Rimani senza fiato e poi la rabbia, torni alla terra e spacchi la luce, il tuo raccolto è stato anticipato.

L’immagine davanti agli occhi di Fabio è agghiacciante, le piante longilinee e prosperose riposano una accanto all’altra in manne parallele, onirico quadro che uccide le fatiche di mesi in cui tra le alzate all’alba e la caccia ai maschi, gioie e fatiche, amici e duro durissimo lavoro il tempo è volato in alto ed ora è abbattuto!

Lo scorso anno il campo sperimentale del Canapa Info Point a Saracinesco duemila metri di canapa qualità eletta campana, le cui profumate infiorescenze sono state il preludio di un mercato nascente. Apprezzate anche dai creatori di Easy Joint.

A Saracinesco si sono svolte degustazioni a base di canapa, feste di paese e corsi di canapicoltura.

Progetti simili li portiamo avanti tramite le nostre sedi distaccate, ad esempio i campi del CIP Salerno sono rigogliosi, Augusto e la sua squadra attraverso collaborazioni con l’Università Federico II e sportelli con gli agricoltori ospitati in un grow shop coprono la Campania di canapa.

Altre sedi distaccate con obiettivi simili sono: Taranto, Castelli Romani – Frascati, Giove, Cori, Lecce, Todi

Cori era il nostro campo all’occhiello per la stagione 2017, la volevamo sensimilla!

Responsabili del campo del CIP Cori il presidente di sede Fabio e il vicepresidente CIP Markab,
seguendo l’iter legislativo la semina è stata denunciata ai Carabinieri di Cori i quali si sono sempre dimostrate persone comprensive e disponibili.

I carabinieri domenica mattina sono passati in zona e hanno scattato delle foto, il campo è integro!

Dalla festa della semina – Canapa in Piazza del 2 Aprile sono passati 77 giorni il 18 Giugno.

Markab e Fabio sono a Giove, Terni, per la festa patronale, per aiutare il socio coltivatore locale nella sensibilizzazione del suo territorio portando il banchetto informativo tenuto dalle stesse persone che si occupano dei campi di Cori. Si torna la notte tra domenica e lunedì e la prima cosa che fa Fabietto all’alba di lunedì è andare a vedere le piante di eletta campana , strain industriale di canapa sativa dioica nome scientifico cannabis: angiosperma della famiglia delle canabacee.

I valori dei cannabinoidi in queste piante sono sotto lo 0,6% THC e se siamo fortunati potrebbero superare l’10% CBD. L’eccessivo caldo hanno già stressato abbastanza le piante, la siccità si sente, le piante si asciugano e i terreni bruciano. Uno stress simile poteva essere un vantaggio, sicuramente era lodevole avere piante alte 2,5mt con 38 gradi al dì.

Il valore delle piante si può quantificare tra i 250/300€ cadauna, raccolte mature con la loro luna.

La trama si infittisce quando Fabio chiama i carabinieri di zona poiché riferiscono di essere con il proprietario del terreno, Marco, e la Guardia di Finanza.

Si presume, ricostruendo i suddetti fatti, che nella notte tra domenica e lunedì, qualcuno che sa farlo ha reciso le piante, le ha divise in manne e se ne è andato senza scomporsi.
Nel frattempo, non imputando alla stessa persona la chiamata la coincidenza resta, una segnalazione alla Guardia di Finanza sveglia Marco che preoccupato propone alle FF.OO. di andare insieme dai Carabinieri a cui era già nota la biografia del campo.

La segnalazione alla Guardia di Finanza rimarrà anonima ma denunciava un campo di marijuana. Cosa improbabile data la presenza di cartello: “CANAPA NO THC”.

Fabio accorre da Marco dai Carabinieri con la Guardia di Finanza e il caos regna sovrano di fronte all’ignoranza legislativa delle FF.OO.

La neonata legge 242 del dicembre 2016 prevede art. 2 comma 1. “La coltivazione delle varieta’ di canapa di cui all’articolo 1, comma 2, e’ consentita senza necessita’ di autorizzazione.” inoltre “Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate…possono essere disposti dall’autorita’ giudiziaria solo qualora…risulti che il contenuto di THC nella coltivazione e’ superiore allo 0,6 per cento.”

La Finanza sostiene l’irregolarità del campo in quanto non recintato, fonte Asso Canapa. I Carabinieri rispondono che non ce n’è bisogno, fonte codice civile capo II sez. I art. 841.

Lo scorso anno le coltivazioni di canapa sono aumentate del 200%, dati della Coldiretti, quest’anno  stiamo vestendo di verde la bella penisola. Tra gli interessi i più disparati ma il più bello, quello che ci fa brillare gli occhi è che torna la canapa dove è sempre stata storicamente, dove la vorremmo veder regnare in tutte le sue forme.

L’intimidazione è forte e prorompente nei cuori agricoltori di noi amanti di canapa.
Dobbiamo aver paura? Sono compaesani invidiosi? Sono proibizionisti? Sono associazioni di persone legali o meno che non ci vogliono o che non vogliono cannabis libera di crescere come tutte le altre piante, sono qualcosa che non ci fa dormire sereni. Siamo feriti e incazzati, gonfi di semi da piantare, piantare ovunque!

Quindi, piantatela!

Direttivo CIP

Ieri 26 giugno, a Cori in provincia di Latina nella regione Lazio , e’ avvenuta una pesante intimidazione nei confronti del Canapa Info Point: uno dei campi di canapa in rigogliosa fase di fioritura nonostante la siccita’ del 2017, seminata e coltivata dalla nostra Associazione, e’ stato tagliato e tutte le piante sono state legate in fascine e abbandonate sul campo.

In contemporanea, per pura casualita’, si è presentata la Guardia di Finanza per i controlli di rito, i cui agenti si sono astenuti dall’acquisire la nostra denuncia, anzi, ribaltando lo stato dei fatti sembrerebbe che la colpa sia nostra, in quanto “il campo deve essere recintato con le tabelle ogni 10m “, senza nessuna menzione sulla legge di riferimento, erano presenti anche alcuni agenti del Corpo dei Carabinieri che hanno invece sostenuto la legittimita’ di tutte le nostre azioni, contestando addirittura l’atteggiamento poco professionale dei rappresentanti della Guardia di Finanza.

Questa e’ la dimostrazione di quanto odio, discriminazione e ignoranza ha creato il Proibizionismo ed e’ deludente constatare quanta cattiveria è stata elargita verso tutto ciò che non rientra nella condivisione convenzionale.

Ci teniamo a ringraziare gli agenti dei Carabinieri locali per la competenza e la professionalita’ dimostrata ai colleghi della GdF in sostegno degli agricoltori e ringraziamo anche la comunita’ locale, che ci segue e ci stima, per la solidarieta’ dimostrataci.

Non saranno certo queste azioni meschine a fermare il nostro progetto per la cannabis libera da ogni pregiudizio!

Direttivo Canapa Info Point

E’ di oggi la notizia dell’indagine a carico del’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, per riciclaggio di denaro proveniente da evasione fiscale e della sua collusione con nomi che hanno una certa rilevanza negli introiti più discutibili del nostro Erario, quelli relativi alle slot machine, di cui l’imprenditore Francesco Corallo, già in carcere, è un’indiscutibile potenza: <http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/fini_riciclaggio_sequestrato_milione_euro-2469953.html>.

Un danno di immagine, per il nostro caro inquisitore, in cui speravamo, come lo speravamo per l’altro artefice di un disastro sociale senza precedenti, il sen. Carlo Giovanardi, coautore con Fini della legge che ha distrutto non solo l’immagine, ma anche la vita di centinaia di migliaia di persone, spesso innocenti e rispettabili, ma costretti a subire un’ingiustizia per colpa di un ottuso sistema, che mette la vita dei cittadini in mano a personaggi che nulla di autorevole hanno e la cui pericolosità sociale, a causa dei loro intrallazzi, è ben lungi superiore a quella provocata da un innocuo coltivatore di cannabis!

Ma a parte la soddisfazione che possiamo provare per le vicende giudiziarie in cui sono coinvolti i novelli Torquemada, che in virtù di chissà quale privilegio mai si sarebbero aspettati di essere loro a vestire il ruolo di imputati, ci sembra il caso di iniziare di nuovo a porre l’attenzione su quanto sta avvenendo in Italia e in altri Paesi a proposito della legalizzazione della cannabis, partendo dalle promesse di Macron nella fase elettorale e che ora sta perfezionando a proposito della sua depenalizzazione: <http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/francia_macron_depenalizza_cannabis_multa_consumo-2462914.html> che nulla ha a che vedere con la legalizzazione proposta da Benoit Hamon, candidato socialista, ma è pur sempre un grande passo avanti in un Paese che punisce con il carcere anche il semplice consumo.

Aperture significative e ancor più significativo è che il tema depenalizzazione o legalizzazione compare ormai in molti programmi di Partiti o Movimenti in quasi tutte le campagne elettorali di quasi tutti i Paesi del mondo occidentale, tranne alcuni che ancora non avvertono l’importanza dell’argomento, tra cui l’Italia!

E nel prossimo futuro, nonostante le elezioni sembrino ormai alle porte, nulla sembra poter cambiare riguardo l’attenzione che i Partiti o i Movimenti italiani prestano all’argomento, al problema che coinvolge le abitudini e lo stile di vita di milioni di cittadini.

Con la legge elettorale che il parlamento si appresta ad approvare con l’accordo tra Forza Italia, Partito Democratico, Lega e 5 Stelle, si prospetta la possibilità che tutti i Partiti minori scompaiano, tra cui la costellazione di formazioni di sinistra che non sembra al momento possa superare (a meno che non si formi una coalizione) la soglia di sbarramento prevista al 5%.

Questo vorrebbe dire far mancare molte voci pro-legalizzazione nelle aule istituzionali, da Sinistra Italiana a Possibile, da Articolo Uno-MDP a tutta quella componente laica e progressista che finora ha sostenuto la battaglia per la legalizzazione in parlamento e la costituzione dell’Intergruppo Parlamentare, che senza queste autorevoli voci perderebbe di forza e credibilità, lasciando che la componente più ostica e reticente nei confronti di qualsiasi apertura sull’argomento, continui a farla da padrona sulle scelte individuali nel rispetto dei diritti civili.

Non ci resta quindi che chiedere, a gran voce, sui social e con tutti gli strumenti, associativi e personali che siano, che i Partiti o Movimenti che si presenteranno al giudizio del popolo alle prossime elezioni si dichiarino in merito all’argomento “legalizzazione” e che questo compaia a chiare lettere nel programma elettorale contemplato, di sicuro, nel diritto all’autodeterminazione e alle libere scelte di ogni cittadino, ma anche come strumento per combattere il narcotraffico, il monopolio delle case farmaceutiche e la difesa dell’ambiente contro le industrie del petrolio e della deforestazione …altrimenti milioni di consumatori potrebbero anche contemplare e rivendicare una sacrosanta e assolutamente consapevole astensione dal voto!

Giancarlo Cecconi – ASCIA

Versione integrale dell’incontro con i rappresentanti dell’Intergruppo Parlamentare a Indica Sativa Trade:
http://www.radioradicale.it/scheda/508596/legalizzazione-incontro-con-i-rappresentanti-dellintergruppo

Continuano ad arrivare copiose le adesioni alla manifestazione pro legalizzazione Fuma Parei, espressione piemontese che significa “facciamo così”!
Condividete, partecipate, venite a dire la vostra.
Non era mai successo che così tante organizzazioni aderissero ad una manifestazione per la legalizzazione della Canapa.
Il gruppo consiliare torinese del Movimento 5 Stelle, la CGIL, l’ARCI, partiti, associazioni, i giovani del Partito Democratico e di Rifondazione Comunista hanno trovato un comune terreno di lavoro e di iniziativa politica.
Lavoriamo per creare Coordinamenti Unitari in tutte le città, in tutte le regioni.
Facciamo crescere la spinta necessaria ad una rapida e positiva soluzione del problema.
Il proibizionismo non funziona, se ne prenda atto e si provi a cambiare.
Uniti potremmo farcela :-)

L’evento della Fuma Parei! Torino 2017
https://www.facebook.com/events/764060070419298/

http://fumaparei.altervista.org/

Hanno finora aderito: Arci, CGIL, Possibile, Giovani Democratici, Radicali Italiani, Associazione Adelaide Aglietta, Radical Cannabis Club, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista, Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Torino, Giovani Comunisti, Associazione Culturale ARCI Iniziativa RicreAt(t)iva, Medical Cannabis Club Torino, C.I.P. Canapa Info Point, Associazione Canapa Italiana, Non Solo Skunk, Dolce Vita Magazine, Craziest Growshop, A.S.C.I.A., Associazione Canapese, Pastafariani, Wiki Mafia, Qualcosa di Sinistra, WE generation, Campo Progressista, Soft Secrets.

Iniziamo con il ringraziare gli organizzatori di Indica Sativa Trade giunta alla sua 5^ edizione, evento tradizionale e storico per il mondo cannabico che anche quest’ anno ci ha dato l’occasione per fare il punto della situazione con alcuni rappresentanti del’Intergruppo parlamentare, quella coalizione trasversale costituita ormai molti mesi fa e che sembra aver tirato i remi in barca nella determinazione con cui arrivare ad una legge giusta per quanto riguarda l’autoproduzione e il consumo di cannabis.

Un incontro fortemente voluto ed organizzato dalle nostre Associazioni, proprio per cercare di capire dalla viva voce dei protagonisti cosa sta succedendo e quali sono le prospettive nell’immediato futuro, ed è con non poco sconforto che abbiamo potuto ascoltare le motivazioni che impediscono alla proposta di legge, con più consensi da parte di deputati e senatori nella storia del Parlamento italiano, di approdare ad un equilibrato e serio confronto in aula.

All’incontro hanno partecipato: Rita Bernardini (Radicali Italiani), Beatrice Brignone (Possibile), Daniele Farina (Sinistra Italiana), Vittorio Ferraresi (Movimento 5 Stelle) e Adriano Zaccagnini (Articolo 1-MDP), mentre il Sen. Della Vedova ha dovuto rinunciare all’ultimo momento a causa di impegni istituzionali, ma ci ha assicurato telefonicamente di seguire molto da vicino la questione e di non dubitare del suo impegno.

Ma a parte le belle parole, i fatti stanno in maniera molto semplice poiché, nonostante la nutrita adesione di molti parlamentari alla pdl presentata dall’Intergruppo, questo numero, all’inizio molto consistente e significativo, ha iniziato, man mano che il tempo passava e continua a passare, a scemare, facendo perdere di credibilità all’intero impianto legislativo e aprendo forti dubbi sulla possibilità che possa essere trovata in tempi brevi, quell’auspicata soluzione in grado di risolvere il problema che continua ad affliggere centinaia di migliaia di cittadini, se non addirittura milioni, costretti a esercitare clandestinamente una pratica che dovrebbe, invece, essere semplicemente accettata e tollerata secondo il principio della non pericolosità nei confronti della salute e della sicurezza pubbliche.

E’ stato oggettivamente constatato, sia dai parlamentari che dalle persone che sono intervenute nel dibattito, che l’abolizione della Fini-Giovanardi non ha minimamente arginato il clima persecutorio nei confronti di innocui consumatori e che non è possibile continuare a sottostare al ricatto propinato dalla componente cattolica dei vari partiti di maggioranza e opposizione che, dopo l’anatema lanciato qualche settimana fa da Papa Francesco contro la legalizzazione, sembra aver trovato nuova linfa per alimentare l’aspetto ideologico di chiusura sull’uso della cannabis!

L’incontro è terminato con il proposito di trovare nuove forme di pressione e di mobilitazione per sostenere l’attività dell’Intergruppo, cosa alla quale le nostre Associazioni parteciperanno e contribuiranno con tutte le forze che hanno e con l’impegno da parte dei deputati ad adottare tutti gli strumenti messi a disposizione dei singoli parlamentari e dei gruppi, per superare il momento di stallo che stiamo subendo, per arrivare, entro l’estate, alla calendarizzazione della proposta di legge per definire una data per il dibattito in aula.

Ringraziamo Rita Bernardini, Beatrice Brignone, Daniele Farina, Vittorio Ferraresi e Adriano Zaccagnini per aver accettato il nostro invito e per aver partecipato ad un confronto con le associazioni e i consumatori che riteniamo sia stato molto utile per tutti.

ASCIA – CIP

I vertici della Direzione Nazionale Antimafia tornano ad esprimersi contro il proibizionismo, sottolineando comunque che sono radicalmente contrari ad autorizzare la coltivazione della cannabis ai privati, sia in forma individuale che associata.
Provo a comprendere il loro timore nell’autorizzare la produzione attraverso forme associative: certamente il nostro Stato, che non riesce a monitorare neppure gli appalti pubblici per la realizzazione delle strade, autorizzando tali attività rischierebbe di aprire un varco “legale” alla criminalità organizzata.
Potremmo ritrovarci con Igor “il Russo”, a fare da presidente in un Cannabis Social Club!!!
Ma ormai è troppo tardi per proporre esclusivamente il “monopolio”, vietando l’autoproduzione.
Se ci avessero pensato negli anni 80, quando il lungimirante Pannella chiedeva la legalizzazione distribuendo hashish, forse il popolo italiano avrebbe accettato di “fumare” ciò che avrebbe potuto passare il Governo; esattamente come ha accettato ciò che ha passato la mafia.
Ma gli oltre 30 anni di proibizionismo hanno portato molti consumatori di cannabis all’autoproduzione, non sovvenzionando le narcomafie, e ribellandosi all’insensato divieto imposto dalla Legge.
Chi coltiva cannabis, schifa quella venduta per strada. Perché dovrebbe accettare quella prodotta dallo Stato? La “Cannabis di Stato” sarà il prodotto ideale per il consumatore occasionale, o per il curioso.
Ma è inaccettabile per i consumatori di cannabis che sono diventati dei veri intenditori: estremamente critici nello scegliere le qualità.
Mi scuso in anticipo per ciò che sto per scrivere, perché potrebbe sembrare eccessivamente arrogante, ma è solo una constatazione dei fatti.
Il 28 ottobre del 2008 fui arrestato perché trovato in possesso del raccolto di 60 piante, coltivate con metodi biologici in vasi da 25 litri, all’interno di una serra che mi ero costruito da solo. La Polizia dichiarò che avevo prodotto 18Kg di cannabis asciutta. Chi guarda le foto delle piante ancora ad inizio della fioritura, pensa che ci sia stato un errore: sono piante che sembrano superavano i 500g di infiorescenze l’una.
Tutto questo coltivando da solo, e nascondendomi come se stessi davvero commettendo un crimine.
Invece, il centro farmaceutico militare di Firenze, autorizzato a produrre cannabis e agevolato dal lavoro del Dr. Giampaolo Grassi che fornisce talee belle e pronte, ha prodotto solo 15kg di cannabis dopo anni di sperimentazioni.
Quanti anni impiegherà lo Stato per produrre cannabis ad uso ricreativo? E quale consumatore accetterà quel prodotto?
Se la scienza ne riconosce la scarsissima pericolosità e l’elevatissimo potere terapeutico, perché ogni cittadino non deve essere libero di mettere in serra il seme della genetica che preferisce?
Dateci un numero massimo di piante, inasprite le pene per lo spaccio, ma non osate vietare la coltivazione personale del vegetale più utile all’uomo, da sempre.
Per secoli la canapa ha fornito cellulosa per far carta, su cui sono stati stampati i libri che hanno tramandato la conoscenza. Dobbiamo essere grati a questa pianta per le scoperte geografiche dato che per fare un veliero serviva più canapa che legno: le vele, le corde, i vestiti dei marinai, l’olio che bruciava nelle lanterne, le carte nautiche… tutto veniva prodotto dalla canapa.
La scienza ha dimostrato che la canapa è la pianta più utile all’uomo, anche dal punto di vista terapeutico.
Sfido chiunque a trovare un prodotto erboristico con effetti terapeutici evidentissimi contro: Sclerosi Multipla, SLA, Parkinson, Alzheimer ed altre malattie del sistema nervoso centrale, Cancro, Glaucoma, Fibromalgia, dolore cronico, depressione, ecc…
Oggi sappiamo che le infiorescenze di cannabis hanno questo potere.
Eppure, i nostri rappresentanti politici che non temono di armare le mani dei cittadini, non temono di deviarli col gioco d’azzardo, non temono di avvelenarli con il cibo spazzatura venduto dalle catene di fast food e nei supermercati, che non temono e autorizzano l’uso di pesticidi e diserbanti, temono ancora la cannabis!
Certamente non è piantandosi della canapa in casa che possiamo avere certezza di guarire da una patologia. Per quello ci facciamo aiutare da medici e farmacisti che hanno sperimentato più di noi ed hanno realizzato estratti idonei alle varie esigenze, però si può affermare con la stessa certezza che, l’autorizzare i cittadini maggiorenni a coltivare un numero limitato di piante, non lederà alla nostra società, né da un punto di vista della salute, né tantomeno da quello della sicurezza pubblica!
Certamente la cannabis, come moltissime altre cose, fa bene se usata in un certo modo, ma lasciatelo dire a chi la usa da sempre, piuttosto che ad ignoranti proibizionisti.
Io sono un consumatore responsabile di cannabis da 25 anni. Non fumo sigarette di tabacco, non bevo alcol, pratico sport, amo leggere.
Ho frequentato posti in cui si consumava cannabis ed altri in cui veniva invece consumato alcol. Nei primi mi sono sempre sentito sicuro: non ho mai visto persone “fumate” fare a bott e mai nessuno è finito in ospedale. Per consumo di cannabis non è mai morto nessuno nell’intera storia dell’umanità.
Dove invece si usa e abusa legalmente di alcol, c’è sempre da temere che scoppi una rissa, o che qualche ubriaco si faccia male anche da solo perdendo l’equilibrio. Per non parlare dei ricoveri per coma etilico o dei figli concepiti per errore a causa di una sbronza.
Sono infondati i timori sulle conseguenze che potrebbe avere la legalizzazione dell’autoproduzione (permessa solo ai maggiorenni) sui minori: quello che spinge un giovane ad usare delle droghe è la curiosità, che si amplifica ponendo divieti. Usare una sostanza che ha effetti psicoattivi, deve invece essere una scelta consapevole e responsabile. L’esempio concreto arriva dal vino, usato come bevanda e per pasteggiare: impariamo ad assumerlo responsabilmente sin da bambini. Ci sarà sempre qualche individuo che, per motivi individuali, abuserà dell’alcol e purtroppo negli ultimi anni il fenomeno sembra essere in aumento, soprattutto tra i giovani. Ma il motivo va ricercato nell’educazione che essi ricevono in merito all’uso di bevande alcoliche e non nella libertà di bere.
E’ una contraddizione che non è possibile tollerare ulteriormente e i nostri politici non possono più impedire che i semi di canapa germoglino e fioriscano nelle case degli italiani.

Giuseppe Nicosia – ASCIA
antiproibizionista e consumatore responsabile di cannabis.

Le notizie di questi giorni, relative alla scoperta di una piantagione domotica di solo 6 piante di cannabis che tanto risalto ha avuto sui quotidiani della capitale <http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/droga_serra_domotica_roma-2389157.html> e le reazioni di alcuni esponenti di Forza Italia, Lega e Milano Popolare nei confronti del Festival della Cannabis di Lambrate <http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/festival-cannabis-1.3047821>, ci fanno capire che nonostante l’impegno degli oltre 300 parlamentari che hanno firmato la pdl presentata dall’Intergruppo, nonostante le oltre 60.000 firme raccolte per iniziativa dei Radicali Italiani e nonostante, si stima, circa 5.000.000 di italiani usano consumare cannabis più o meno regolarmente, la stupida demonizzazione di questa benefica pianta non cessa e anzi sembra trovare sempre nuovo vigore nella falsa informazione.

E’ forse il caso, quindi, di capire meglio dov’è che stiamo sbagliando, se continua ad essere così difficile usare il buon senso per sconfiggere il pregiudizio ideologico, che sostiene da sempre la componente proibizionista e buona parte dell’opinione pubblica.

E’ probabile che abbiamo sbagliato qualcosa nella strategia iniziale, continuando a elencare tutte le relazioni della canapa con varie realtà discutibili, all’interno della richiesta di legalizzarne l’uso personale, senza mai riuscire a dare una panoramica generale dei vantaggi che la legalizzazione comporterebbe e dell’impegno civile che sostiene in varie direzioni.

Nei dibattiti parlamentari e tra l’opinione pubblica ormai è diffusa la convinzione che la legalizzazione sia esclusivamente una battaglia tra una concessione terapeutica per i pazienti affetti da patologie pesanti e una licenza all’autodistruzione di milioni di persone, a cui la legalizzazione porterebbe.

Dovremmo ora alzare il tiro e fare della battaglia per la legalizzazione una bandiera sotto la quale coagulare il consenso sociale, far capire che l’obiettivo è uno, ma gli avversari che vanno sconfitti raggiungendo quell’obiettivo sono tanti: gli interessi della criminalità in primis, ma anche quelli delle case farmaceutiche, delle imprese coinvolte nella deforestazione e di quelle che hanno interessi nel commercio e nella trasformazione del petrolio, impegnarsi quindi nella battaglia antiproibizionista significa quindi non solo difendere la dignità e la libertà di milioni di persone, ma anche assestare un colpo mortale agli interessi della criminalità, liberare chi ne ha bisogno dalla prepotenza e dal monopolio delle case farmaceutiche e difendere il nostro pianeta da uno sfruttamento incontrollato.

Per parlare di tutto questo e dello stato in cui versa la pdl presentata dall’Intergruppo Parlamentare, ASCIA e CIP, in collaborazione con gli organizzatori della Fiera, hanno invitato il Sen. Della Vedova (promotore dell’Intergruppo), Rita Bernardini (Presidente Onorario), il Sen. Airola e gli On. Ferraresi, Farina, Zaccagnini e Brignone per un confronto con le Associazioni, che si terrà sabato 13 maggio alle ore 16 in occasione della 4^ edizione di Indica Sativa Trade <http://www.indicasativatrade.com/>

ASCIA – www.ascia-web.org
CIP – www.canapainfopoint.it