicuramente essere aiutato ma non obbligato. Nessun consumatore compulsivo di cannabis è mai morto per l’abuso di questa sostanza, mentre giornalmente muoiono uomini e donne per obesità. Chi è obeso non viene costretto da nessuno a “mollare la forchetta”. Potrei accettare il fatto che, chi fuma troppa cannabis potrebbe avere una limitata efficienza fisica, ma vale lo stesso per le persone in forte sovrappeso.

Decine di esecuzioni penali ed amministrative vengono effettuate giornalmente a discapito dei consumatori di cannabis. Miliardi di euro vengono sperperati per mantenere un proibizionismo fallito: tra i giovani sotto i 25 anni più del 50% dichiara di aver sperimentato la cannabis.

Quasi il 20% si dichiara “consumatore abituale”. Vi immaginate se, tutti coloro che hanno provato almeno una volta la cannabis, fossero stati raggiunti da un provvedimento amministrativo o penale? Cosa sarebbe accaduto al nostro sistema giudiziario? Già siamo nei guai adesso, con circa 10 mila persone in carcere per reati legati alla cannabis!

Ieri sono stato convocato negli uffici del Prefetto, a seguito della violazione dell’art. 75 avvenuta il 20 agosto scorso (vedi: http://www.legalizziamolacanapa.org/?newsletter=una-storia-infinita)

Mi è stato spiegato che verrò chiamato dal Prefetto in persona che, come prima volta, mi ammonirà senza procedere in alcun provvedimento amministrativo, ma se dovessi essere nuovamente “beccato”, salvo che non cambi l’attuale legge, mi verrà ritirata la patente, il passaporto, potrebbero darmi l’obbligo di dimora e di firma… tutto questo perché non sono dipendente da cannabis ma vivo il piacere di fumarmi uno spinello quando ne ho voglia.

Giuseppe Nicosia – ASCIA

Un passo decisivo ed importante a livello mondiale, è stato fatto in Uruguay il 31 luglio, la camera dei deputati ha approvato una legge, che ora dovrà passare al vaglio del Senato, e nel caso fosse confermata anche dalla altra aula parlamentare, permetterà la produzione ed il commercio di cannabis controllatati direttamente dallo Stato.

Partendo da presupposto che è il proibizionismo alla base del problema del narcotraffico, e con esso la violenza legata ad esso e la prosperità delle ‘mafie’, e con l’intento di differenziare l’uso di sostanze di diversa pericolosità, combattendo in primis le sostanze più pericolose come le cosidette droghe pesanti, il presidente José Pepe Mujica da tempo si è impegnato in prima linea per portare avanti questa proposta ed ottenere questo primo risultato, dichiarando che non avrebbe mai permesso che l’Uruguay diventasse come il Messico, dove infatti il narcotraffico ha trasformato il Paese in uno dei più violenti del mondo (Oltre 25.000 omicidi in Messico ‘solo’ nel 2012).

In nessuna parte del mondo la repressione ha dato risultati” ha detto Presidente Uruguaiano, ed ha aggiunto: “Siamo coscienti che stiamo per realizzare un’esperienza di avanguardia per il mondo intero”, incalzato dal “Secretario Nacional de Drogas” Julio Calzada che dichiara: “Abbiamo notato che l’aumento della violenza e’ piu’ associato al narcotraffico e non necessariamente al consumo. Per cui ci siamo domandati: quali sono le caratteristiche della marijuana? E’ la marijuana una sostanza con danni simili a quelli dell’alcool? Perche’, se abbiamo un mercato regolamentato, non e’ cosi’ anche per l’altro?”,  “Il concetto e’ che per ogni consumatore che riusciamo a portare in un sistema legale, e’ un consumatore che leviamo ai narcotrafficanti, e questi ultimi li rendiamo piu’ deboli….

Per elaborare la legge è stato preso come modello, anche se differenziato in più punti, il modello olandese, ma a differenza della legislazione dei Paesi Bassi, lo Stato Uruguaiano disciplinerà anche la produzione ed il commercio.

La norma prevede la coltivazione domestica ad uso personale, permettendo fino a 6 piante a persona, la possibilità di vendita in esercizi autorizzati, in cui è permesso l’acquisto fino a 40 grammi al mese a testa. I consumatori maggiorenni potranno acquistare ma dovranno iscriversi in un apposito registro, misure analoghe al tabacco saranno prese per quanto concerne l’uso in luoghi pubblici chiusi e nessuna pubblicità sarà possibile.

Tutto questo sarà attuato attraverso la nascita di un ente gestito dallo stato per la regolamentazione di ogni attività connessa, Il governo ritiene che la legge è un sistema efficace contro il traffico di droga, ma INCB (L’International Narcotics Control Board) l’organismo dell’ONU, che si occupa di sorvegliare sul rispetto dei trattati internazionali sugli stupefacenti, ha sostenuto che la norma è in contrasto con la convenzione unica del 1961, che vieta anche la cannabis, ed una simile iniziativa sarebbe una “completa contravvenzione” agli accordi.

Non si capisce cosa preoccupi l’organismo ONU, in quanto tale normativa farebbe dell’Uruguay, il primo Paese che prevede che lo Stato controlli ogni attività, dalla produzione alla vendita, al contrario dell’Olanda in cui la legge non autorizza la produzione, e questo è probabilmente uno dei pochi limiti della legislazione dei paesi Bassi. Non è la prima volta che tale organismo interviene, in quanto già lo aveva fatto in occasione del lancio dell’allora ‘proposta di legge’ da parte del Presidente Mujica.

Ma la legge non prevede che ci sarà una completa liberalizzazione della sostanze, considerando anche la supposta ‘schedatura’ dei consumatori registrati, ma è interessante notare che la ‘minaccia internazionale’ non ha sicuramente impensierito il governo che ha continuato per la sua strada per riuscire a far approvare la legge entro quest’anno, si attende ora la pronuncia del senato, che secondo alcuni è scontata in quanto la maggioranza che lo compone è la stessa che alla camera è riuscita a a far approvare la legge, il Fronte Amplio, il partito di sinistra al governo con il presidente José Pepe Mujica.

Staremo in attesa di come andrà a finire, sperando che l’Uruguay, paese sovrano, sappia difendere la propria liberà di fronte anche a le imposizioni dei paesi dominanti.

Davide Corda – ASCIA

Abbiamo provato sulla nostra pelle l’inutile persecuzione della Fini-Giovanardi ed avendo fin da subito compreso che qualcosa non quadrava nella legge, riguardo i principi fondamentali della nostra Costituzione ed anche nei confronti delle leggi internazionali che tutelano i diritti delle persone, non possiamo che accogliere con estrema soddisfazione gli articoli che gentilmente hanno voluto farci pervenire gli avvocati Zaina, Simonetti e Miglio.

In questi anni abbiamo pubblicato una lunga serie di articoli, da quello che individuava nella scorciatoia del “patteggiamento” una vera e propria zappa sui piedi dell’imputato, a quello sull’assoluta “fallibilità” delle leggi, portando proprio la Fini-Giovanardi come esempio dei devastanti effetti che una legge può provocare nel tessuto sociale, e se oggi leggiamo che l’avvocato Simonetti e l’avvocato Miglio intendono lavorare affinché si stabilisca nei processi una “unità giuridica” che seppellisca il “patteggiamento” quando questo è assolutamente fuori luogo e che l’avvocato Zaina intende evidenziare, nei processi, la palese contraddizione tra la legge italiana e le leggi “quadro” della UE alle quali devono allinearsi tutti gli Stati membri …beh non possiamo che ritenerci soddisfatti per aver insistito lungamente sulla necessità di cambiare il volto ai processi a carico di semplici coltivatori in proprio e per aver segnalato in continuazione l’assurdità della regola dei due pesi e due misure che vige, per quanto riguarda le sostanze stupefacenti, tra i vari Paesi comunitari, auguriamo agli avvocati un proficuo lavoro, anche se onestamente non ce la sentiamo di augurargliene tanto!

Il fatto è che, nonostante nel 2012 in tutto il mondo la “questione cannabis” è saltata in evidenza tra le problematiche sociali da risolvere urgentemente e che anche in Italia questo dibattito ha assunto toni mai rilevati in precedenza, si continua purtroppo ad andare in galera per poche piante, come se (permettetemi la metafora) una volta appurato che la Terra gira, si continuasse a perseguitare Galileo!

L’esempio più concreto di quanto ipocrita sia il sistema che finora ha gestito la “questione cannabis” in Italia, attraverso le menzogne del DPA, è forse venuto dal monologo di Benigni sulla Costituzione: quanti di noi hanno sorriso ed ammiccato quando Benigni ha paragonato i Padri Costituenti ai cantori di Woodstock?
Ma che s’erano fatti una canna?” ha esclamato il comico toscano, “Pace, Amore, Solidarietà, Compassione, questo hanno immaginato i Padri Costituenti“, proprio le stesse cose che una generazione che fumava le canne avrebbe proposto al mondo qualche decennio dopo, quindi, per Benigni, le canne sono uno strumento per immaginare un mondo migliore, e ci chiediamo: come mai nessuno, dal DPA alla Presidenza della Repubblica, se l’è sentita di esercitare una energica tirata d’orecchie all’”educatore nazionale” per aver paragonato l’eccelso pensiero di chi ha elaborato i principi fondamentali in cui potesse vivere una società, all’uso di una sostanza che, a detta del DPA, dovrebbe invece uccidere le cellule cerebrali?

Il bluff di Giovanardi e Serpelloni è ormai troppo evidente e speriamo che il prossimo Governo abbia il coraggio di smantellare una volta per tutte il DPA, considerato che fino ad ora sono stati più i danni che ha provocato con la sua ottusa chiusura nei confronti di qualsiasi dialogo, piuttosto che i benefici decantati e autoreferenziali.

Come ASCIA, in questi due mesi scarsi che ci dividono dalle elezioni, cercheremo di presentare la nostra Proposta di Legge ai partiti riformisti (PD-SEL) e a quelli antagonisti (M5S-Rivoluzione Civile-IDV) per stimolarli a voler risolvere il problema delle decine di arresti quotidiani, inutili e dannosi, ai danni di “una criminalità inesistente“, ma è d’obbligo una considerazione su quello che tutti noi possiamo fare:

- Se siete imputati per coltivazione personale con “presunzione di spaccio”, trovate il coraggio per affidare il vostro destino a chi vuole veramente difendere i vostri diritti e la vostra dignità e non semplicemente salvare il salvabile!- Se invece avete la fortuna di non essere incappati nella Fini-Giovanardi, non abbiate timore di tesserarvi o di partecipare ai forum dei siti coalizzati, diffondere notizie di controinfomazione e partecipare a questa battaglia di liberazione e rinnovamento.

 

Quando vi abbiamo invitato alle mailbombing, abbiamo sempre ottenuto risultati molto soddisfacenti a livello di partecipazione, anche se molte volte sono cadute nell’indifferenza dei destinatari, ma quando abbiamo potuto decidere direttamente con il nostro apporto, abbiamo visto che possiamo condizionare le scelte redazionali e addirittura i programmi politici se vogliamo, come è accaduto con il sondaggio di Santoro che volente o nolente ha dovuto dire in trasmissione che l’81% di coloro che avevano partecipato al sondaggio era favorevole alla legalizzazione della cannabis o come sta accadendo con il forum del Movimento 5 Stelle, dove la nostra proposta ha superato i 600 voti, risultando così tra le più votate tra le centinaia di proposte pubblicate.

E’ il momento di starci …ce n’est qu’un debut!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Beh… siamo arrivati alla frutta!

Dopo il tentativo delle “indiscutibili tesi scientifiche” e dopo aver partorito decine di inutili progetti e discutibili opuscoli (inutili e discutibili perché nonostante lo sforzo, l’uso di sostanze stupefacenti è in continuo aumento tra i giovani), al DPA non rimane che cavalcare anche l’onda delle più grottesche farneticazioni, per dimostrare di come sia dannoso qualsiasi stile di vita che non coincida con la visione repressiva e cannafobica che hanno nei confronti della società.

Leggete quest’ultimo articolo messo on line dal Dipartimento Politiche Antidroga:

http://www.droganews.it/news/1350/Droga%3A_i_contenuti_della_musica_pop_e_il_loro_pote.html

Questa volta oggetto della loro attenzione è la musica pop, e per l’ennesima volta ci stupiamo di come si possa arrivare con così notevole ritardo e con così poca capacità di analisi al cuore di certi problemi.

Il connubio tra musica e trasgressione è una constatazione storica: non era forse la ribellione nei confronti degli oppressivi “canti gregoriani” e della cultura dominante che rappresentavano ad aver fatto scattare la molla creativa degli autori classici, da Mozart a Beethoven? E non è forse stata l’insofferenza nei confronti della cultura schiavista ad aver aperto la via al blues? E la musica rock non è forse sempre stata associata allo spirito ribelle degli anni ’60 e ’70?

Il minimo comune denominatore che lega tutti questi fenomeni è anche l’uso (da parte degli esecutori, ma anche dei fruitori in un complice rituale) di sostanze non propriamente congeniali alla convenzione sociale, dall’alcol alle più svariate droghe.

Ma proprio in virtù di questa constatazione e delle testimonianze che hanno visto con la scomparsa di grandi artisti per mano dell’eroina di come questa si sia affermata per effetto emulazione nei consumi giovanili, non sarebbe forse il caso di ammettere che una sana e obiettiva educazione, attraverso una differenziazione sulla pericolosità delle sostanze, sia uno strumento molto più efficace della continua demonizzazione a danno dei giovani e delle loro abitudini?

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Pubblicato anche su: www.legalizziamolacanapa.org

Come altre ideologie contemporanee o recentemente ‘passate’, il proibizionismo, per essere tenuto ‘vivo’, e per essere accettato dall’opinione pubblica, neccessita della sua dottrina ‘scientifica’. La scienza ideologizzata, la scienza al servizio del potere e dei suoi scopi.

Nei secoli precedenti si era assistito, nella medesima maniera, alla validazione scientifica del cosidetto ‘razzismo scientifico’ che tutto aveva tranne che un briciolo di reale ‘metodo’ scientifico.

Il razzismo scientifico voleva dimostrare, con tanto di coinvolgimento di personaggi di primo piano, che la popolazione umana poteva essere suddivisa in razze, e che tali razze erano diverse l’una dall’altra, alcune superiori ed altre inferiori, e quindi si rendeva neccessario il ‘dominio’ (ed anche lo sterminio) politico e culturale di una razza sull’altra in base a delle ‘evidenze scientifiche’.

Tra gli esponenti di primo piano, quindi ‘massimi esperti’, di questa ideologia in Italia, possiamo ricordare:

Cesare Lombroso (1835 – 1909), medico, antropologo, criminologo e giurista, considerato il “padre” della moderna criminologia e che ‘dimostrò scientificamente’ l’innata natura criminale degli individui, esclusivamente osservando le loro caratteristiche fisiche.

Alfredo Niceforo (1876 – 1960), Presidente della Società Italiana di Antropologia e della Società Italiana di Criminologia, che affermò: «La razza maledetta, che popola tutta la Sardegna, la Sicilia e il mezzogiorno d’Italia dovrebbe essere trattata ugualmente col ferro e col fuoco – dannata alla morte come le razze inferiori dell’Africa, dell’Australia, ecc.»

Enrico Ferri (1856 – 1929), politico, scrittore, giornalista, criminologo, direttore dell’Avanti! (PSI), poi aderente al fascismo dal 1923 e allievo di Cesare Lombroso, secondo cui la minore criminalità nell’Italia settentrionale derivava dall’influenza celtica e queste idee le ritroviamo ancora oggi in molti esponenti della Lega Nord!

Questo modo di vedere, oltre ad essere comune ai vari ‘scienziati’ asserviti ai ceti dominanti, divenne la convinzione della quasi totalità degli uomini di cultura in Europa e dell’opinione pubblica dell’epoca.

Queste teorie furono alla base dell’eugenetica, una pseudoscienza che attraverso le ‘evidenze scientifiche’ di allora,  sdoganò il razzismo ideologico-politico, che mirava alla conservazione della purezza razziale dei popoli “Ariani”, imponendo normative contro i matrimoni ed i rapporti interrazziali che avrebbero portato, secondo questa ideologia, alla nascita di figli degenerati.

Anche la “sindrome di down“, che infatti era chiamata “idiozia mongoloide”, era così chiamata secondo la teoria dell’epoca che attribuiva ad ogni patologia mentale la ‘regressione’ verso quelle ‘razze’ considerate ‘inferiori’.

Queste teorie sono state utilizzate con ‘successo’, nello sterminio dei nativi americani (considerati selvaggi inferiori), nella segregazione razziale verso i popoli di origine africana (idem), nelle leggi razziali italiane anti-ebraiche, e nello sterminio perpetrato dai nazisti e dai suoi alleati, ma leggi razziali furono applicate anche in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Sudafrica, Svezia, Portogallo, Belgio, Canada…

Anche per ciò che concerne il proibizionismo sulla canapa, abbiamo assistito e continuiamo ad assistere, ad un proliferare di asserzioni su ‘evidenze scientifiche’ fatte da personaggi di una certa responsabilità e risonanza mediatica, per i settori che ricoprono, e così anche una serie di ‘studi scientifici’ regolarmente ‘indirizzati’ dalla ideologia politica che li finanzia.

Alcuni studi vengono finanziati di proposito, altri più indipendenti, vengono interpretati nella maniera più catastrofica per i propri fini, altri studi di diverso avviso che riportano dati reali vengono totalmente ignorati.

Padri di tutto questo, continuano ad essere gli Stati Uniti, sicuramente il più grande baluardo del proibizionismo ‘scientifico’ mondiale, e l’ONU che ne è il suo braccio ‘operativo’ internazionale.

Un caso emblematico di come il potere vuole piegare la scienza ai suoi scopi, lo abbiamo avuto con Lester Grinspoon a cui erano stati commissionati degli studi per dimostrare che la cannabis era dannosa.

Purtroppo per chi commissionò lo studio, proprio grazie alla solerzia del ricercatore, cercando di trovare la dannosità del consumo della pianta, Grinspoon dimostro tutt’altro e a tutt’oggi è ritenuto uno dei massimi esperti mondiali di canapa a scopo terapeutico.

Il proibizionismo scientifico cannabico è inziato negli USA negli anni 30, che subito dopo aver chiuso la ‘piccola’ parentesi del proibizionismo sull’alcol, sia per interessi lobbistici come sul nylon ed il petrolio e sia per motivi di controllo sociale (ancora razzismo) verso le persone di origine messicana o di colore.

Inizialmente per non far comprendere la reale natura di ciò che stavano per vietare, invece di utilizzare il termine ‘Hemp’ che designava la canapa che era coltivata su grande scala in tutto il Paese, introdussero la parola ‘Marijuana’ termine in uso nelle comunità ispanico-africane e all’epoca alquanto dispregiativa!

In ambito italiano abbiamo i nostri nuovi ‘Lombroso’ del proibizionismo, che oramai hanno contagiato tanti ‘esperti’ del settore, e tantissimi altri sono stati messi apposta su quelle ‘sedie’ vista anche l’affidabilità nel perseguire un’idea maestra, invece che la reale scienza.

Anche questa volta abbiamo un nutrito ‘staff’ di tutto rispetto, prendiamo alcune frasi più celebri da alcuni ‘esperti’ del proibizionismo ‘scientifico’ nostrano:

Giovanni Serpelloni (Medico, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga)
La cannabis causa buchi nel cervello
La cannabis non fa meno male dell’eroina
E’ il primo spinello quello che ti frega, non l’ultimo
.
Silvio Garattini (Medico, ricercatore in farmacologia, docente in chemioterapia e farmacologia. fondatore dell’Istituto farmacologico Mario Negri)
La cannabis può far vedere il semaforo rosso di un altro colore
Non e’ stato ancora provato un bel niente sull’ efficacia terapeutica del Thc.”

Gaetano di Chiara (farmacologo e docente all’università di Cagliari)

Il consumo di cannabis porta al consumo di eroina!

Alcune varietà di Cannabis hanno una percentuale di THC dalle 10 alle 100 volte superiore a quello delle varietà endemiche

«Il Thc, provoca dipendenza in individui che ne facciano uso ripetuto. La prova è che ad Amsterdam, nelle numerose cliniche di disintossicazione da cannabis, i medici riportano numerosi casi di dipendenza».

Mai nessuna pianta, nessun cibo, nessun altra sostanza pericolosa è stata sottoposta a così tanti studi per dimostrare una dannosità che nessuno ha mai riscontrato in 4000 anni d’uso.

Se si dovessero fare degli studi analoghi sul pomodoro o sulle patate si arriverebbe a dimostare che sono estremamente velenosi, ma è evidente che la finalità di alcuni studi non è sicuramente quello di preoccuparsi della salute pubblica, altrimenti ci si preoccuperebbe di divulgare la notizia che le foglie delle patate sono allucinogene, ma le patate non fanno concorrenza al petrolio e non fanno gola alle industrie famaceutiche, né tanto meno alla criminalità.

Davide Corda – ASCIA

Pubblicato anche su: http://www.legalizziamolacanapa.org/?p=3695

8000 a.C.
Ritrovamento di tessuti in fibra di canapa in Mesopotamia (Catal Huyuk) e in Cina.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

4000 a.C.
Ritrovamento di manoscritti su carta di canapa in Egitto, Persia e Cina.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

2700 a.C.
Cina. Ritrovamento di un manoscritto che elenca istruzioni per la coltivazione della cannabis da usare poi come medicamento e vestiario. (Imperatore Shen Nung)
(morti o perseguitati per cannabis 0)

Fra il 2000 e il 1400 a.C.
Centro Asia. Ritrovamento di un testo sanscrito-vedico che descrive la canapa e la chiama “ananda” dal sanscrito che da gioia, che da risa.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

500 a.C.
Mesopotamia. Ritrovamento di bracieri contenenti ancora residui di cannabis in tombe Scite.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

300. a.C.
Plinio il vecchio ci segnala il ruolo importante della cannabis nella vita spirituale dell’antico Iran .
(morti o perseguitati per cannabis 0)

400 d.C.
La canapa viene ampiamente descritta come un ottimo medicamento nell’ “Erbario” di Apuleo Platonico, testo famosissimo e copiato durante tutto il Medio Evo.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

400 d.C.
Italia. Papa Giovanni XXI , al secolo Pietro Ispano, nel suo trattato di medicina pratica “Il tesoro dei poveri”, trascrive i benefici prodotti dalla cannabis nella cura degli attacchi di emicrania ed epilessia.
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1100 d.C.
Medio Oriente. Molti sono gli scritti che narrano riti religiosi o soltanto ricreativi legati all’assunzione di estratto di infiorescenze di cannabis (hashish)
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1320 d.C.
Etiopia. Ritrovati reperti che documentano le prime pipe ad acqua con tracce di cannabis che venivano usate in Etiopia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1300-1400 d.C
La canapa è diffusa in tutta Europa (Italia compresa) come medicina naturale e come fibra tessile.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1563 d.C.
Spagna. Il medico portoghese Garcia Da Orta pubblica un ampio resoconto dei suoi viaggi in Oriente,” Colloquies on the simples and drugs in India”, dove vengono descritti per la prima volta gli effetti della cannabis sugli abitanti del subcontinente indiano. Tale testo rimarra’ unico nel suo genere fino alla seconda meta’ del 1800
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1765 d.C.
U.S.A. Dal diario di George Washington, primo presidente degli Stati Uniti: “Seminato hemp” (“erba” in inglese). E ancora al 7 maggio: “Iniziato a separare i maschi dalle femmine, ma forse e’ troppo tardi.”
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1839 d.C.
India. W.B. O’ Shaugnessy, chirurgo e professore al Medical College di Calcutta, sperimenta con successo la tintura di cannabis su pazienti sofferenti di reumatismi, epilessia, tetano e idrofobia. Scrive un trattato sulla cannabis come analgesico e anticonvulsivante che viene ripreso con interesse in Europa qualche anno dopo
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1845- 1855 d. C.
Italia. In Lombardia e precisamente a Brera, partono le prime sperimentazioni della cannabis come medicamento su pazienti. I test vengono effettuati da vari medici supervisionati dal dottor Giovani Polli. I medici sperimentano la sostanza ad alti dosaggi prima su se stessi, poi appurata la non tossicità del farmaco, sui pazienti. Così nella farmacia del dottor Carlo Erba a Brera, si vendono medicamenti a base di cannabis e molti sono i pazienti a beneficiarne. I test e le esperienze verranno poi raccolte un secolo e mezzo dopo nel libro “L’erba di Carlo Erba”.
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1850-1937 d.C.
U.S.A. Molte case farmaceutiche producono “Cannabis Indica”, nome generico dato all’epoca per indicare gli estratti di “marijuana”. Uno di essi, che veniva usato comunemente, era l’” Estratto Tilden”, che veniva utilizzato per trattare l’insonnia e il dolore.
Potevano essere acquistati in farmacia finché, nel 1937, non fu approvata la “Marijuana Tax Act”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1850 d.C.
Francia. Un gruppo d’artisti si ritrova per sperimentare l’hashish (derivato della canapa). (morti o perseguitati per cannabis 0)

1850 d.C.
U.S.A. Pittsburg, negli Stati Uniti, si erge la prima raffineria petrolifera al mondo. La canapa diventerà a breve il maggior nemico del petrolio.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1856 d.C
Inghilterra. Viene introdotta la siringa ipodermica che accelera l’uso degli oppiacei come antidolorifico, perché queste sostanze sono solubili in acqua per cui facilmente iniettabili a differenza della cannabis che è solubile nei grassi.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1870 d.C.
U.S.A. La Farmacopea americana, un elenco dei farmaci ad uso dei medici compilato a partire dal 1820, include per la prima volta la cannabis nel 1870.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1884 d.C.
India. Viene pubblicata la prima grande ricerca sulla canapa, commissionata dagli inglesi.Il rapporto di 3.281 pagine, che resterà nella storia come “l’opera più classica sulla canapa”, verrà in seguito insabbiato più volte e quasi estinto fino al 1969. Nel 2000 in tutto il mondo si potevano reperire solo 6 di copie di questo rapporto.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1887 d.C.
Italia il Professor Raffele Valieri, primario dell’Ospedale degli Incurabili a Napoli, oltre ad usarla sui pazienti ed a consigliarla, pubblica anche un curioso e dettagliato libretto dal titolo “Sulla canapa nostrana” e suoi preparati in sostituzione della cannabis indica, pieno di osservazioni e consigli molto validi anche oggi.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

Fine ’800 inizi ’900 d.C.
U.S.A. Per sei centesimi di dollaro si possono comprare delle caramelle all’ hashish. “Hasheesh Candy”. Messe in commercio dalla Tilden’s C Indica Extract, vengono descritte come “stimolanti, piacevoli e non dannose”.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1892 d.C.
U.S.A. Nasce ad Altoona, Pennsylvania, USA, il piccolo Harry J. Anslinger. Ottavo e penultimo figlio di un barbiere immigrato dalla Svizzera, che aveva tardivamente trovato un impiego nelle ferrovie, il pargolo crescendo, si sarebbe trasformato in un potentissimo burocrate destinato a lasciare un bel segno nella storia poliziesca, non solo americana, del Novecento e avrebbe attivamente contribuito a rovinare la vita di milioni di esseri umani sparsi in tutto il mondo.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

Inizi ’900 d.C.
La Cannabis fumata approda nelle isole caraibiche, portata dai lavoratori indiani. con il nome di Ganjia.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

Inizi ’900 d.C.
U.S.A. A New York nascono gli “hashish-parlors”, salotti eleganti, con divani, tappeti orientali, arazzi, stoffe e luci soffuse.

(morti o perseguitati per cannabis 0)

Inizi ’900 d.C.
Inizi ’900 Italia. L’Italia è il maggior esportatore europeo di canapa da fibra
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1917 d.C.
U.S.A. La Compagnia Du Pont, della omonima famiglia, grazie a finanziamenti della Mellon Bank entra a far parte delle primissime industrie petrolchimiche. La Du Pont per chi non la conoscesse, è la beneficiaria della maggior parte dei brevetti sulle materie plastiche: nylon, rayon, cellophan, vernici, ecc…
Il nylon prenderà a breve il posto della canapa da fibra.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1920 d.C.
U.S.A. La canapa fumata approda negli stati del sud del nord america, un po’ portata dai caraibici, un po’ dai messicani e da questo momento la si comincia a chiamare in modo dispregiativo “marijuana”. La fumano abitualmente i musicisti di jazz di New Orleans e i braccianti messicani del Texas e della California. La comprano in farmacia per il mal di testa, l’insonnia o chissà cos’altro migliaia di rispettabili cittadini dal New England alla Florida, dalla Georgia all’Oregon. Del resto, salvo qualche restrizione locale per l’uso dell’oppio da fumo, la stessa cosa vale per l’oppio, la morfina e la cocaina, tutte in libera vendita non solo nelle farmacie, ma anche nelle drogherie o per posta.
(morti o perseguitati per cannabis 0)

1930 d.C.
U.S.A. Anslinger assume l’incarico di Commissario del neonato Federal Bureau of Narcotics, con pieni poteri per la lotta alla ‘droga’.
(cominciano le persecuzioni verso i consumatori di cannabis)

1933 d.C.
U.S.A. Tampa, Florida. Un giovane di 21 anni, Victor Licata, stermina tutta la famiglia con una scure e la polizia lo trova in stato di semi-incoscienza. Questa storia sarà il pezzo forte della campagna proibizionista di Anslinger. Omettendo che il giovane era malato di mente e inventando di sana pianta il fatto che il giovane avesse fumato “marijuana” prima di commettere la strage, Anslinger filtrò la notizia che venne poi distribuita ai maggiori quotidiani nazionali dell’epoca. Questo sarà il primo di diversi articoli inventati dallo Anslinger in persona.
(perseguitati per cannabis alcune centinaia)

1936 d.C.
U.S.A. Nei cinema statunitensi viene proiettato “Reefer Madness” di Louis Gasner con Doroty Short e Kennet Craig. Il film racconta di giovani che dopo l’assunzione di “marijuana” commettono una serie di incredibili crimini, dallo stupro all’omicidio…solo per aver fumato una canna.
(perseguitati per cannabis alcune centinaia)

1937 d.C.
U.S.A. Nasce la “Ford T” Auto fatta prevalentemente di canapa (bioplastica) più leggera e resistente e alimentata da un carburante fatto di canapa (biodiesel). In seguito, le grosse corporation statunitensi petrolifere e tessili cominceranno a far pressione sul governo per la messa al bando della canapa per far spazio alle fibre sintetiche.
(perseguitati per cannabis alcune centinaia)

1937 d.C.
U.S.A. La sola notizia dell’ auto di Ford, causa il dimezzamento del prezzo del petrolio sul mercato statunitense.
(perseguitati per cannabis alcune centinaia)

1937 d.C.
U.S.A. Viene introdotta la “Marijuana Act Tax” La prima legge che proibiva dopo oltre diecimila anni l’uso e la coltivazione della canapa. L’ artefice di questa legge è Harry Anslinger.
(perseguitati per cannabis alcune centinaia prevalenza neri e messicani)

1939 d.C.
U.S.A. La Farmacopea non ha eliminato la canapa dall’elenco fino all’edizione del 1942
(perseguitati per cannabis parecchie centinaia, morti poche decine)

1939 d.C.
U.S.A. Il sindaco di New York (Fiorello La Guardia) nomina una commissione di esperti per far luce sugli effetti nocivi della cannabis tanto decantati da Anslinger.
(perseguitati per cannabis parecchie centinaia, morti poche decine)

1944 d.C.
Termina il lavoro degli esperti nominati dal sindaco di New York. Il rapporto, che prenderà il nome di “Trattato La Guardia”, viene pubblicato. Il trattato smentisce le tesi di Anslinger e smonta parecchi luoghi comuni, ridicolizzando il film “Reefer Madness”.
(perseguitati per cannabis parecchie centinaia, morti poche decine)

1947 d.C.
U.S.A. Nei primi dieci anni di proibizionismo (1937-1947), i contribuenti statunitensi spendono 220 milioni di dollari per la repressione della “marijuana”
(perseguitati per cannabis parecchie centinaia alcune decine)

1955 d.C.
U.S.A. Anslinger è anche rappresentante U.S.A. alle Nazioni Unite, con la scusa che la cannabis porta all’assunzione di eroina, riesce a far inserire la cannabis fra le sostanze da vietare in tutto il mondo.
(perseguitati per cannabis alcune migliaia, morti per proibizionismo alcune decine)

1961 d.C.
U.S.A. La Canapa in tutte le sue forme, viene definitivamente bandita da tutto il pianeta.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1963 d.C.
U.S.A. Harry J Anslinger va in pensione, un po’ anticipata rispetto ai suoi piani, per via di certe accuse di aver insabbiato prove e pagato testimonianze che lo vedevano coinvolto in prima persona.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1964 d.C.
Israele. Raphael Mechoulam e un compagno ricercatore, il Prof. Yehiel Gaoni, rescono ad isolare il THC (principio attivo principale della canapa) per la prima volta.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1966 d.C.
Olanda. Il Governo olandese prende la decisione di regolamentare la diffusione di cannabis, tollerandola e permettendo a locali appositi (coffee shop) di vendere piccole quantità di erba o hashish seguendo semplici regole. Si rivelerà una mossa azzeccata, oggi, a quarant’anni di distanza, l’Olanda è il paese europeo con meno consumatori ludici di cannabis.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1967 d.C.
U.S.A. San Francisco. Cominciano le prime grosse manifestazioni pro cannabis e le contestazioni contro il proibizionismo.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1968 d.C.
U.S.A. Il National Institute for Mental Healt americano promuove un programma gigantesco di ricerche sperimentali con la canapa. Si tratta di ricerche che utilizzano osservazioni e test condotti su persone a cui viene somministrata , in dosaggi accuratamente calcolati, la cannabis. La ricerca si conclude con questa raccomandazione: La commissione raccomanda che vengano sempre più stimolate le ricerche per valutare l’efficacia della “Marijuana” nel trattamento di disturbi fisici e di malattie”.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1970 d.C.
U.S.A. il Governo Federale, che ormai controlla l’unica fornitura legale di marijuana, approva la Legge sul Controllo delle Sostanze del 1970. La legge pone la marijuana nella Lista n. 1, che elenca le droghe prive di validi usi medicinali.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1971 d.C.
U.S.A. la Commissione Nazionale sull’abuso della marijuana e delle droghe, incaricata dal presidente Nixon, raccomanda l’abrogazione delle pene per il possesso di marijuana ad uso personale e per gli scambi casuali di piccole quantità.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1971 d.C.
U.S.A. Viene pubblicato “Marihuana Reconsidered” scritto dal Dottor Lester Grinspoon. professore di psichiatria all’università di Harvard. S’incomincia a parlare pubblicamente di Cannabis terapeutica.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1972 d.C.
Italia Il Governo italiano approva una legge sugli stupefacenti (legge Gonella-Gaspari). Una legge incompleta, a volte contraddittoria, quasi sempre discrezionale, che manda in galera un mucchio di giovani italiani per il solo possesso di “marijuana”. (al capo del governo c’è Andreotti)
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1974 d.C.
U.S.A. Dopo aver letto un annuncio sul giornale, Patrick Lanzing, un giovane scrittore di San Francisco, si presenta come volontario per partecipare ad un test medico organizzato dal dottor Reese T. Jones, che voleva dimostrare la tossicità della cannabis assunta in dosi “sovraumane”. Per un compenso di 25 $ al giorno, la “cavia” assume l’equivalente di 168 “spinelli” al giorno per la durata di trenta giorni. Questo esperimento noto come il test dell’Istituto Langley-Porter, è durato parecchi mesi, è costato un mucchio di soldi e ha dimostrato solo che la “marijuana” è innocua oltre ogni limite immaginabile.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1974 d.C.
U.S.A. Scoperte proprietà anticancro del THC , ma il rapporto venne insabbiato dalla Drug Enforcement Administration.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1975 d.C.
Italia. Comincia la battaglia antiproibizionista di Marco Pannella, fumando pubblicamente hashish e distribuendolo nelle piazze
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1975 d.C.
Italia. Viene varata una legge che permette il consumo di cannabis o almeno non criminalizza l’uso.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1975 d.C.
U.S.A. Alaska. Viene permessa dalla Corte Suprema, una pseudo legalizzazione della cannabis. E’ permesso il possesso fino a 4 once (circa 113 grammi) e la piccola coltivazione domestica. La decisione viene presa per debellare l’alcolismo che flagella i nativi del luogo. Durerà 15 anni, poi , le pressioni da parte di una buona parte delle corporation statunitensi, porteranno il governo U.S.A. a ritornare sui propri passi.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1976 d.C.
U.S.A. il Presidente Ford mette fine a tutte le ricerche pubbliche sulla cannabis, e conduce i diritti di esclusiva sulla ricerca a importanti compagnie farmaceutiche.
(perseguitati per cannabis centinaia di migliaia, morti per proibizionismo parecchie centinaia)

1983 d.C.
U.S.A. L’amministrazione Reagan/Bush cerca di convincere le università e i ricercatori statunitensi a distruggere tutti i lavori di ricerca sulla cannabis, fatti tra il 1966 e il 1976, come pure i sommari nelle biblioteche.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1983 d.C.
U.S.A. Il pericoloso insetticida Paraquat viene spruzzato sulle piantagioni domestiche di marijuana, e metodi militari sono utilizzati per sradicare piante di canapa indiana e arrestare coloro che le coltivavano nella California settentrionale.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1985 d.C.
U.S.A. La FDA (Food and Drug Administration) approva il dronabinol, (venduto come Marinol) una forma orale di THC sintetico, per trattare la nausea indotta dalla chemioterapia.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1987 d.C.
U.S.A. Un membro della Corte dovette ritirarsi in seguito a pressioni in quanto aveva fumato marijuana quando era un professore di legge.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1989 d.C.
U.S.A. Sotto il presidente Bush, il governo federale cominciò l’operazione “Mercante Verde”, confiscando liste di persone che avevano ordinato materiali ed attrezzi per la coltivazione casalinga e perquisendo le loro case. L’amministrazione Bush si impegnò inoltre a persuadere lo stato dell’Alaska a rendere il possesso di marijuana nuovamente un reato penale, riuscendovi nel 1990.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1990 d.C.
U.S.A. I ricercatori scoprono ricettori cerebrali stimolati dal THC (tetraidrocannabinolo). Questa emozionante scoperta implica che il corpo produce la propria versione di sostanze cannabinoidi per uno o più scopi utili. Il primo neurotrasmettitore del tipo cannabinoide fu identificato nel 1992 e venne chiamato anandamide.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1990 d.C.
Italia. Viene varata una nuova legge antidroga che diventerà famosa col nome dei suoi ideatori: la “Jervolino-Vassali” che punisce anche il consumo e non distingue, per grado di pericolosità, le varie sostanza. Per la prima volta in Italia la cannabis viene paragonata all’eroina.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1993 d.C.
U.S.A. Viene pubblicato “Marijuana: The forbidden medicine” del Dottor Lester Grinspoon. Il libro è più che altro una raccolta di testimonianze di pazienti che hanno tratto giovamento dall’utilizzo di cannabis come medicamento. Il Dottor Grinspon nella prefazione scrive:”Quando scrissi “Marijuana reconsidered” nel ’71 ero convinto che nel giro di pochi anni la cannabis sarebbe stata legalizzata…a più di vent’anni da quel giorno, sono ancora qui a scrivere libri mentre la gente soffre inutilmente”.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1993 d.C.
Italia Gli italiani sono chiamati a votare tramite referendum sull’abrogazione di alcune norme della “Jervolino- Vassalli” in materia di non punibilità per consumo e distinzione fra varie sostanze. Più del 55% degli italiani vota SI.
Viene introdotta una “dose giornaliera” che equivale a mezzo grammo, un grammo di cannabis.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1993 d.C.
Nella zona interessata dagli effetti più devastanti del disastro nucleare di Chernobyl, sono state introdotte coltivazioni di Canapa con l’obbiettivo di estrarre dal terreno e dalla falda acquifera piombo, uranio, cesio 137 e stronzio 90, sfruttando il processo di fitodepurazione.

(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1997 d.C.
Si svolge per la prima volta in tutto il mondo la Milion Marijuana March. Milioni di persone contemporaneamente, scendono in tutte le piazza del mondo per recriminare l’uso di una pianta ingiustamente incriminata. In Italia (Roma) diventerà un apputamento fisso tre anni dopo.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

1998 d.C.
U.S.A. Viene insabbiato un rapporto dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) favorevole sulla cannabis. Il rapporto sarebbe stato il primo della WHO sulla cannabis in 15 anni ed era molto atteso dai dottori e dagli specialisti in abuso di stupefacenti. Comunque, venne affossato all’ultimo minuto in seguito ad una lunga e intensa disputa tra ufficiali della WHO, gli esperti della cannabis che hanno redatto il rapporto, ed un gruppo di consiglieri esterni ritenuti essere dell’Istituto Nazionale statunitense sull’Abuso di Droga e del Programma Internazionale di Controllo della Droga delle Nazioni Unite. Secondo un membro del gruppo di esperti che lo hanno redatto, i consiglieri temevano che il rapporto sarebbe stato utilizzato dai gruppi a favore della legalizzazione della marijuana. Secondo il rapporto, le analisi concludono non solo che la quantità di cannabis fumata in tutto il mondo faccia meno danni alla salute pubblica di alcool e sigarette, ma che questo rimarrebbe vero anche se la gente ne consumasse nella stessa quantità di sostanze legali.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

2000 d.C.
U.S.A. Nasce l’ IACM ( Associazione Internazionale per la Cannabis come Medicina)
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

2001 d.C.
Italia. Nasce l’A.C.T. (Associazione Cannabis Terapeutica) formata da un gruppo di medici che nonostante la censura governativa, hanno scelto di prodigarsi in prima persona per informare i pazienti sui benefici della cannabis come medicamento.
(perseguitati per cannabis milioni, morti per proibizionismo alcune migliaia)

2003 d.C.
Italia Il ministro Gianfranco Fini elabora un disegno di legge altamente proibizionista che condanna di nuovo i consumatori di cannabis, elargendo punizioni esemplari e parecchi anni nelle patrie galere per tutti, consumatori e spacciatori, ma soprattutto penalizzando la cannabis rispetto a “droghe pesanti” quali eroina, cocaina. Il disegno resterà bloccato per tre anni. A bloccarlo saranno in prevalenza le varie regioni d’Italia che accortesi della pericolosità e della durezza della legge la rifiutano definendola incostituzionale.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2004 d.C.
U.K. La cannabis viene declassificata da “Droga” di fascia B a C. Questo comporta la non punibilità per il consumo. La proposta di legge viene avanzata dai poliziotti inglesi stufi di perdere tempo appresso ai giovani che fumano uno “spinello”.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2005 d.C.
Italia Pantelleria. Un giovane ventitreenne si suicida per la vergogna dopo essere stato sorpreso dalla polizia a coltivare due piante di cannabis, prima di essere trasportato in carcere per subire un processo per direttissima. E’ il sesto caso in tre anni.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2005 d.C.
Canada. G.W. pharmaceutical immette sul mercato il Sativex. Uno spry sublinguale estratto dalle infiorescenze femminili di cannabis sativa, prescritto come antispastico e caldamente consigliato ai malati di sclerosi multipla. La G.W. pharmaceutical nel giro di pochi mesi raddoppia il proprio capitale in borsa.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2005 d.C.
Spagna. Alle ultime elezioni, è la sinistra a dover guidare il paese per la prossima legislatura. Il partido por la legalizacion y la normalizacion della cannabis ottiene quasi un 8% e comincia il processo di regolamentazione della cannabis che porterà presto ad una decriminalizzazione e tolleranza verso i consumatori.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2006 d.C.
Italia. Il governo italiano a fine legislatura, inserisce nel decreto straordinario per le Olimpiadi invernali una legge antidroga che in barba al referendum del 1993, riporta tutte le sostanze allo stesso livello, anzi penalizza la cannabis e punisce severamente i consumatori oltre ai presunti spacciatori. La soglia da non infrangere per non essere considerato un pericoloso criminale (pene detentive che vanno dai 6 ai 20 anni di galera), ma per subire solo pene amministrative (ritiro dei documenti compresa la patente e colloqui in centri di recupero) verrà quantificata poi in 500 milligrammi di principio attivo per la cannabis.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2006 d.C.
Italia. Il tribunale di Chiavari (Genova) condanna un giovane di 19 anni a 2 anni e mezzo di reclusione per aver passato uno “spinello di marijuana” ad un suo compagno minorenne.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2006 d.C.
Italia. Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis ma anche cocaina: è il risultato di un test eseguito, a loro insaputa, su 50 deputati dalle Iene. Inviati per conto del famoso programma di prima serata, molto seguito dai giovani.
Gli onorevoli sono stati avvicinati la settimana scorsa con la scusa della finanziaria appena presentata: una troupe leggera, come si dice in gergo, un giornalista e un aiuto, per la precisione una truccatrice. Puntualmente, a metà dell’intervista, la truccatrice si accorgeva che la fronte del politico era «troppo lucida» e bisognava tamponare. Un colpetto e via, il gioco era fatto. L’ignaro deputato, colto al volo davanti a Montecitorio da una sedicente tv satellitare, si era in realtà sottoposto, senza saperlo al test che rivela se si è fatto uso di stupefacenti nelle ultime 36 ore.
perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2007 d.C.
Italia. Aldo Bianzino, artigiano perugino,  viene arrestato il 12 ottobre 2007 e condotto nel carcere Capanne di Perugia per coltivazione di alcune piante di cannabis. Viene ritrovato morto in cella  due giorni dopo. Subito viene diffusa la notizia che Aldo sarebbe morto per malattie cardiache e non presenterebbe segni esterni di violenza;
- conoscendo Aldo come persona sana, la famiglia non ci crede e chiede l’autopsia;
- l’autopsia viene affidata al dott. Lalli, un medico legale noto per essere eticamente irreprensibile e dal cui esame risulta che Aldo è morto per cause non accidentali e che il suo cadavere presenta chiari segni di lesioni traumatiche: 4 ematomi cerebrali, fegato e milza rotte, 2 costole fratturate.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2007 d.C.
Belgio. ENCOD, una rete europea di oltre cento associazioni che si muovono nel campo delle droghe, lavora su un modello non mercantile di produzione e di distribuzione di cannabis per maggiorenni: il Cannabis Social Club (CSC). I CSC sono associazioni senza fine di lucro che organizzano la coltivazione professionale collettiva di una quantità molto limitata di cannabis sufficiente a soddisfare i bisogni personali dei membri del club. La cultura, il trasporto e la distribuzione devono essere sottoposti a controlli di sicurezza e di qualità, senza pubblicità né insegna né vetrina. I membri assicurano l’equilibrio finanziario del sistema versando una tassa che varia in funzione dei loro bisogni. Non deve esserci commercio di cannabis. I membri si devono impegnare a non vendere cannabis e a non incitare altre persone al consumo, soprattutto se minorenni.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2008 d.C.
Italia. E’ sempre reato la coltivazione domestica di piantine di cannabis, anche se si tratta di uso personale. Lo stabiliscono le sezioni unite penali della Cassazione sposando la linea dura nel perseguire chi tiene qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa. Inascoltata dunque la richiesta del sostituto procuratore generale Vitaliano Esposito, che nella sua requisitoria aveva chiesto di dare il via libera alla coltivazione domestica per uso personale.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2008 d.C.
Italia. Test ai parlamentari, le Iene condannate per violazione della privacy. Hanno violato le regole sulla privacy raccogliendo campioni organici di 50 deputati e 16 senatori per fare un test su eventuali tracce di stupefacenti. Per questo la Cassazione ha confermato la pena inflitta a Davide Parenti, autore del programma ‘Le Iene’, e alla ‘iena’ Matteo Viviani, che avevano patteggiato davanti al gup di Roma nell’ottobre scorso la condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione, convertita in pena pecuniaria.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2008. d.C.
Italia. La storia di Fabrizio Pellegrini, pianista e attore teatino, inizia nel 2008 quando viene arrestato dagli agenti della Squadra mobile di Chieti che avevano trovato, sul suo balcone, alcune piante di cannabis indica. L’accusa nei suoi confronti è possesso ai fini di spaccio, e a nulla valgono le sue proteste perché lui, in realtà, la droga non la usa per ‘sballarsi’ né la spaccia, ma la assume per curarsi. Fabrizio soffre infatti di fibromialgia, ma anche di altri disturbi muscolo-scheletrici e su base ansiosa.
Per sette volte, nei prossimi 7 anni, la pubblica autorità perquisirà la sua abitazione, ogni anno sequestrando qualche pianta di cannabis e una piccola quantità di erba già essiccata
Fabrizio ancora ora (nel 2011), entra ed esce dal carcere.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2009 d.C.
Italia. I carabinieri bloccano Stefano Cucchi, geometra romano con piccoli precedenti per spaccio.
Il fermo di Stefano Cucchi avviene alle 23:30 nel parco degli acquedotti a Roma. Alle ore 1:30 del – si presentano, con Stefano, presso la sua abitazione, due uomini in borghese, poi qualificatisi come carabinieri e altri due militari dell’Arma in divisa della caserma dell’Appio Claudio. Nel corso della perquisizione non trovano nulla nella stanza del ragazzo.
“I carabinieri tranquillizzano i familiari – continua la ricostruzione – dicendo che Stefano è stato sorpreso con ‘poca roba’ addosso (20 grammi principalmente marijuana, poca cocaina e due pasticche). L’indomani, alle ore 12, Stefano Cucchi arriva in aula per il processo per direttissima scortato dai carabinieri.
“Il suo volto è molto gonfio, in contrasto impressionante con la sua magrezza (i genitori affermano che il suo peso prima dell’arresto è di 43 chili) e presenta lividi assai vistosi intorno agli occhi”.
Alle ore 14, dopo la sentenza di rinvio a giudizio con custodia carceraria il 31enne viene visitato presso l’ambulatorio di palazzo di giustizia. Gli vengono riscontrate “lesioni ecchimotiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente” e dove Stefano dichiara “lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori”. Viene condotto a Regina Coeli e affidato alla polizia penitenziaria. All’ingresso in carcere viene sottoposto a visita medica che evidenzia la presenza di “ecchimosi sacrale cvoggigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione”. Viene trasportato all’ospedale Fatebenefratelli per ulteriori controlli. In ospedale viene diagnosticata la “frattura corpo vertebrale L3 dell’emisoma sinistra e la frattura della vertebra coccigea”.
Il 17 ottobre, alle ore 13:15, viene poi trasferito all’ospedale Sandro Pertini.
Martedí 20, i genitori tornano all’ospedale Pertini nella speranza di avere notizie. Viene negato l’ingresso e viene spiegato, per la prima volta ai familiari di Stefano Cucchi, che “sia per i colloqui con i detenuti sia per quelli con i medici occorre chiedere il permesso del giudice del tribunale a Piazzale Clodio”.
Il giorno successivo, mercoledì 21, il padre di Stefano riesce ad ottenere l’autorizzazione ma non fa in tempo a farsela vistare a Regina Coeli per vedere il figlio.
Stefano Cucchi, muore alle 6:20 di giovedì 22 ottobre.
La famiglia pubblicherà in internet le foto del corpo martirizzato del ragazzo.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2009 d.C.
Canada. Marc Emery è conosciuto in Canada come il “leader del partito della marijuana”, viene estradato negli Stati Uniti per scontare una condanna a cinque anni di carcere per aver venduto semi di marijuana via internet.
Emery, 51 anni, in Canada dirigeva una rivista dal titolo “Cannabis Culture” e si autodefinisce «il principe del fumo»: ha trovato tramite i suoi legali un accordo che gli ha permesso di evitare cinquant’anni di prigione.
Emery ha un giro d’affari di milioni di dollari: nel 1998 era già stato condannato in Canada per aver venduto semi di marijuana ed aveva pagato una multa da duemila dollari.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2010 d.C.
U.S.A. Muore Jack Herer, conosciuto anche come The Hemperor, attivista statunitense, famoso per essere stato attivo nella lotta per la liberalizzazione della cannabis.
Ex militante del Partito Repubblicano, agli inizi degli anni ottanta si impegnò nella ricerca delle motivazioni alla base del proibizionismo di questa pianta, riportate in seguito nei suoi scritti. Queste ricerche lo fecero divenire un convinto sostenitore della sua legalizzazione.
autore di “The emperor wears no clothes” (1985), uno dei più famosi libri sul proibizionismo della canapa, e di “Canapa” (1999) pubblicato anche in italiano.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2010 d.C.
U.S.A. Fra le varie “proposition” per i referendum californiani, c’è quella di legalizzare la cannabis.
L’attesa era più che sentita, non solo dai consumatori californiani o statunitensi, ma dal mondo intero. La California sembrava proprio il terreno ideale per provare finalmente a chiudere una delle pagine più dolorose della nostra storia di umani terrestri, la persecuzione verso tutti i consumatori di cannabis e per dare un esempio che avrebbe prima o poi coinvolto gli Stati limitrofi…l’America intera…e tutto il mondo. Un po’ come successe 70 anni fa circa, però al contrario.
Per questa occasione, in favore del SI, si sono mobilitati un po’ tutte le associazioni antiproibizioniste, ma a muoversi di più, sono stati incredibilmente e soprattutto imprenditori e politici.
George Soros per primo…rilasciando dichiarazioni favorevoli, il governatore Schwarzenegger poi…denunciando fra l’altro un notevole vantaggio economico dalla legalizzazione.
I proibizionisti invece, hanno tappezzato le maggiori città californiane con manifesti recanti didascalie del tipo: “se passerà la Proposition 19 avremo gli uffici pieni di gente ‘stonata’”. Come se la gente non si potesse stonare con il legalissimo alcol se lo volesse. Comunque un 54% di NO, ha prevalso sul restante 46% di SI…è tutto è rimasto invariato.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

2011 d.C.
U.S.A. La guerra globale alla droga “e’ fallita” e i Paesi del mondo dovrebbero valutare l’ipotesi di legalizzare la marijuana, per indebolire la criminalita’ organizzata. Sono le raccomandazioni contenute nel rapporto della Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato, in cui si esorta a trattare la droga come una “questione sanitaria”.
Per il rapporto serve un nuovo approccio per ridurre il consumo che sostituisca la strategia di criminalizzazione delle droghe e l’arresto dei consumatori. In sostanza, “vanno cambiati radicalmente i sistemi usati finora dagli Stati e dagli organismi internazionali per contrastare la tossicodipendenza” e “i tossicodipendenti devono essere trattati come pazienti”.
(perseguitati per cannabis decine di milioni, morti per proibizionismo migliaia)

Ivan il terribile

Fonti:

“Marihuana uno scandalo internazionale” Guido Blumir Edizioni Enaudi 2002
“Hashish e Islam” Fabio Zanello Cooper Castelvecchi 2003
“La Marijuana fa bene…Fini fa male” Guido Blumir Stampa Alternativa 2003
Mayor’s Committee on Marijuana, “The Marijuana problem in the City of New York. Sociological, Medical, Psychological and Pharmacological Studies”. Jacques Cattel Press Lancaster 1944
Intervista a Lester Grinspoon (psichiatra e docente presso la facoltà di medicina dell’Università di Harvard) 2003
“Marijuana Reconsidered” Lester Grinspoon
“Marijuana la medicina proibita” Lester Grinspoon James Bakalar Editori riuniti
“Cannabis Uso e Abuso” Giancarlo Arnao
“Cannabis connection” di Marcello Pamio tratto da Nexus ed. italiana nr. 39 (luglio-agosto 2002) New Scientist, 21 Febbraio 1998
Nexus ed. italiana n.34, “Progetto censura, le notizie più ignorate d’america” Corporate media coverage: AP e UPI news wires, 29 febbraio 2000
“Pot Shrinks Tumors; Government Knew in ’74″, Alternet, 31 maggio 2000
Intervista a Raphael Mechoulam e Herbert Schuel Boulder Weekly, 6 Febbraio 2003

La storia di Fabrizio Pellegrini  http://www.pazienticannabis.org/index_file/Libertfab.html

European Coalition for Just and Effective Drug Policies (ENCOD)
“CA Secretary of State: Results for Proposition 19″. Secretary of State’s office. November 7, 2010.

Legalizziamolacanapa.org Team