E’ difficile riprendere un discorso che non è mai nato e non è neanche morto, sta lì, semplicemente in stand by, sia da un punto di vista legislativo e sia da un punto di vista di attenzione mediatica e politica.

L’11 settembre è la data indicata dalla Commissione Giustizia come termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla bozza approvata e che, come sappiamo, prevede una sorta di regolamentazione per l’utilizzo terapeutico della cannabis, precludendo comunque qualsiasi possibilità di autocoltivazione.

Come è accaduto e accade per altre battaglie relative ai diritti civili, come per il biotestamento o per lo jus soli, ci saremmo aspettati una certa mobilitazione per spiegare come mai l’Intergruppo, verso il quale abbiamo riposto tanta fiducia, ha fatto marcia indietro dai suoi propositi originari, registrando la defezione di decine e decine di deputati, che pur avendo accettato e aderito alla proposta di regolamentare la coltivazione e l’uso di cannabis per scopo personale in virtù del buon senso che la pdl esprimeva, dopo il monito di Papa Francesco contro la legalizzazione <http://www.ascia-web.org/home/?p=2319> hanno creduto bene di pacificare le loro coscienze permettendo “cristianamente” l’uso della cannabis al fine di alleviare le sofferenze dei pazienti e di mantenere l’aspetto ideologico che ha sempre caratterizzato il fronte proibizionista nei confronti della “demoniaca” pianta proibita e dei suoi pericolosi consumatori!

Ci saremmo augurati la presentazione di migliaia di emendamenti da parte dei membri dell’Intergruppo, pur di non arrivare in aula sapendo che la battaglia è persa in partenza se non viene coinvolta l’opinione pubblica, e la stampa, e le televisioni, sui temi che portano in sé disinformazione e pregiudizi.

Avremmo gradito, almeno, una conferenza stampa da parte dei membri dell’Intergruppo per informare sullo stato delle cose, spiegare per l’ennesima volta che non di un diritto allo sballo si sta parlando, ma di scelte individuali che dovrebbero essere protette dai diritti civili, di lotta al narcotraffico che tanti introiti regala alle varie mafie, di protezione dell’ambiente e di risorse dimenticate, di contrasto ai monopoli farmaceutici.

Sembra però che niente di tutto questo sia in previsione per esser posto come tappa in un percorso di per sé difficile e che purtroppo sembra ormai avere come destinazione finale il vicolo cieco di una possibile discussione alla Camera dove l’ennesima bocciatura è più che una possibilità, anzi, mi azzardo a dire che è quasi una certezza!

Oltretutto c’è da dire che con una Sinistra frammentata, con un M5S palesemente ammorbidito e con una Destra che tenta il ricompattamento, il futuro non si prospetta granché roseo per vincere le battaglie dei diritti civili, legalizzazione cannabis in primis…

Giancarlo Cecconi – ASCIA
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Apprendiamo ora che il sen. Airola del M5S, da sempre un leale sostenitore della nostra causa, è stato aggredito a Torino da due persone riportando lesioni e traumi per una prognosi di 30 giorni, ad Alberto va tutta la nostra solidarietà e i migliori auguri per tornare il più presto possibile e più vivace che mai al suo posto in Senato.

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